TAU 2022 TEATRI ANTICHI UNITI - TUTTA LA REGIONE

Indicazioni

QUANDO:

19/08/2022

DOVE:

TEATRI VARI REGIONE MARCHE

(Tutta la Regione)

Stagioni Teatrali

 
PROGRAMMA  
 
ENEIDE
CRONACHE DI UN PROFUGO
STAND-UP TRAGEDY
STEFANO TOSONI
STEFANO DE BERNARDIN
19.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
 
COMUNICATO STAMPA
 
 
Regione Marche, AMAT – circuito multidisciplinare di teatro, musica, danza e circo contemporaneo delle Marche –, MiC e i Comuni del territorio – Ascoli Piceno, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Cupra Marittima, Falerone, Fano, Macerata, Matelica, Monte Rinaldo, Osimo, Pesaro, Porto San Giorgio, San Severino Marche, Senigallia, Sirolo, Urbisaglia - rinnovano l’appuntamento con il TAU/Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico che in una coniugazione funzionale e gradevole di beni e attività culturali offre l’opportunità di fruire i luoghi di interesse archeologico per la spettacolarizzazione restituendoli a un ampio uso. TAU Teatri Antichi Uniti è un prezioso luogo di incontro tra le ricchezze archeologiche della regione e i contenuti di spettacolo che da 24 anni è un fiore all’’occhiello della scena nazionale. 34 appuntamenti in 16 splendidi siti archeologici della regione per una proposta che spazia dalle migliori esperienze della scena nazionale ai lavori di talentuosi artisti Made in Marche
Mia moglie Penelope con due interpreti d’eccezione come Ornella Muti e Pino Quartullo è in scena il 1 agosto al Teatro Romano di Ascoli Piceno. Un testo divertente, una partita a due fra un uomo ed una donna che sovvertono gli stereotipi del mito. Tieste di Seneca è una tragedia che affronta il tema della vendetta e dell’inganno rappresentando un connubio perfetto tra il potere e il male, il TAU ospita il 2 agosto al Teatro Romano di Falerone l’allestimento diretto da Giuseppe Argirò e interpretato da Giuseppe Pambieri con Sergio Basile, Gianluigi Fogacci, Elisabetta Arosio, Roberto Baldassari e Vinicio Argirò. Pentesilea il 2 agosto nel Parco Archeologico Naturalistico Civita di Cupra Marittima racconta una storia archetipica degli opposti, tutti gli opposti, con Alessandro Pertosa, Frida Neri e Filippo Macchiarelli in una forma recitativa nuova, denominata «conversazione teatrale», uno spettacolo a più voci, tra musica e parole. Andrea Pennacchi, attore, scrittore e drammaturgo, il 3 agosto alla ex Chiesa di San Francesco di Fano presenta Una piccola odissea, una personale rilettura dell’opera di Omero in cui si intrecciano storia, mitologia classica degli eroi e memorie dell’autore con la musica dal vivo di Giorgio Gobbo (chitarra e voce) con Annamaria Moro (violoncello) e Gianluca Segato (lap steel guitar). Il TAU si avvia alla conclusione l’8 agosto con un doppio appuntamento. Le Terme Romane di Septempeda, a San Severino Marche si trasformano per una sera nel Canopo di Villa Adriana, luogo irripetibile dell’antichità, con Memorie di Adriano, un'idea di Francesco Rapaccioni da Marguerite Yourcenar per i Teatri di San Severino con letture e musica dal vivo e a Porto San Giorgio Rocca Tiepolo ospita Stefano Tosoni e Stefano De Bernardin in Standup Tragedy. Eneide cronache di un profugo, il racconto di una fuga dalla guerra, di una rinascita e di una fondazione.
 
Il TAU non è solo una ampissima rassegna di spettacoli ma si conferma occasione privilegiata per scoprire posti di antica bellezza. Ad arricchire la proposta per il pubblico, prima di molti spettacoli tornano gli AperiTAU. Passeggiate di storia, visite guidate gratuite alle aree archeologiche e ad altri luoghi di grande interesse culturale, naturalistico e archeologico.
 
Inizio spettacoli ore 21.30, a eccezione di Senigallia Area Archeologica La Fenice ore 21.15; Mone Rinaldo, Osimo, Sirolo ore 19; Castelleone di Suasa Play [Domus] ore 19 e 19.30, Senigallia Play [Porto] ore 19 e 19.30
e Macerata ore 21. Vendita biglietti on line su www.vivaticket.com e biglietterie del circuito AMAT 071 2072439. Informazioni su www.amatmarche.net.
 
PLAY [PORTO]
DISPOSITIVO INTERATTIVO
PER ATTRAVERSAMENTI POETICI
 
Senigallia
Porto
01.07
MEDUSA
GORGONE DEGLI ABISSI
02.07
PENELOPE
REGINA DI ITACA
03.07
MITI
SIRENA DEL CONERO
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
per CollegaMenti Festival
 
 
testi Francesca Berardi
voci Francesca Berardi, Filippo Mantoni
composizione musicale Simone Bellezze
[con strumenti realizzati con oggetti di recupero]
progetto fotografico Walter Ferro e Delia Biele
post-produzione audio Massimiliano Camillucci
produzione Collettivo Collegamenti
partners Consorzio Marche Spettacolo/Trainart
cofinanziato da Programma Europa creativa dell’Unione Europea
Comune di Senigallia, Movimento Artistico Introvisione
 
 
In Play [Porto] un gruppo di partecipatori riceverà delle cuffie e verrà trasportato da suoni e voci che si susseguono, in una suggestiva passeggiata lungo la banchina del porto di Senigallia, al tramonto. Passo dopo passo, i suoni della città svaniscono e si approda ad un altrove in cui perdersi tra ricordi ed emozioni, attraverso storie di antica memoria e musiche legate ai miti del mare.
 
 
 
 
DALL’1 AL 3 LUGLIO, DALLE ORE 18 ALLE ORE 23 | SENIGALLIA [EX PESCHERIA DEL FORO ANNONARIO]
MOSTRA FOTOGRAFICA MEDUSA, PENELOPE E MITÍ: RITUALI, ATTESE E ANNEGAMENTI
A CURA DI WALTER FERRO E DELIA BIELE
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
3479237933 | COLLEGAMENTI.SENIGALLIA@GMAIL.COM
 
SE GIASONE FOSSE
RIMASTO SINGLE
 
04.07 | Senigallia
Area Archeologica
Teatro La Fenice
 
in collaborazione con
Collettivo CollegaMenti
per CollegaMenti Festival
 
 
di e con Cesare Catà
 
 
Mescolando i linguaggi della filosofia e della stand-up comedy, questa lezione-spettacolo si presenta come un anomalo monologo nel quale la storia di Medea, di Giasone e degli Argonauti è narrata con costanti riferimenti
all'universo delle relazioni amorose nel mondo contemporaneo.
Lo storytelling dell'epica antica si interseca con le contraddizioni del mondo moderno, alternando registri e idiomi differenti. Gli spettatori sono invitati a un viaggio mirabolante come quello degli Argonauti, in un percorso che ricerca i significati simbolici nascosti dei testi classici, tra ironia e indagine filosofica.
 
 
 
 
 
4 E 5 LUGLIO, DALLE ORE 18 | SENIGALLIA [FOYER DEL TEATRO LA FENICE]
APERITIVO IN MUSICA
A CURA DI COLLETTIVO COLLEGAMENTI
 
STAND UP OMERO
ODISSEA UN RACCONTO
MEDITERRANEO
 
05.07 | Matelica
Teatro Piermarini
 
 
con Paolo Rossi
progetto e regia Sergio Maifredi
produzione Teatro Pubblico Ligure
 
 
Stand up Omero con Paolo Rossi, per attraversare tutta l’Odissea in 60 minuti.
Il nuovo spettacolo di Paolo Rossi, Sergio Maifredi e Teatro Pubblico Ligure.
“Il primo grande racconto della letteratura occidentale, torna alla sua forma originaria: la narrazione orale”, scrive Sergio Maifredi.
L’Odissea è nata per essere detta ad alta voce, con un attore a raccontare ed un pubblico ad ascoltare, insieme, in un tempo ed  uno spazio definiti. Una condizione che è alla radice del teatro e presenta la figura
di Omero come il primo dei cantastorie.
“In questo momento – dichiara Paolo Rossi – voglio tornare a raccontare storie dal vivo. L’importanza di raccontare storie è fondamentale per portare un conforto laico alle persone. Per me – continua – Omero forse non è mai esistito, era il nome di una cooperativa di cantastorie. Forse tutta la storia dell’Odissea è Ulisse che l’ha commissionata ad Omero, perché non sapeva cosa dire a sua moglie dopo avere impiegato dieci anni per tornare a casa”.
Un grande racconto e un grande attore dalla straordinaria intelligenza comica, un artista che sa rendere vive, davanti ai nostri occhi, parole che hanno tremila anni
 
 
 
 
 
5 E 13 LUGLIO, ORE 19.30 | MATELICA [TEATRO PIERMARINI]
VISITA ALLE TERME ROMANE
A CURA DI COMUNE DI MATELICA E PRO MATELICA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI PRO MATELICA - UFFICIO INFORMAZIONI TURISTICHE
0737 85671 - 373 868 3790 - WWW.PROMATELICA.IT
DALLE ORE 19 E DOPO LO SPETTACOLO DEGUSTAZIONE PRESSO IL FOYER DEL TEATRO
[PER I POSSESSORI DEL BIGLIETTO UN CALICE DI VERDICCHIO A 1 €]
 
LA MORTE DI PENELOPE
 
05.07 | Senigallia
Area Archeologica
La Fenice
nell’ambito di CollegaMenti Festival
15.07 | Sirolo
Area archeologica
I Pini
nell’ambito di Radici Festival
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
 
 
dall’omonimo testo di Maria Grazia Ciani
di e con Francesca Berardi e Filippo Mantoni
musiche Simone Bellezze
costumi Stefania Cempini
produzione Collettivo Collegamenti
 
 
Due voci, Due corpi.
Molteplici suoni.
Sul filo sottile del non detto, delle attese, di emozioni soffocate, di sguardi interrotti e di ricerca di un temuto quanto agognato contatto si muovono i due personaggi di questa storia: Penelope e Antinoo. Entrambi impenetrabili, agli estremi di una tela che incessantemente unisce e separa.
In un reticolato di silenzi, di impronunciabili pensieri, di assordanti doveri morali, di desiderato abbandono irrompono sonorità sensuali che spalancano infiniti mondi possibili.
 
 
 
 
 
15 LUGLIO, DALLE ORE 18.30 | SIROLO [AREA ARCHEOLOGICA I PINI]
APERTURA AREA ARCHEOLOGICA CON APERITIVO, ESPOSIZIONI E MUSICA DAL VIVO
A CURA DI COLLETTIVO COLLEGAMENTI
 
IL MERCANTE DI LUCE
 
06.07 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
12.07 | Urbisaglia
Anfiteatro Romano
 
 
dall’omonimo romanzo di Roberto Vecchioni
edito da Einaudi Vincitore Premio Cesare Pavese 2015 - Narrativa
adattamento e regia Ivana Ferri
con Ettore Bassi
musiche originali eseguite dal vivo da Massimo Germini
voce fuori scena Patrizia Pozzi
citazioni musicali Roberto Vecchioni
W.A. Mozart
scena Gianni De Matteis
produzione Tangram Teatro
con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Piemonte
 
 
Ivana Ferri torna ad occuparsi di un teatro attento a problematiche sociali aperte e lo fa riunendo un gruppo di lavoro di rara sensibilità. Il Mercante di luce, bellissimo e toccante romanzo scritto da Roberto Vecchioni, narra del viaggio poetico di un padre e di un figlio.
Ettore Bassi è il protagonista di questo particolare racconto, parole febbrili e piene d’amore, pronunciate da un padre al proprio figlio. Il tentativo di lasciargli un dono, il più grande possibile, oltre la felicità, il disamore e l’amore, la casualità di nascere oppure no, oltre tutto questo che è un frullar d’ali in una melodia alta e che ci portiamo dentro al di là del tempo dato.
 
Non era facile da realizzare una trasposizione per il teatro di quello che ho scritto, ma ho trovato delle persone appassionate che sono riuscite a farlo. La Ferri è una bravissima scrittrice e grande donna di teatro, Bassi è un bravissimo attore. Si sono innamorati del romanzo e mi hanno cercato per poterlo trasformare in uno spettacolo teatrale. Cosa che mi ha fatto emozionare come pochi. […] Penso che il teatro sia davvero la creazione, il momento creativo dell’uomo. E allora sentirmi io piccolo esecutore di questa creazione, non dico che mi abbia fatto galleggiare nell’aria, ma certamente mi ha dato una gioia immensa. [Roberto Vecchioni, “la Repubblica]
 
Non me lo perderei mai. Non esagero quando dico che il primo disco pubblicato non mi fece così tanta impressione come questa sortita teatrale di un mio romanzo. […] L’idea che un testo tratto da un mio romanzo vada in scena mi rende felice come un ragazzino, anche se ho 79 anni suonati. Per altro, con Il Tangram di Torino che mette in scena questo titolo, ho già lavorato altre volte e considero la regista Ivana Ferri molto in gamba. Il mio libro non era facile da ridurre teatralmente ma lei ha fatto un gran lavoro.
[Roberto Vecchioni, “La Stampa”]
 
Stefano Quondam è un professore di letteratura greca, grandissimo e misconosciuto, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di combattere una testarda battaglia contro la stupidità e l’omologazione. Certo, è al tempo stesso un uomo imperfetto, pieno di difetti, ma vuole trasmettere al figlio, quanto ha di più prezioso: la cultura. Vuole credere con tutto se stesso che la bellezza che gli tempesta la memoria sia una luce così potente da svergognare il buio. Ma tra i due, chi è veramente il mercante di luce? Chi salva l’altro? Questa è la cronaca dei giorni di un ragazzo colto e curioso, emozionato e coraggioso e di un padre che con dedizione e amore tenta di spiegare il senso della vita, l’unico che conosce. Il filo che li unisce è la poesia: un excursus appassionato, un viaggio in cui si rincorrono i grandi gesti e le tenere paure di poeti e poetesse dell’unico tempo possibile, quello tra il mito e l’invenzione, in un punto sospeso tra pagine da sfogliare, passioni e vita vissuta.
Lo spettacolo abbraccia lo stile e la magnificenza narrativa di Roberto Vecchioni e con una storia che attraversa il nostro presente ci fa entrare nella dimensione dei classici, ci immerge nella grande letteratura del passato che avvolge tutti noi con la sua luce. Un padre e un figlio. Due vite, due mondi. Percorrono insieme un ultimo tratto di strada scoprendo la forza e la fragilità del loro legame.
Una riflessione sull’esistenza, sull’idea del Bello e del Sublime, trasmessa a noi con un incanto speciale e con accenti lirici intensi.
Due vite, due mondi. Desideri falliti, gioie mai vissute. Padre e figlio percorrono insieme un ultimo tratto di strada, con un pathos degno della grande tragedia antica. I personaggi, finemente analizzati, si offrono a noi con tutte le loro fragilità. Entrambi, in modi diversi, sentono di non appartenere all’eterna ruota dell’esistenza. Stefano Quondam è prigioniero di un grande sogno, per il quale è capace di distruggere il bene che ha intorno. Marco assomiglia sempre più ad un’anima, non ad un ragazzo, costretto dalla sorte a costruirsi una realtà parallela fatta di momenti felici e vittorie invisibili.
Tra le pagine del romanzo, alcune intensamente poetiche, affiorano i ricordi di un passato a tratti felice, segnato da ambizioni e delusioni per Stefano, o, nel caso di Marco, da piccoli momenti di euforia e dolorosi graffi al suo cuore di bambino.
“Doveva lasciargli un dono, il più grande possibile, oltre la felicità o l’infelicità, l’amore e il disamore, il destino e Dio, la casualità inspiegabile di nascere e morire. E il dono è l’orgoglio di essere uomini e di vivere con questa rivelazione: perché non importa quanto si vive, ma con quanta luce dentro.”
In mezzo un excursus letterario di alto livello: Sofocle, Euripide, Archiloco e l’immensa Saffo. Tragedie, miti e sentimenti universali sono un raggio di luce inaspettato che arriva ad illuminare e a dare un senso vero e positivo alle nostre vite.
 
 
 
 
 
6 E 26 LUGLIO, ORE 18 | ASCOLI PICENO [MUSEO ARCHEOLOGICO STATALE]
VISITA ALLA NUOVA SEZIONE ROMANA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO
A CURA DELLA DOTT.SSA MONICA CAMELI [DIREZIONE REGIONALE MUSEI MARCHE]
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI AMAT 071 2075880 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 10 ALLE 16
PRENOTAZIONI ACCETTATE ENTRO IL GIORNO DI VISITA ORE 16
 
12, 21 E 31 LUGLIO, ORE 16 | URBISAGLIA [UFFICIO TURISTICO]
VISTA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI URBS SALVIA
A CURA DI COMUNE DI URBISAGLIA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI UFFICIO TURISTICO URBISAGLIA 0733 506566
NELLE STESSE GIORNATE, DALLE ORE 16 ALLE ORE 18, APERTURA DEI MAGAZZINI ARCHEOLOGICI
 
LA STORIA DI ANTIGONE
FAVOLA IN MUSICA PER CORNACCHIE
CANI SELVATICI, MALEDIZIONI, TIRANNI
SEPOLCRI & FANCIULLE IN FIORE
 
07.07 | Macerata
Palazzo Buonaccorsi
 
 
di Ali Smith
con Anita Caprioli
raccontata da Anita Caprioli
cantata da Didie Caria
regia Roberto Tarasco
produzione Nidodiragno/CMC
 
 
Indicata da Alessandro Baricco come una delle storie da salvare, la versione della tragedia di Sofocle della scrittrice scozzese Ali Smith riporta una visione fortemente ecologista dalla parte dei corvi che popolano la città di Tebe.
Ad accompagnare Anita Caprioli, attrice colta e sensibile, i suoni live del cantante e compositore Didie Caria e le sculture immaginifiche di Giovanni Tamburelli.
La storia di Antigone è il resoconto di una cornacchia appollaiata su una delle 7 porte di Tebe. Dalla sua formidabile posizione il pennuto assiste al tentativo di Antigone di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re Creonte. Scoperta da una guardia, Antigone viene condannata ad essere tumulata in una grotta.
Sono più importanti le leggi degli uomini o quelle di Dio? E queste ultime esistono, o sono anch’esse leggi di uomini ammantate di sacralità? Può una donna contrapporsi al potere di un uomo? E se questi è un re? Cosa è più giusto?
Difendere i diritti del fratello o far rispettare la legge, anche se colpisce i familiari? Suscitando questi interrogativi Antigone rimane, a distanza di millenni, una straordinaria storia di emancipazione. La vicenda di una donna che con il coraggio di una visone “altra” e “alta” rivendica il suo diritto a parlare e si ribella a una ristretta concezione del potere tutta maschile. E più in generale la storia di una contestazione, risoluta e avventata, contro la “tirannia” della legge.
 
 
 
 
 
7 LUGLIO, ORE 19.30 | MACERATA [PALAZZO BUONACCORSI]
VISITA ALLA GALLERIA DELL’ENEIDE
A CURA DI COMUNE DI MACERATA E SISTEMA MUSEO
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI PALAZZO BUONACCORSI 0733 256361
DAL MARTEDÌ ALLA DOMENICA DALLE 10 ALLE 13 E DALLE 15 ALLE 19
PRENOTAZIONI ACCETTATE ENTRO IL 06/07
 

NELL’ABBRACCIO
DI PENELOPE
LEZIONE SPETTACOLO
 
13.07 | Matelica
Teatro Piermarini
 
 
di Cesare Catà
con Paola Giorgi e Cesare Catà
produzione Bottega Teatro Marche
 
 
Cosa spinge Ulisse a solcare i mari irti di pericoli e tentazioni? Quale è il desiderio che muove le sue azioni, mostra la sua arguzia e riempie di senso il viaggio dell’eroe omerico? Itaca!
E Itaca è Penelope che attende il ritorno di Ulisse, difendendo il suo regno.
Nell’Abbraccio di Penelope racconta nei suoi significati mitologici, simbolici e culturali la figura letteraria di Penelope delineata nell'Odissea di Omero. Una lezione–spettacolo in cui la recitazione si alterna ad uno storytelling dove l'approfondimento filologico si mescola naturalmente con l'ironia della stand- up comedy. Diversi i parallelismi proposti tra la Weltanschauung omerica e il mondo contemporaneo che mostrano i profondi rimandi e il valore attuale e appassionante dell'Odissea. L’attenzione è concentrata al personaggio femminile di Penelope, alla sua prospettiva, ai suoi risvolti drammatici, alla sua forza come archetipo che si ritrova nei testi di Omero; nella bellissima lettera da lei scritta al suo Ulisse, immaginata dal grande poeta latino Ovidio, in Kavafis, che esaltano la modernità e il carattere del personaggio di Penelope, Regina di Itaca.
Cesare Catà prende per mano gli spettatori e li accompagna in un fascinoso viaggio alla scoperta di Penelope a cui Paola Giorgi da voce e anima in un racconto che è una grande storia di amore. E di attesa.
I protagonisti dello spettacolo, Cesare Catà e Paola Giorgi, sono uniti da un connubio creativo che negli anni ha animato una produzione in cui la contaminazione tra epico e lirico è divenuto il tratto distintivo di progetti artistici innovativi.
 
 
 
 
 
5 E 13 LUGLIO, ORE 19.30 | MATELICA [TEATRO PIERMARINI]
VISITA ALLE TERME ROMANE
A CURA DI COMUNE DI MATELICA E PRO MATELICA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI PRO MATELICA - UFFICIO INFORMAZIONI TURISTICHE
0737 85671 - 373 868 3790 - WWW.PROMATELICA.IT
DALLE ORE 19 E DOPO LO SPETTACOLO DEGUSTAZIONE PRESSO IL FOYER DEL TEATRO
[PER I POSSESSORI DEL BIGLIETTO UN CALICE DI VERDICCHIO A 1 €]
 
AGAMENNONE
 
14.07 | Falerone
Teatro Romano
 
 
di Ghiannis Ritsos ed Eschilo
interpretato e diretto da Massimo Venturiello
con Carlotta Procino, Carolina Sisto, Carmine Cacciola
Davide Montalbano, Francesco Nuzzi, Giacomo Rasetti
scene Alessandro Chiti
musiche Germano Mazzocchetti
costumi Silvia Polidori
luci Giuseppe Filipponio
fonica Loris Durante
assistenti alla regia Marta Beggio, Claudia Muzi
produzione Officina Teatrale
 
 
Dopo i dieci anni della guerra di Troia, Agamennone torna a Micene dove trova sua moglie Clitennestra che intanto ha intessuto una relazione con Egisto e maturato un odio profondo nei suoi confronti per aver sacrificato sua figlia Ifigenia, tanto da predisporne l'assassinio. Partendo da questi fatti mitologici narrati da Eschilo, Ritsos, straordinario drammaturgo e poeta neoellenico del secolo scorso, torturato e perseguitato per le sue idee progressiste e rivoluzionarie, compie un lavoro di modernizzazione e umanizzazione mettendo in evidenza nuove prospettive nelle azioni dei protagonisti, portando alla luce elementi sconosciuti dei loro caratteri e disvelando la loro natura universale che non può prescindere da un discorso di protesta politica. Agamennone, nostro contemporaneo, la cui ben nota arroganza ha ora ceduto il passo a una dolente umanità, riflette sulle conseguenze della guerra, sull'ineluttabilità del destino, sul senso della Storia.
Dalla sua nascita, avvenuta nel 2015, il Laboratorio di Alta Formazione "Officina Pasolini" della Regione Lazio ha sempre avuto tra i molteplici obiettivi che lo caratterizzano anche quello di consentire un primo concreto accesso "in arte" ai giovani allievi che lo frequentano. Non è un caso quindi se in questo spettacolo, come in altri precedenti, i miei compagni di viaggio siano proprio alcuni attori scelti all'interno della Sezione Teatro da me diretta. Massimo Venturiello
 
 
 
 
 
 
14 LUGLIO, ORE 19.30 | FALERONE [TEATRO ROMANO]
VISITA GUIDATA AL TEATRO ROMANO
A CURA DI COMUNE DI FALERONE E ASSOCIAZIONE CULTURALE IMAGO & CERERE
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI 0734 710111
 
EROICAMENTE SCIVOLATO
 
21.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
per Insuasa Festival
 
 
di e con Filippo Capparella
regia Omar Giorgio Makhloufi
produzione Associazione culturale Artifragili
 
Spettacolo vincitore della V edizione del Premio Laura Casadonte
Selezione Visionari Kilowatt Festival 2021
Selezionato da Dominio pubblico 2021
 
Ulisse sta chiamando i compagni per tornare a Itaca. Elpenore, il più giovane fra loro, ebbro di vino si era messo a dormire sopra al tetto del palazzo della maga Circe e appena sente la voce del suo comandante, preso dall’entusiasmo comincia a correre, solo che si scorda da che parte siano le scale e precipita, sbatte la testa e muore.
 
Dopo tremiladuecento anni, Elpenore si prende la sua rivincita: il tradimento, l’interesse personale a discapito della comunità, il machismo e una buona dose di malsana incoscienza che i greci chiamavano hybris, risaltano nella descrizione che fa di Ulisse. L’Odissea diventa un epico contenitore di disvalori alla base della nostra cultura: Elpenore ci ricorda anche che il suo equipaggio, la sua comunità, era prima di tutto una famiglia; l’attaccamento alla vita, la fratellanza che scatta tra poveri cristi dinnanzi alla paura di morire è ciò che conta davvero. Il nostro antieroe, deluso dal sistema avrebbe tutte le carte in regola per inneggiare all’anarchia, come anima in pena però, alla fine, preferisce trovare sé stesso, appendendo le armi al chiodo.
La sua memoria vacilla data la senilità, ma la volontà di ricordare, come il suo aspetto, è ancora forte e giovane. In un presente in cui il valore della memoria storica è dato per scontato, Eroicamente scivolato è un’occasione per riflettere sul valore della memoria in toto, denunciando la patria come senso di comunità calato dall’alto, con le varie paure demodé infuse dai politici alle persone, come pretesto per confondere la massa per fini personali e di carriera. Elpenore, ora lotta con i ricordi per far emergere la verità: descritto nel poema omerico come “nei pensieri non molto connesso”, egli è per noi un clown fantozzianamente segnato dal destino, ma i sempliciotti, si sa, possono essere anche dei fools, e se apparentemente - con il suo accento popolare e romanesco e con i suoi guantoni da boxe - Elpenore ci ricorda un pugile che ne ha prese troppe, dall’altra non si può ignorare la lucidità analitica con cui coglie tutte le storture di un eroe sbagliato come Ulisse.
Elpenore è anche eterno ripetente, egli non è fatto per rientrare nei canoni, perciò spazialmente evochiamo l’ambiente di un’aula scolastica.
Ma l’autorità ortodossa ex cathedra è uno spauracchio di cui è pronto a liberarsi.
Un gregario glorioso un po' bambino un po' burattino che rivive una condizione di perenne “stupor” quando narra il passato e poi adulto e padre onnisciente nel presente che, sussurrando alla coscienza degli astanti tira le somme della vita. Eroicamente scivolato è l’assolo di un ultimo, la celebrazione e la rivincita di tutti gli “outsiders”, di tutte le persone sconosciute, insomma di tutti noi che almeno una volta nella vita ci siamo sentiti invisibili ed insignificanti. Omar Giorgio Makhloufi
 
SUPPLICI
 
21.07 | Urbisaglia
Anfiteatro Romano
 
 
di Euripide
traduzione Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
drammaturgia a cura di Gabriele Scotti
con Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa
Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
regia Serena Sinigaglia
cori a cura di Francesca Della Monica
scene Maria Spazzi
costumi Katarina Vukcevic
luci Alessandro Verazzi
assistente alla regia Virginia Zini
assistente alle luci Giuliano Almerighi
musiche e sound design di Lorenzo Crippa
movimenti scenici e training fisico a cura di Alessio Maria Romano
assistente al training Simone Tudda
produzione ATIR - Nidodiragno/CMC - Fondazione Teatro Due, Parma
con il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
in collaborazione con Cinema Teatro Agorà, Cernusco sul Naviglio
 
 
Nella tragedia Le Supplici, scritta da Euripide e rappresentata per la prima volta tra il 423 e il 421 a.C., un gruppo di donne di Argo, madri dei guerrieri argivi morti nel fallito assalto a Tebe (quello raccontato da Eschilo nei Sette contro Tebe), si riunisce presso l'altare di Demetra ad Eleusi per supplicare gli ateniesi di aiutarle a dare degna sepoltura ai figli, poichè i tebani negano la restituzione dei cadaveri. Il re ateniese Teseo, grazie all’intercessione della madre Etra, decide di aiutarle. Quando un araldo tebano giunge per intimare a Teseo di non intromettersi negli affari di Tebe, invano Teseo tenta di indurre l’araldo all’osservanza della propria legge che impone di onorare i morti, ingaggiando con lui un dialogo nel quale il re difende i valori di democrazia, libertà, uguaglianza di Atene, contrapposti alla tirannide di Tebe.
L’accordo non viene trovato e la guerra tra le due città è inevitabile, e viene vinta da Atene, con la conseguente restituzione dei cadaveri. Il re di Argo Adrasto, che accompagna le madri, si incarica di celebrare i caduti con un discorso. Il corteo con i corpi dei capi argivi caduti entra così in scena; Adrasto recita l’elogio di ciascuno di essi, quindi si procede al rito funebre. Per volontà di Teseo il rogo di Capaneo è allestito separatamente dagli altri, al fine di onorare diversamente l’eroe colpito dal fulgore di Zeus; Evadne, moglie di Capaneo, non regge alla commozione e, per riunirsi al marito, si getta sul rogo in fiamme. Mentre i figli dei caduti sfilano con le ceneri dei propri cari, finalmente sepolti, ex machina compare Atena, che fa impegnare con un giuramento solenne Teseo e Adrasto a un’eterna alleanza fra Atene e Argo.
 
Amo i classici da sempre: con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo.  Insomma classico e contemporaneo si riguardano, si specchiano l’un con l’altro, si nutrono a vicenda. Come tradizione e innovazione.
Da anni voglio affrontare Le supplici di Euripide: adesso è arrivato il momento di farlo.
Il crollo dei valori dell’umanesimo, il prevalere della forza, dell’ambiguità più feroce, il trionfo del narcisismo e della pochezza emergono da questo testo per ritrovarsi intatti tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo.  È incredibile quanto una scrittura che risale al 423 a.C. risuoni chiara e forte alle orecchie di un cittadino del terzo millennio. La democrazia ateniese fa acqua da ogni parte, contraddice i suoi stessi valori, è populismo che finge di affermare i sacri valori della libertà. È manipolazione a tratti persino grossolana, si chiama democrazia ma assomiglia troppo ad un’oligarchia. Sembra lo strumento migliore per scansare le responsabilità e restare ad ogni costo sempre e comunque impuniti. È la legge del più forte, anche se apparentemente garantisce spazio e parola a tutti. Le supplici sono le sette madri degli eroi uccisi presso le porte di Tebe. Giungono ad Atene per implorare Teseo: recuperi i cadaveri dei vinti, dei figli uccisi, a costo di fare guerra a Tebe che non li vuole restituire.
Tebe sotto la tirannide di Creonte, Atene sotto la democrazia di Teseo. Ancora una volta una stranezza: può essere la democrazia in mano ad una persona sola? Non è una contraddizione in termini?
Il discorso tanto caro a Euripide, che parla di pacifismo e amore tra i popoli, di dolore e di pietà di queste madri che hanno perso i figli, di un intero paese che ha perso i propri eroi, si intreccia con un sottile ragionamento politico, capace di rendere questa tragedia un unicum per l’antichità.
Sette madri, sette attrici: Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Deborah Zuin.
Queste attrici straordinarie, a cui mi lega un lungo sodalizio artistico, interpreteranno dunque il coro delle supplici e saranno anche, di volta in volta, i diversi personaggi della tragedia: Teseo, l’araldo tebano, Etra, Adrasto, il messaggero, il coro dei bimbi, Atena.
Un rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva, un andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte i figli e più in generale alla distruzione dei valori dell’umanesimo. Che siano le donne a compiere questo viaggio di ricostruzione e conoscenza mi è parso necessario e naturale.
Serena Sinigaglia
 
 
 
 
 
12, 21 E 31 LUGLIO, ORE 16 | URBISAGLIA [UFFICIO TURISTICO]
VISTA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI URBS SALVIA
A CURA DI COMUNE DI URBISAGLIA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI UFFICIO TURISTICO URBISAGLIA 0733 506566
NELLE STESSE GIORNATE, DALLE ORE 16 ALLE ORE 18, APERTURA DEI MAGAZZINI ARCHEOLOGICI
 
PLAY [DOMUS]
DISPOSITIVO INTERATTIVO
PER ATTRAVERSAMENTI POETICI
 
dal 21 al 24.07 | Castelleone di Suasa
Area Archeologica
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
per Insuasa Festival
 
testi Francesca Berardi
voci Francesca Berardi, Filippo Mantoni
composizione musicale Simone Bellezze
[con strumenti realizzati con oggetti di recupero]
progetto fotografico Luca Lucci
post-produzione audio Massimiliano Camillucci
produzione Collettivo Collegamenti
con il sostegno di Comune di Castelleone di Suasa
Consorzio Città Romana di Suasa, Ass. Turistica Pro Suasa
Regione Marche – Assessorato Beni e attività Culturali
InSuasa Festival di Teatro
 
 
In Play[Domus] il partecipatore riceverà delle cuffie all'ingresso della Domus di epoca romana e verrà guidato ad immergersi nella dimensione privata delle stanze della casa.
Voci che si susseguono, suoni e musiche evocano atmosfere di antica memoria, miti, leggende e frammenti di vite. Elementi biografici degli antichi abitanti che a poco a poco delineano una mappa di ricordi, di emozioni, di sonorità, di percorsi tracciati e che continuano a tracciarsi qui ed ora nella mente e nei corpi di chi attraversa la casa.
 
 
 
 
DAL 21 AL 24 LUGLIO, DALLE ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA [ANFITEATRO ROMANO]
FOOD TRUCK
A CURA DI COLLETTIVO COLLEGAMENTI
 
LE BACCANTI
 
22.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
per Insuasa Festival
 
 
con Maria Sara Amenta, Fabio Camassa, Valeria D’Angelo
Francesco Di Crescenzo, Eleonora Di Raffaele
Lorenzo De Santis, Riccardo Mori, Francesca Vecchiato
regia Silvia Ponzo
produzione Opificio03-Cantiere teatrale
 
 
Per mettere in luce le tematiche che vengono ritenute centrali in questa visione della tragedia, si è voluti partire da un lavoro sul testo volto a mantenere fedeli i versi di Euripide ma ad arrivare anche al loro centro, al loro nucleo. Un lavoro dunque che preferisce, soprattutto per quanto riguarda i cori, ma non solo, affidarsi alla potenza delle immagini, a lasciare che le parole sgorghino e riempiano la scena solo quando strettamente necessario, pur non tradendo in nulla, come si diceva, il testo euripideo. Tutta la messinscena dunque è un’unione tra immagine e parola, tra corpo che vive e rappresenta e pensiero che si anima nelle parole e nella voce. E questo sarà esemplare nei cori delle Baccanti, ridotti testualmente all’osso per recuperare quella dimensione anche di danza e canto dei cori greci originali, ma rivisitati in chiave moderna: le baccanti sono ora mistiche sacerdotesse, ora danzatrici melodiose, ora combattive guerriere, ogni fibra del loro corpo partecipa alla creazione di un ambiente, un’immagine, un’atmosfera diversa che muta a seconda dell’evolversi della tragedia.
La dicotomia tra fisico e metafisico, tra materiale e spirituale di cui si parlava sopra avrà corrispondenza nella grammatica della messinscena: le Baccanti e Dioniso che rappresentano il mistico e lo spirituale avranno dunque un movimento più simbolico, danzato, immaginifico in quanto portatore di immagini; Penteo, così come il pastore e il messaggero, avranno invece un corpo e un movimento più quotidiano che cambierà nel corso della tragedia a mano a mano che l’ultraterreno e la sua forza terribile irromperà nelle loro vite. A metà stanno Cadmo e Tiresia che in questa visione della tragedia rappresentano la via di mezzo tra il mistico e il materiale: sono gli uomini comuni, che accettano il divino pur non cadendo nell’eccesso (e, da notare, per due ragioni ben diverse: Tiresia rappresenta la scienza illuminata, la ragione che conosce e che comprende la necessità dell’inconoscibile, Cadmo la saggezza popolare che vive il misticismo con una punta di sano pragmatismo).
Silvia Ponzo
 
 
 
 
 
DAL 21 AL 24 LUGLIO, DALLE ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA [ANFITEATRO ROMANO]
FOOD TRUCK
A CURA DI COLLETTIVO COLLEGAMENTI
 
ACARNESI
 
23.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
per Insuasa Festival
 
 
di Aristofane
con Matteo Baronchelli, Alessio Esposito
Amedeo Monda, Laura Pannia
regia Alessandro Di Murro
adattamento Anton Giulio Calenda e Alessandro Di Murro
assistenti alla regia Tommaso Cardelli e Ilaria Iuozzo
produzione Gruppo della Creta
 
 
Un senso di ingiustizia verso il nostro tempo ci spinge ad affrontare la messa in scena di questa commedia antica. Ci irrancidiscono le notizie, che proprio nei giorni in cui ci prepariamo a costruire lo spettacolo, ci riportano di venti di guerra all’interno dell’Europa.
Le tristi notizie che tartassano i nostri cellulari e una sempre crescente sensazione di inadeguatezza ci pervade e ci ferisce. In comune accordo con la compagnia abbiamo deciso di affrontare questo senso di disorientamento non attraverso un grido di rabbia o di violenza ma con lo scherno, il riso e la burla. Come Diceopoli, anche noi, sentiamo il bisogno di agire sulla realtà, di invertire la marcia e di declamare il nostro desiderio di pace, sebbene sia solamente una pace privata.
Negli Acarnesi, invece, ci sembra di intravedere quella generazione del boom economico e quella subito successiva, che hanno vinto la grande sfida della ricostruzione. Una generazione in cui scorgiamo un infiacchimento, non per questioni anagrafiche, ma a causa della delusione per un mondo che ormai corre troppo veloce per loro. Queste due generazioni a confronto, quella dei giovani che desiderano costruire la loro realtà e quella di coloro che sentono che la propria vita sia stata dimenticata, sono una fotografia perfetta del nostro paese. C’è un senso di vergogna che proviamo verso ogni forma politica che cerca di gestire la cosa pubblica. Questa insoddisfazione dovrebbe farci reagire ed invece ci rende solamente più delusi e depressi. Per questo lo spettacolo invita il pubblico a destarsi dal torpore attraverso la risata e la gioia. Perché è sconsolante pensare che ancora oggi le dinamiche che denuncia Aristofane non siano affatto cambiate. È vero che i classici sono tali perché racchiudono in sé delle verità eterne, ma che l’umanità continui a massacrarsi tra simili e tra diversi è una constatazione avvilente. Alessandro Di Murro
 
 
 
 
 
DAL 21 AL 24 LUGLIO, DALLE ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA [ANFITEATRO ROMANO]
FOOD TRUCK
A CURA DI COLLETTIVO COLLEGAMENTI
 
I GEMELLI
 
24.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
in collaborazione con
Collettivo Collegamenti
per Insuasa Festival
 
 
da I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni e Menecmi di Plauto
scritto e diretto da Carlo Boso
con Michele Pagliaroni, Emanuele Contadini
Erika Giacalone, Alessandro Blasioli, Viviana Simone
costumi Sonja Signoretti
combattimenti scenici Federico Diust
coreografie Karine Gonzalez
produzione CTU Cesare Questa, Compagnia Romantica
in collaborazione con Festival Urbino Teatro Urbano
 
 
Zanetto, ricco e sciocco allevatore bergamasco, arriva a Venezia accompagnato dal fedele servo Spazzola per incontrarsi con la sua futura sposa, la giovane Rosaura, figlia di Pantalone e affidata alle cure di Pancrazio, oscuro precettore e di Carmela, sua amorevole fantesca. Zanetto ha un fratello gemello, Tonino, che è cresciuto a Venezia e che si distingue da lui perché dotato di grande intelligenza e fascino. Il caso vuole che nello stesso periodo anche Tonino si trovi a Venezia - in fuga in seguito ad un tragico incidente – per incontrarsi con la sua amata Beatrice, affidata alle cure dell'amico Florindo. Nel frattempo anche il terribile Capitano Lelio della Scala Grande si è messo sulle tracce della bella Beatrice, determinato ad entrare nelle sue grazie.  Una serie di coincidenze ed equivoci dà luogo ad appassionanti scambi fra i due gemelli Zanetto e Tonino, che si ritrovano al centro di peripezie e fraintendimenti che condurranno ad un finale spettacolare
Dopo il successo di Otello - Tragicommedia dell'Arte la rinnovata collaborazione di coproduzione tra Compagnia Romantica e CTU Cesare Questa vuole mettere il concetto di Piazza al centro di una poetica condivisa; la piazza come luogo antico e moderno dell'incontro umano e teatrale. Si opera così una trasfigurazione del palcoscenico dei nostri teatri che da luogo chiuso e limitato si trasforma in un nuovo spazio di incontro, senza limiti e divisioni, nemmeno tra attori e pubblico. La lezione dei Comici dell'Arte è il faro di questa ricerca. La scelta è caduta sul celebre testo di Goldoni proprio allo scopo di portare in superficie alcune ispirazioni del suo teatro, legate soprattutto alla farsa plautina, in una sorta di invito (contro)riformista a riportare la piazza nei nostri teatri.
 
 
 
 
 
DAL 21 AL 24 LUGLIO, DALLE ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA [ANFITEATRO ROMANO]
FOOD TRUCK
A CURA DI COLLETTIVO COLLEGAMENTI
 
LA CADUTA DI TROIA
 
26.07 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
05.08 | Pesaro
Parco Miralfiore
 
 
dal Libro II dell’Eneide
interpretazione Massimo Popolizio
musiche Stefano Saletti
eseguite in scena da
Barbara Eramo voce e percussioni
Stefano Saletti oud, bouzouki, bodhran, voce
Pejman Tadayon kemence, ney, daf
produzione Compagnia Umberto Orsini
 
Dal secondo libro dell’Eneide, nasce La Caduta di Troia ne è interprete Massimo Popolizio, voce magnetica e inconfondibile, tra gli attori più importanti del panorama nazionale. Poema epico della cultura latina Eneide è un testo di eccezionale forza, e particolarmente nel II Libro in cui si narra della violenza della guerra e della fuga per mare. Le parole di Virgilio sembrano uno storyboard, una sorta di sceneggiatura ante litteram e “attraverso quelle parole – dice Popolizio – cercherò di creare vere e proprie immagini, di farvi vedere ciò che è scritto».
Il tema è quello dell’inganno. L’immenso cavallo, dono dei Greci, viene trasportato nelle mura di Troia, ma si trasformerà per i troiani in una macchina di morte e distruzione.  Alla corte di Didone, Enea narra, descrivendo con “indicibile dolore “, quella notte di violenza e di orrore. Le musiche di Stefano Saletti, eseguite dal vivo in scena, sono arricchite dalla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon che suona il kemence, il daf e il ney, antichi ed evocativi strumenti della tradizione persiana. Le lingue usate sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, antica lingua del Mediterraneo. Saletti usa strumenti come l’oud, il bouzouki e il bodhran per risaltare le atmosfere animate da Massimo Popolizio e dalla voce limpida di Barbara Eramo, che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale. Una vera e propria “Partitura” che fa di questa pièce un’operina a sé, dove la voce di Popolizio si fa corpo e materia.
 
 
 
 
6 E 26 LUGLIO, ORE 18 | ASCOLI PICENO [MUSEO ARCHEOLOGICO STATALE]
VISITA ALLA NUOVA SEZIONE ROMANA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO
A CURA DELLA DOTT.SSA MONICA CAMELI [DIREZIONE REGIONALE MUSEI MARCHE]
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI AMAT 071 2075880 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 10 ALLE 16
PRENOTAZIONI ACCETTATE ENTRO IL GIORNO DI VISITA ORE 16
 
5 AGOSTO, ORE 19.30 | PESARO [MUSEO ARCHEOLOGICO OLIVERIANO]
VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO OLIVERIANO
A CURA DI COMUNE DI PESARO E DELL'ENTE OLIVIERI - BIBLIOTECA E MUSEI OLIVERIANI
CON LA GUIDA DELLA DIRETTRICE BRUNELLA PAOLINI
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI AMAT 071 2075880 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 10 ALLE 16
 
SENECA E LUCILIO
LETTERE NELL’IMMENSITÀ
DEL TEMPO
 
28.07 | Cupra Marittima
Parco Archeologico
Naturalistico Civita
 
 
Giovanni Seneca chitarra
Lucilio Santoni voce narrante
Anissa Gouizi canto
 
 
Sapere aude, osa sapere. Ecco l’insegnamento che ci viene dall’immensità del tempo passato. Ma le lettere di andata e ritorno fra Seneca e Lucilio sottolineano che il sapere non è un algoritmo, bensì un dialogo dell’anima con se stessa. Un dialogo che si fa canto e ci invita a salire a bordo della vita, per ricordare come eravamo e immaginare come potremmo essere. “Seneca e Lucilio” è uno spettacolo di armonie che risuonano nel tempio della poesia, per sollevare definitivamente lo sguardo verso l’alto, l’oltre e l’altrove.
 
 
 
 
 
28 LUGLIO E 2 AGOSTO, ORE 19 | CUPRA MARITTIMA [FORO ROMANO]
VISITA GUIDATA ALL’AREA ARCHEOLOGICA DEL FORO ROMANO
A CURA DI COMUNE DI CUPRA MARITTIMA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI IAT CUPRA MARITTIMA 0735 779193
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
 
 
ILIADE
 
29.07 | Corinaldo
Area Archeologica
Santa Maria in Portuno
 
 
da Omero
progetto e regia Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia
ideazione scenica, grafica Chiara Salvucci
 
 
Essere miti, questo vuol dire essere forti. Omero, Iliade
 
Uno degli “album” di Corrado d'Elia più sentiti ed appassionati, uno spettacolo ricco di emozioni e dalla potenza evocativa straordinaria.
Ascoltare Iliade davanti ad un moderno cantore, ad un aedo contemporaneo, vuol dire riavvolgere quel filo che collega anche oggi, soprattutto oggi, mito, epica, narrazione e presente.
L’Iliade non è solo uno dei pilastri della nostra letteratura, ma è anche l'archetipo e il paradigma del nostro sentire. È l'origine, il master, il conio da cui ancora oggi muoviamo per raccontare e immaginare le nostre passioni, le nostre vite, le nostre relazioni e la nostra storia.
I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo. E l'amore e l'odio che Omero cantava quasi 3000 anni fa, le gesta di quei grandi uomini, le loro passioni, sono i medesimi di oggi, hanno la stessa potenza dirompente, la stessa intensa capacità di emozionarci e di farci riflettere. Ognuno di noi, anche chi non lo sa, anche chi non lo immagina, è intriso fino al midollo dell'umanità del mito. Da li veniamo tutti. A quell'origine tutti apparteniamo.
Per questo ancora oggi sentiamo l'urgenza di raccontare questa storia straordinaria. Non solo per unirci ad un rito antico come il tempo, ma per vivere appieno il suo straordinario percorso di umanità e di contemporaneità.
 
Una riscrittura a nuovo, in forma rigorosamente poetica, fatta come l'originale per essere raccontata ad alta voce. Logos ed Epos incontrano così il nostro tempo nell'unica forma possibile, la ποίησις (poiesis), nel suo senso primo e originale, la creazione. Le parole trovano allora il coraggio di rivelarsi nel loro senso più vero, più alto, più puro, diventano luogo dell'anima, reagendo alla perdita di significato che ogni giorno il nostro tempo ci propina. L'antico si fa contemporaneo e l'ancestrale si incarna nel tempo nuovo. Ne nasce uno spettacolo “interrotto” da 10 stanze. Stanze che sono momenti di riflessione, elegia e salmo su cui ogni tanto fermarsi e meditare; trovare il tempo giusto per comprendere ed assimilare fino in fondo. Corrado d'Elia
 
 
 
 
29 LUGLIO, ORE 19.30 | CORINALDO [MADONNA DEL PIANO]
VISITA ALL’AREA ARCHEOLOGICA DI SANTA MARIA IN PORTUNO
A CURA DI COMUNE DI CORINALDO, CONSORZIO CITTÀ ROMANA DI SUASA, DIPARTIMENTO DI STORIA CULTURE CIVILTÀ - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI UFFICIO IAT 071 7978636
 
MENECMI
 
30.07 | Monte Rinaldo
Area Archeologica
La Cuma
 
 
da Plauto
traduzione Sacha Piersanti
adattamento Arianna Mattioli
con Francesco Montanari
regia Enrico Zaccheo
produzione Savà srl
 
La commedia degli equivoci, così come raccontata da William Shakespeare e dalla letteratura classica e contemporanea seguente, trae le sue origini dalla commedia latina del III secolo avanti Cristo, nello specifico firmata da Plauto che prende il nome di Menecmi.
I Menecmi sono due fratelli gemelli, separati alla nascita, che si rincontrano dopo lunghe peripezie dando origine ad una serie di scambi di persone e – dunque - di equivoci. Quello che accade nella storia genera inevitabilmente nello spettatore un sentimento di ilarità per il carattere grottesco degli eventi ma al tempo stesso innesca un meccanismo catartico per la verosimiglianza, certo sempre relativa, combinata com’è a momenti gustosamente paradossali, delle situazioni che avvengono ai protagonisti.
Recitata sempre da un solo attore che interpreta i due personaggi, ben si presta all’interpretazione psicoanalitica per cui i Menecmi possono rappresentare i due caratteri di ogni individuo, che ha in sé tutto e il suo contrario.
Ai Menecmi danno ciclicamente dei pazzi, ma se i pazzi fossero gli altri? Se pazzi fossero, cioè, quelli che non si
rendono conto di essere anche loro doppi di se stessi? Una commedia che nasce da un torto e termina con la riparazione dello stesso, che presta il fianco alla risata semplice ma non si nega alla riflessione ben si adatta ad un racconto narrativo che vada oltre il semplice “spiegare” lo scritto. Il tentativo qui – inedito e forse ardito – è quello di entrare nella vicenda per estrarne il mito e confrontarlo con noi, con noi intesi come uomini di oggi. Il fulcro dell’indagine infatti è comprendere cosa sia rimasto a noi, oggi, della struttura di quella commedia latina. Cosa sia arrivato e cosa si sia perso per strada, cosa rappresentino quei due gemelli identici che lottano per riunirsi contro le forze del caso? Sicuramente non si uscirà da questo spettacolo con delle risposte. Sicuramente neanche con un groviglio di domande. Sicuramente si uscirà da questo spettacolo con una storia nella testa narrata, tra aneddoti e suggestioni, da due voci scanzonate ed autorevoli. Che raccontano tutto questo mentre il sole dietro tramonta.
 
 
 
 
 
30 LUGLIO, ORE 17 | MONTE RINALDO [AREA ARCHEOLOGICA LA CUMA]
VISITA GUIDATA ALL’AREA ARCHEOLOGICA LA CUMA
A CURA DI COMUNE DI MONTE RINALDO
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI AMAT 071 2075880 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 10 ALLE 16
 E INFO@CUMARCHEOLOGIA.IT
RISERVATA AI POSSESSORI DEL BIGLIETTO DELLO SPETTACOLO; PRENOTAZIONI ACCETTATE ENTRO IL 29/07

CIRCE
L’ALTRA ODISSEA
 
progetto site specific
per Monte Torto
 
30.07 | Casenuove di Osimo
Area Archeologica
di Monte Torto
 
di e con Isabella Carloni
alle tastiere ed elettronica digitale Andrea Strappa
produzione Rovine Circolari Teatro
 
“Circe” racconta, in forma di performance per canto, voce ed elettronica digitale l’altra faccia del mito della maga seducente che Ulisse incontra nel suo lungo viaggio di ritorno a casa, e offre, attraverso un percorso musicale e teatrale, un punto di vista imprevisto sul più maleodorante degli animali, il maiale. Dramma e commedia, mito e tradizione contadina sono intrecciati in una performance tra il serio e l’ironico, che riattraversa uno dei miti fondativi della cultura mediterranea, svelandone aspetti nascosti. Intrecciando dentro un’unica trama aspetti tragici e grotteschi che scavano nel contemporaneo alla ricerca di nuovi sensi di convivenza, l’attrice offre anche emblematici pezzi del suo archivio teatrale a sostegno di una lettura parallela, imprevista e sibillina del famoso mito della dea-maga Circe, in una lettura tutta al femminile. Che c’entra Circe con le Sirene? E il Mar Rosso con la tradizione contadina della pista? Perché la famosa seduttrice scelse proprio il maiale? Lo spettacolo evocando Omero e Pavese, Ibsen e commedia popolare, suggerisce un’altra percezione della storia e del tempo e attraverso l’affabulazione e il gioco mimetico del teatro insinua nello spettatore il “dubbio” che la nostra “civiltà” abbia dimenticato, lungo la strada del progresso, la preziosa ricchezza della diversità e dell’”altro”.
 
Il mito non è una storia inventata, un sapere falso, è una conoscenza diversa, un altro modo di raccontare la storia. L'Odissea ci racconta che Circe, la maga seducente dalla lunga capigliatura e dalla voce suadente, riceve nel suo palazzo, tra le fiere selvagge, in un'isola fuori del tempo e dello spazio, i compagni di Ulisse e li inganna con i suoi incantesimi trasformandoli in porci. Soccorso dagli Dei, Ulisse, potrà salvare i suoi compagni, godere dell’amore della maga e ottenere da lei anche l'aiuto per superare altre prove pericolose nel suo lungo viaggio. Fin qui la versione del mito da parte di Omero nell’Odissea. Ma, ad uno studio parallelo, la maga astuta e pericolosa che l’eroe incontra nel suo lungo viaggio di ritorno a Itaca, si rivela, in realtà, l’antica dea di una religione scomparsa, legata ai cicli della natura e della rinascita e celebrata nella sacralità del maiale. E i suoi incantesimi, più che le malìe di una fattucchiera ricordano piuttosto quegli antichi culti della dea madre che celebravano, in tutta la natura, la potenza trasformatrice dell’amore. Emerge così, tra le pieghe del mito, un sapere nascosto e dimenticato, che offre un punto di vista inaspettato sul più maleodorante degli animali e apre uno squarcio imprevisto sul senso della famosa trasformazione in maiale, alla quale Ulisse riuscì a sfuggire. Isabella Carloni
 
 
 
 
30 LUGLIO, ORE 18.15 E DOPO LO SPETTACOLO | CASENUOVE DI OSIMO [CANTINA MONTETORTO]
VISITA GUIDATA ALL’AREA ARCHEOLOGICA, APERICENA E DEGUSTAZIONE
A CURA DI COMUNE DI OSIMO E ASSO
- VISITA GUIDATA ALL’AREA ARCHEOLOGICA DI MONTETORTO, ORE 18.15
- APERICENA E DEGUSTAZIONE DI VINI PRESSO CANTINA MONTETORTO, DOPO LO SPETTACOLO
VISITA + APERICENA + DEGUSTAZIONE VINI 15 EURO
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI AMAT 071 2075880 DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 10 ALLE 16
PRENOTAZIONI ACCETTATE ENTRO IL 29/07 ORE 12

LISISTRATA
 
31.07 | Urbisaglia
Anfiteatro Romano
 
di Aristofane
con Amanda Sandrelli
e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali
Massimo Salvianti, Lucia Socci, Gabriele Giaffreda, Elisa Proietti
Lucianna De Falco nel ruolo di Spartana
adattamento e regia Ugo Chiti
scene Sergio Mariotti costumi Giuliana Colzi luci Marco Messeri
musiche Vanni Cassori
produzione Arca Azzurra
 
Lisistrata imperversa da quasi 2500 anni sulla stupidità, l’arroganza, la vanità, la superficialità degli uomini.
Lisistrata ci guarda dal lontano 411 a.c., anno del suo debutto nel teatro di Dioniso ai piedi dell’Acropoli di Atene e scuote la testa sconsolata di fronte alle tragedie, alle miserie, ai disastri provocati da quella stupidità, arroganza, vanità, superficialità, che sono tutti sostantivi femminili, come la guerra che da questi viene immancabilmente generata, ma che sono immancabilmente attributi maschili.
Lo fa attraverso un meccanismo teatrale modernissimo, una specie di farsa dove molto si ride, ma che in maniera paradossale e insieme umanissima ci fa scoprire senza falso pudore, tra sghignazzi e continui doppi sensi saporosissimi i meccanismi perversi dell’irragionevolezza umana. Lo fa additando senza ipocrisia, con un linguaggio diretto e divertentissimo, i vizi, le perversione, il  malcostume, la corruzione, le debolezze che ci portano da millenni a ritenere la violenza l’unico mezzo per risolvere i conflitti, per appianare le liti. Lo fa mettendo bene in chiaro che questo meccanismo opera sempre e a qualsiasi livello: che sia quello politico e territoriale, sia su ogni altro ambito della vita degli esseri umani, con l’unica conseguenza della sottomissione del più debole. Debole ovviamente solo in termini di forza fisica di risorse materiali da mettere in campo, e non certo di intelligenza, di cultura, di sensibilità. Arca Azzurra e Ugo Chiti, mettono in scena Lisistrata. Lo fanno rinnovando la loro più che trentennale collaborazione, simbiosi, sintonia, arricchendo il loro comune percorso attraverso gli ultimi decenni della scena teatrale italiana, con la forza, la misura, la dedizione, l’impegno che ha contraddistinto ogni loro spettacolo. Lo fanno grazie alla riscrittura del testo classico da parte di Ugo Chiti, alla sua capacità di interpretare la classicità con occhio contemporaneo e insieme rispettoso dell’originale, con la sua lingua sapida, ricchissima che sembra fatta apposta per rendere l’originale nella sua interezza, reinterpretando quelle parti rese di difficile comprensione dal tanto tempo trascorso. Lo fanno avendo trovato in Amanda Sandrelli una protagonista perfetta per la commedia di Aristofane, una compagna fidata, che nelle scorse due stagioni ha portato con l’Arca Azzurra la sua Mirandolina in giro per i teatri di tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino.
 
 
 
12, 21 E 31 LUGLIO, ORE 16 | URBISAGLIA [UFFICIO TURISTICO]
VISTA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI URBS SALVIA
A CURA DI COMUNE DI URBISAGLIA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI UFFICIO TURISTICO URBISAGLIA 0733 506566
NELLE STESSE GIORNATE, DALLE ORE 16 ALLE ORE 18, APERTURA DEI MAGAZZINI ARCHEOLOGICI
 
MIA MOGLIE PENELOPE
 
01.08 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
 
 
reading in musica
dal romanzo Itaca per sempre di Luigi Malerba [Ed. Mondadori]
adattamento Margherita Gina Romaniello
con Ornella Muti e Pino Quartullo
regia Pino Quartullo
musiche dal vivo [arpa birmana, sitár, dudúk, tromba tibetana] di Oscar Bonelli
produzione La Città degli artisti
 
 
Uno spettacolo in forma di reading, divertente e coinvolgente.
 
Ulisse torna ad Itaca dopo vent’anni di guerra a Troia e avventure per mare. Trova la sua reggia invasa dai Proci e decide di non farsi riconoscere per compiere la sua vendetta. Solo Telemaco suo figlio e la sua nutrice ne saranno al corrente. E la sua amata moglie Penelope? Davvero Ulisse pensa che un mucchio di stracci ed un trucco puerile possano ingannare il cuore e gli occhi di una donna? Lei sa, ma finge di non sapere, lui non sa e si comporta convinto che solo lui possa sapere. Nella versione del grande Malerba, Penelope non è poi così mite e ingenua da perdonarlo per averle mentito, per averle nascosto di essere suo marito. Mentre Ulisse trucida i Proci, Penelope cuoce a puntino Ulisse, si vendicherà ben bene di lui. Fino al sorprendente epilogo. Un testo divertente, una partita a due fra un uomo ed una donna che sovvertono gli stereotipi del mito e confermano che anche le coppie più celebri non si sottraggono alle ripicche ed alle rivendicazioni di una moglie rispetto a suo marito. E viceversa. Un ribaltamento di prospettiva ed una narrazione meno eroica e più umana rispetto all’epica vicenda dell’uomo più intelligente e astuto della mitologia e della donna assurta a simbolo di paziente attesa e di fedeltà incondizionata.
 
“Mentre tutti gli altri eroi di Troia sono tornati ai loro affetti, tu Ulisse hai viaggiato smarrendo stranamente una strada che conoscevi benissimo. Se gli Achei hanno impiegato dieci anni per conquistare Troia, non sarà meno arduo per il loro eroe più scaltro riconquistare sua moglie”.
“Ho lasciato ad Itaca una moglie giovane, mite ed ingenua, ritrovo una donna forte, furba e poco incline al perdono. Dov’è finita la tua proverbiale capacità di conquista, misero Ulisse?”
 
TIESTE
 
02.08 | Falerone
Teatro Romano
 
 
di Seneca
adattamento e regia Giuseppe Argirò
con Giuseppe Pambieri
Sergio Basile, Gianluigi Fogacci, Elisabetta Arosio
Roberto Baldassari, Vinicio Argirò
scene Jacopo Manni
costumi Emiliano Sicuro
produzione Teatro della Città
 
 
Tieste di Seneca è una tragedia che affronta il tema della vendetta e dell’inganno rappresentando un connubio perfetto tra il potere e il male. Il testo declina la violenza in tutte le sue forme connesse al sopruso e alla prevaricazione, non solo una violenza simbolica e rituale, ma reale, volta all’affermazione autoritaria e al disprezzo di qualsiasi norma giuridica che regoli la convivenza civile.
L’affermazione dell’autoritarismo si respira in ogni piega della drammaturgia; l’invito iniziale della Furia viene infatti accolto da Atreo: “muoiano fede, lealtà e diritto”.
Seneca indaga quella primordiale lotta tra il bene e il male e descrive il ribaltamento di valori esistente in ogni totalitarismo che persegue il proprio disegno politico, sociale ed esistenziale.
L’odio familiare divora ogni cosa e rappresenta l’impossibilità di qualsiasi pacificazione sociale. La vicenda ruota infatti attorno alla vendetta di Atreo nei confronti del fratello Tieste che, tempo prima ha cercato con l’inganno di sottrargli il regno e di sedurre la moglie. Il legittimo re riuscirà a sventare le macchinazioni del fratello e a salvaguardare il trono ma non dimenticherà il tradimento, fingendo cosi una riconciliazione, inviterà Tieste a Palazzo e dopo averne ucciso i figli offrirà al padre un empio banchetto.
A raccontare questo crescendo di ritorsioni familiari sono uno straordinario Giuseppe Pambieri, depositario di un’alta tradizione teatrale, nei panni di Atreo, Sergio Basile è l’ombra di Tantalo e Gianluigi Fogacci ricoprirà il ruolo di Tieste.
La banalità del male fa da sfondo alla tragedia dimostrando che la violenza non è solo originata dalle passioni incontrollabili ma spesso è frutto di un disegno razionale, spietato volto ad affermare il potere ineludibile e mostruoso del tiranno che non conosce ostacoli e rinnegando gli Dei si sostituisce ad essi affermando il culto della personalità e pretendendo l’acquiescenza del popolo. L’opera di Seneca, l’unica a non avere un modello greco corrispondente, è una tragedia senza catarsi e non offre alcuna redenzione ai personaggi che perdono ogni umanità dimostrando che la violenza e il disprezzo per la vicenda umana è un prodotto culturale determinato dal potere e dalla storia, che si ripete in modo inesorabile, non risparmiando nessuno.
 
PENTESILEA
OVVERO LA DANZA
DEGLI OPPOSTI
 
02.08 | Cupra Marittima
Parco Archeologico
Naturalistico Civita
 
 
di e con Alessandro Pertosa, Frida Neri, Filippo Macchiarelli
 
 
Pentesilea e Achille: una storia archetipica che racconta la danza degli opposti. Tutti gli opposti. Perché l’essere umano è integro, singolare e fluido: oltre il genere maschile e femminile. In costante costruzione, dall’identità mai fissa. Homo/mulier viator, essenzialmente peregrino. Errante. Il che implica il suo riorientarsi continuo insieme alla sua costante riscoperta. Pentesilea e Achille: una contro - e allo stesso tempo con - l’altro: affinché due sia uno. Lei, regina delle Amazzoni, la femmina allevata virilmente - furiosa e combattiva - si incontra e si scontra con Achille, il maschio allevato in un gineceo. La femmina-maschio è attratta e respinta ferocemente dal maschio-femmina. Il maschio-femmina domina ed è dominato dalla femmina-maschio. Achille e Pentesilea si combattono. Si odiano perché si amano. La loro guerra rappresenta l’intreccio simbolico delle identità fluide, che si mescolano e convivono in ognuno di noi. Pentesilea-cagna mangia Achille. Si ciba del suo amore. Ingoia l’altro-da-sé. Lo mangia per sentirselo dentro: è questo il vero amplesso carnale e mistico. Pentesilea e Achille. La femmina-maschio e il maschio-femmina ricondotti all’unità dal sacro furore dell’eros mortale. Marte e Venere di nuovo insieme a sancire l’identità non-identitaria del singolo. E ciò non sta a significare che l’identità sia fluttuante (perché denominarla fluttuante è già troppo). L’identità è non-identitaria e identitaria al tempo stesso. In tal senso, allora, l’identità - come ogni elemento di realtà - è indicibile.
Di fronte al segreto dell’umano, la parola ammuta, non ci arriva. Perché l’umano è frammentato.
 
Pentesilea (ovvero la danza degli opposti) verrà presentato in una forma recitativa nuova, denominata «conversazione teatrale». Con «conversazione teatrale» si intende uno spettacolo a più voci, messo in scena davanti a un pubblico, in teatro, in sala o in arena all’aperto. Sul palco, un tessitore poetico-narrativo dialoga con musicisti, attori e artisti performativi, sviluppando un percorso narrativo e didattico funzionale alla messa in scena. Il risultato è un’opera che non presenta un tradizionale svolgimento drammaturgico e nello stesso tempo ha una struttura poetica, quindi non paragonabile a una tipologia conferenziale sia pur spettacolarizzata. La conversazione teatrale è un’azione in scena che supera i concetti di lezione, di lettura pubblica e di racconto culturale: li comprende tutti, unendoli in un unico evento.
 
 
 
 
 
28 LUGLIO E 2 AGOSTO, ORE 19 | CUPRA MARITTIMA [FORO ROMANO]
VISITA GUIDATA ALL’AREA ARCHEOLOGICA DEL FORO ROMANO
A CURA DI COMUNE DI CUPRA MARITTIMA
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI IAT CUPRA MARITTIMA 0735 779193
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
 
UNA PICCOLA ODISSEA
 
03.08 | Fano
ex Chiesa di San Francesco
 
 
di e con Andrea Pennacchi
musiche dal vivo di Giorgio Gobbo, Gianluca Segato
e Annamaria Moro
produzione Teatro Boxer
distribuzione Terry Chegia
 
 
«Sono venuto in possesso di una copia dell’Odissea abbastanza presto: quand’ero alle medie, mio padre gestiva lo stand libri alla festa dell’Unità del mio quartiere, mentre mia mamma regnava incontrastata sulle fumanti cucine. La pioggia aveva danneggiato una versione in prosa della Garzanti, e mio papà me la regalò.
Non c’era differenza, per me, tra Tolkien e Omero, era una grande storia, anzi una storia di storie, in cui non faticavo a riconoscere le persone che amavo: mio padre che torna dal campo di concentramento, mia madre che aspetta, difendendosi dagli invasori, i lutti, la gioia. E ho sempre desiderato raccontarla. L’Odissea è stata definita: “un racconto di racconti”, una maestosa cattedrale di racconti e raccontatori, attraversata da rimandi ad altre storie, miti, in una fitta rete atta a catturare il lettore. Proprio il suo essere costruita mirabilmente per la lettura, però, la rende difficile da raccontare a teatro, ricca com’è.
 
Abbiamo pensato di restituirne il sapore di racconto orale proponendone una versione a più voci, che dia il giusto peso anche alla ricca componente femminile e al ritorno vero e proprio. Pochi si ricordano, infatti, che gran parte della storia si svolge nell’arco di pochi giorni, tra la partenza di Odisseo da Ogigia e il suo trionfo contro i proci e il ricongiungimento con moglie, figlio e padre. Il resto della storia, la parte più
conosciuta, è raccontata, da aèdi, dai suoi vecchi compagni, da Telemaco e Penelope, e da Odisseo stesso. Partiremo dalla capanna dei racconti, quella capanna del chiaro Eumeo, principe e guardiano di porci, in cui inizia la vera e propria riconquista di Itaca da parte di Odisseo. Così vicina alla mia infanzia, nucleo rovente da cui nacque il mio amore per il racconto.
 
 
 
 
 
 
 
3 AGOSTO, ORE 19.30 | FANO [MUSEO DELLA VIA FLAMINIA]
VISITA AL MUSEO DELLA VIA FLAMINIA
A CURA DI COMUNE DI FANO
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI MUSEO ARCHEOLOGICO E PINACOTECA DEL PALAZZO MALATESTIANO
0721 887845 - MUSEOCIVICO@COMUNE.FANO.PU.IT
 
MEMORIE DI ADRIANO
 
08.08 | San Severino Marche
Parco Archeologico di Septempeda
Terme Romane
 
 
da Marguerite Yourcenar
da un'idea di Francesco Rapaccioni
letture Associazione Sognalibro
Filippo Boldrini violoncello, Riccardo Brandi clarinetto
Coro Tourdion Ensemble del Corpo Filarmonico Adriani diretto da Simone Montecchia voci
nuova produzione dei Teatri di Sanseverino
in collaborazione con SABAP Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche
Ministero della Cultura, Regione Marche, AMAT
ANAS, Unione Montana Potenza Esino Musone di San Severino Marche
Protezione Civile di San Severino Marche, Club Alpino Italiano sezione di San Severino Marche
Pro Loco di San Severino Marche, Comitato del Quartiere Settempeda
 
Quando gli dèi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo. Da questo spunto contenuto nella corrispondenza di Flaubert è partita Marguerite Yourcenar per scrivere Memorie di Adriano, uno dei testi più noti di tutti i tempi. Narrato in prima persona come una sorta di autobiografia - epistola destinata a un giovane nipote, il romanzo descrive la storia di Adriano, imperatore romano del II secolo d.C., immedesimandosi nella sua figura in modo del tutto nuovo e originale: la Yourcenar immagina che Adriano scriva una lunga lettera nella quale parla della sua vita pubblica e privata, riflettendo sui trionfi militari, l’amore per la poesia, la musica e la filosofia, i sentimenti, la politica. Infatti, ricostruendo le memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar ha voluto rifare dall’interno quello che gli archeologi hanno fatto dall’esterno. Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare e tuttavia il suo senso dell’umano, ereditato dai greci, gli fa capire l’importanza di pensare e servire fino alla fine. Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo, dice questo personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, tra l’intelligenza e la volontà. I tempi attuali ci hanno suggerito di avvicinarci a Memorie di Adriano, testo che è romanzo, saggio storico e opera di poesia e che guarda al passato classico con la consapevolezza dell’uomo contemporaneo e, al tempo stesso, osserva il presente con i criteri della classicità. Indispensabile fonte sono stati anche i Taccuini che accompagnano il romanzo, momenti di autobiografia, pause emotive e slanci in un lavoro creativo appassionante fino all’identificazione.
Le Terme Romane di Septempeda si trasformano così per una sera nel canopo di Villa Adriana, luogo irripetibile dell’antichità.
 
 
 
 
8 AGOSTO, DOPO LO SPETTACOLO | SAN SEVERINO MARCHE [TERME ROMANE]
VISITA GUIDATA ALLE TERME ROMANE E RACCONTO DELLA CITTÀ ROMANA DI SEPTEMPEDA
A CURA DI PRO LOCO SAN SEVERINO MARCHE
AL TERMINE DELLA VISITA APERITIVO DI SALUTO OFFERTO DAL COMITATO DEL QUARTIERE SETTEMPEDA
 
ENEIDE
CRONACHE DI UN PROFUGO
STAND-UP TRAGEDY
 
08.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
 
 
di e con Stefano Tosoni, Stefano De Bernardin
 
 
In questa terza parte della Standup Tragedy, affrontiamo il poema latino più conosciuto, raccontando la storia di una fuga dalla guerra, di una rinascita e di una fondazione. Protagonista quasi assoluto, Enea, a differenza di Ulisse, non viaggia per avventura, ma per necessità. Le difficoltà che l’eroe incontra sono quelle di un uomo costretto a lasciare la sua patria; un uomo carico di valori e responsabilità, a cui non si sottrae, ma che affronta con tutte le fragilità umane, conscio di poter commettere errori, ma spinto da un’idea che lo trascende e che si affiancherà al destino che è riservato a lui e alla sua gente. L’Eneide è una lunga e sofferta migrazione da casa
propria in terra d’altri che non si vorrebbe fare, ma a cui si è costretti.
 
 
 
 
 
 
9 AGOSTO, ORE 17 | PORTO SAN GIORGIO [TEATRO COMUNALE]
VIAGGIO NELLA TRADIZIONE MARINARA SANGIORGESE
A CURA DI COMUNE DI PORTO SAN GIORGIO IN COLLABORAZIONE CON LA SOC. COOP. MUSEION
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI 331 5669129 DA LUNEDÌ A SABATO DALLE 10 ALLE 13
 
10 AGOSTO, ORE 17.30 | PORTO SAN GIORGIO [TEATRO COMUNALE]
IL MERCOLEDI DEL TURISTA
A CURA DI COMUNE DI PORTO SAN GIORGIO IN COLLABORAZIONE CON LA SOC. COOP. MUSEION
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI 331 5669129 DA LUNEDÌ A SABATO DALLE 10 ALLE 13
 
BIGLIETTI
 
posto unico numerato
Ascoli Piceno, Corinaldo, Falerone, Fano, Pesaro, Urbisaglia
15 euro - 12 euro ridotto
Castelleone di Suasa
10 euro - 8 euro ridotto
Macerata, Monte Rinaldo, Osimo, Porto San Giorgio,
Senigallia Se Giasone fosse rimasto single, La morte di Penelope
10 euro
Sirolo
12 euro
Matelica
Stand up Omero
platea e palchi centrali 15 euro / palchi laterali 12 euro / loggione 10 euro
Nell’abbraccio di Penelope
platea e palchi centrali 10 euro / palchi laterali 8 euro / loggione 5 euro
Castelleone di Suasa Play [Domus], Senigallia Play [Porto]
biglietto cortesia 3 euro
Cupra Marittima, San Severino Marche
ingresso gratuito
 
RIDUZIONI
under 25, over 65 anni, convenzionati vari
 
INIZIO SPETTACOLI
 
Ascoli Piceno, Falerone, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Fano, Porto San Giorgio, San Severino Marche, Urbisaglia, ore 21.30
Macerata ore 21
Matelica, Pesaro, Senigallia ore 21.15
Monte Rinaldo, Osimo, Sirolo ore 19
Castelleone di Suasa Play [Domus], Senigallia Play [Porto] ore 19 e 19.30
 
BIGLIETTERIE, INFORMAZIONI & PRENOTAZIONI
 
Ascoli Piceno, Teatro Romano
Biglietteria del Teatro 0736 298770
martedì – sabato 9.30 - 12.30 e 17 - 20
Biglietteria Teatro Romano 334 6634432
la sera di spettacolo dalle ore 20.30
Castelleone di Suasa, Anfiteatro Romano di Suasa
Biglietteria Anfiteatro Romano di Suasa 339 1717201 - 334 207 6462
la sera di spettacolo dalle ore 19.30
Corinaldo, Area Archeologica di Santa Maria in Portuno
Ufficio IAT 071 7978636
Biglietteria presso Area Archeologica 338 6230078
la sera di spettacolo dalle ore 19
Cupra Marittima, Parco Archeologico Naturalistico Civita
Ufficio Segreteria 0795 776713
Falerone, Teatro Romano
Image& Cerere 0734 710111
Biglietteria Teatro Romano 0734 710111
la sera di spettacolo dalle ore 20
Fano, ex Chiesa di San Francesco
Biglietteria Teatro della Fortuna 0721 800750
dal mercoledì al sabato dalle ore 17.30 alle 19.30
il mercoledì, il sabato e nei giorni di spettacolo anche dalle ore 10.30 alle 12.30
Biglietteria presso ex Chiesa di San Francesco
il giorno di spettacolo dalle ore 20
Macerata, Palazzo Buonaccorsi
Biglietteria dei Teatri 0733 230735
dal martedì al sabato
dalle ore 10.30 alle ore 18.30
Biglietteria Palazzo Buonaccorsi
il giorno di spettacolo da un’ora prima dell’inizio
Matelica, Teatro Piermarini
Biglietteria Teatro Piermarini 0737 85088
il giorno precedente dalle 17 alle 20
il giorno di spettacolo dalle 17 a inizio rappresentazione
Monte Rinaldo, Area Archeologica La Cuma
Biglietteria presso Area Archeologica La Cuma
il giorno di spettacolo dalle ore 17
Osimo, Area Archeologica di Monte Torto
(Cantina Montetorto via di Jesi n. 334 Casenuove di Osimo)
Biglietteria Teatro La Nuova Fenice 071 9307050
il giorno precedente lo spettacolo dalle ore 17 alle ore 20
Biglietteria Area Archeologica
il giorno stesso dalle ore 18
Pesaro, Parco Miralfiore
Biglietteria Parco Miralfiore
ingresso via Respighi 334 3193717 
il giorno di spettacolo dalle ore 20
Biglietteria Teatro Sperimentale 0721 387548
dal 22 giugno dal mercoledì al sabato dalle 17 alle 19
chiusa nei giorni 14-15-16-17 luglio
Biglietteria Tipico.Tips 0721 34121
tutti i giorni (sabato e domenica inclusi)
dalle 09.30 alle 13 e dalle 15.15 alle 20
dal 20 giugno aperto anche dalle 21.15 alle 23
Rivendite Circuito Vivaticket
Porto San Giorgio, Rocca Tiepolo
Biglietteria Rocca Tiepolo 392 4450125
la sera di spettacolo dalle ore 20
San Severino Marche, Parco Archeologico di Septempeda, Terme Romane
Pro Loco San Severino Marche 0733 638414
dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19
Senigallia
Porto
prenotazioni Associazione Collegamenti 347 9237933
Area Archeologica Teatro La Fenice
biglietteria il giorno di spettacolo da un'ora prima dell’inizio
Sirolo, Area Archeologica I Pini
Biglietteria Area Archeologica I Pini 347 9237933
la sera di spettacolo dalle ore 18.30
Urbisaglia, Anfiteatro Romano
Ufficio turistico Urbisaglia 0733 506566
[dal 20 giugno] dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
Biglietteria Anfiteatro Romano
la sera di spettacolo dalle ore 21
 
VENDITA ON LINE
www.vivaticket.com

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