STAGIONE TEATRALE - RECANATI

Indicazioni

QUANDO:

Dal 15/12/2022 - Al 19/04/2023

DOVE:

TEATRO PERSIANI RECANATI

(Macerata)

Stagioni Teatrali

RECANATI
TEATRO PERSIANI
STAGIONE 2022.23 
15 DICEMBRE
ARTEMIS DANZA/MONICA CASADEI
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
GIOACHINO ROSSINI / LUCA VIANINI
 
22 GENNAIO
EDY ANGELILLO, BLAS ROCA REY, MILENA MICONI
ADELMO FABO
LA CILIEGINA SULLA TORTA
DIEGO RUIZ
 
27 FEBBRAIO
ELIO
CI VUOLE ORECCHIO
Elio canta e recita Enzo Jannacci
GIORGIO GALLIONE
PAOLO SILVESTRI
 
7 MARZO
SILVIO ORLANDO
LA VITA DAVANTI A SÉ
ROMAIN GARY [EMILE AJAR]
SILVIO ORLANDO
 
19 APRILE
COCHI PONZONI, MATTEO TARANTO
LE FERITE DEL VENTO
JUAN CARLOS RUBIO
ALESSIO PIZZECH
 
LA DOMENICA AL PERSIANI
20 NOVEMBRE
BLUCINQUE
GELSOMINA DREAMS
spettacolo consigliato da 6 anni
 
5 FEBBRAIO
GRUPPO PANTA REI
ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
spettacolo consigliato da 4 anni
 
12 MARZO
TEATRO GIOVANI TEATRO PIRATA
PAPERO ALFREDO
spettacolo consigliato da 2 anni
 
COMUNICATO STAMPA 
Il Teatro Persiani di Recanati torna ad aprire le sue porte a una nuova stagione di spettacolo dal vivo, promossa dal Comune di Recanati con l’AMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del MiC
“Siamo felici di presentare la nuova stagione teatrale - afferma l’Assessora alla Cultura Rita Soccio - nata con l’intento di soddisfare i diversi gusti del pubblico con un ventaglio di proposte che spaziano tra generi diversi per far sì che il teatro possa essere un luogo fruito e vissuto da tutta la cittadinanza, un luogo privilegiato di coesione sociale, soprattutto in un momento difficile come quello attuale. L’amministrazione comunale rinnova quindi l’investimento nelle attività culturali certa che esse siano azioni fondamentali per la crescita sia sociale sia economica della città di Recanati. Una particolare attenzione va anche alla stagione dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie, La Domenica al Persiani, un progetto a cui crediamo fortemente come occasione di crescita non solo di giovani spettatori ma anche di futuri cittadini adulti. Auspichiamo quindi che possa essere una stagione teatrale apprezzata e partecipata da tutta la comunità recanatese”.
 
L’apertura di stagione l’8 novembre è con l’attesa prima nazionale di Le verdi colline dell’Africa che segue una residenza di allestimento proprio al Teatro Persiani che conferma la sua vocazione di luogo di creazione artistica. Lo spettacolo è un personalissimo tributo di Sabina Guzzanti, in scena con Giorgio Tirabassi, al testo Insulti al pubblico dello scrittore e drammaturgo austriaco Peter Handke, uno spettacolo ma soprattutto un gioco che ruota intorno a un serissimo confronto sul teatro e la sua essenza. Ancora una residenza al Teatro Persiani, questa volta di riallestimento, con un grande Maestro della scena come Gabriele Lavia, in veste di traduttore del testo, adattatore, regista e interprete accanto a Lorenzo Terenzi, che ritorna il 26 novembre alla più sconcertante opera di Dostoevskij, Il sogno di un uomo ridicolo, storia paradossale di un uomo che, deciso a suicidarsi, sogna la propria vita dopo la morte. Monica Casadei, eclettica coreografa emiliana, presenta il 15 dicembre Il barbiere di Siviglia, uno spettacolo immaginato come un “balletto d’azione” e che coinvolge in una contaminazione di linguaggi tutto il corpo creativo di Artemis Danza sulle magnifiche musiche di Gioachino Rossini con le elaborazioni musicali del compositore Luca Vianini. La ciliegina sulla torta in scena il 22 gennaio è una commedia divertente, uno spettacolo allegro ma non spensierato sulla famiglia e le sue innumerevoli dinamiche. Ne sono interpreti Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Milena Miconi e Adelmo Fabo, diretti da Diego Ruiz, che invitano lo spettatore a riflettere sugli innumerevoli imprevisti e le sorprese che la vita può tenere in serbo per ognuno. Il 27 febbraio il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, Elio, canta e recita Enzo Jannacci in Ci vuole orecchio, uno spettacolo in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, assieme a Elio ci sono cinque musicisti, suoi stravaganti compagni di viaggio. Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, La vita davanti a sé di Romain Gary – a Recanati il 7 marzo – è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa. Un romanzo commovente e ancora attualissimo che racconta di vite sgangherate e di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Nel ruolo del protagonista e del regista, Silvio Orlando conduce lo spettatore dentro le pagine del libro con leggerezza e ironia dando vita a un autentico capolavoro "per tutti". La stagione si avvia alla conclusione il 19 aprile con Le ferite del vento di Juan Carlos Rubio, con Cochi Ponzoni e Matteo Taranto, regia di Alessio Pizzech. Il giovane Davide, alla morte del padre Raffaele si ritrova a dover sistemare le sue cose e viene a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare. Un racconto intenso, fatto di emozioni che riporta in superficie temi archetipici e li restituisce con un linguaggio vicino alla quotidianità capace di svelare la poesia delle piccole cose e riconsegna intatta allo spettatore l’originaria forza del teatro. 
Il Teatro Persiani rinnova l’atteso appuntamento con La domenica al Persiani, stagione dedicata alle famiglie con tre appuntamenti. Il 20 novembre arriva in scena Gelsomina Dreams, un dichiarato omaggio della compagnia Blucinque all’immaginario di Federico Fellini, uno spettacolo che fonde danza, circo, teatro e musica live in un montaggio poetico e onirico. Un grande classico del teatro per l’infanzia, Alice nel paese delle meraviglie, è proposto il 5 febbraio dal Gruppo Panta Rei che mostra un mondo fantastico popolato da strani personaggi e caratterizzato da repentini e inaspettati cambi di situazione. Ultimo appuntamento il 12 marzo con Papero Alfredo di Teatro Giovani Teatro Pirata, una storia divertente per i più piccoli (da 2 anni) che racconta del rapporto tra vecchio e nuovo, tra babbi e figli, generazioni destinate ad amarsi, sfidarsi, e rincorrersi per l’eternità. 
Rinnovi abbonamenti con conferma del posto 20 – 23 ottobre, rinnovi abbonamenti con possibilità di cambio posto 24 – 25 ottobre, vendita nuovi abbonamenti 26 – 30 ottobre presso biglietteria Teatro Persiani 071 7579445. Costi abbonamenti da 65 a 160 euro. Inizio spettacoli ore 21.30, domenica ore 17. Informazioni AMAT 071 2072439.
8
NOVEMBRE
[RESIDENZA DI
ALLESTIMENTO]
LE VERDI COLLINE
DELL’AFRICA
[PRIMA
NAZIONALE]
 
con Sabina Guzzanti e Giorgio Tirabassi
scritto e diretto da Sabina Guzzanti
produzione Pierfrancesco Pisani - Isabella Borettini per Infinito Teatro e Argot Produzioni
 
 
Un personalissimo tributo di Sabina Guzzanti al testo Insulti al pubblico dello scrittore e drammaturgo austriaco Peter Handke. Un testo provocatorio e dissacrante che non racconta deliberatamente nulla, infatti, non c’è una storia, né una scenografia e nemmeno i personaggi. L’unica cosa che rimane è il pubblico e l’energia vitale di una delle autrici più libere e creative nel panorama italiano che prenderà di mira le abitudini e il torpore intellettuale degli spettatori, ponendoli al centro di un gioco divertente e irriverente. Questo voleva Handke, e questo ci regalerà Sabina Guzzanti. Uno spettacolo ma soprattutto un gioco che ruota intorno a un serissimo confronto sul teatro e la sua essenza.

 
26
NOVEMBRE
[RESIDENZA DI
RIALLESTIMENTO]
IL SOGNO DI UN
UOMO RIDICOLO
 
 
di Fëdor Dostoevskij
traduzione, adattamento, interpretazione e regia Gabriele Lavia
con Lorenzo Terenzi
produzione Effimera produzioni
 
 
«Io sono un uomo ridicolo. Ora mi chiamano pazzo. Questo sarebbe un avanzamento di grado, se io, per loro, non rimanessi ridicolo come prima»: Gabriele Lavia ritorna alla più sconcertante opera di Dostoevskij, storia paradossale di un uomo che, deciso a suicidarsi, sogna la propria vita dopo la morte.
 
Un uomo, deriso da tutti e da sempre estraneo alla società, è deciso a suicidarsi. Siede sulla poltrona a fianco della scrivania, apre il cassetto ed estrae la pistola. Ma, improvvisamente, si addormenta e inizia a sognare la propria vita oltre la morte, in un pianeta del tutto simile alla Terra, abitato da splendidi esseri non ancora corrotti «dalla prima caduta, dal primo peccato».
 
Nella mia vita di teatrante ho “adattato” e “rappresentato” alcuni racconti di Dostoevskij: Una donna mite, Memorie dal sottosuolo, L’eterno marito e Il sogno di un uomo ridicolo.
Il sogno, appunto, mi accompagna da quando avevo diciotto anni e lo lessi per la prima volta ai miei amici più̀ cari.
Poi Giancarlo Menotti lo volle a Spoleto. Fu un grande successo e il Teatro Eliseo lo volle nel cartellone della Stagione e fu di nuovo un successo.
Poi lo portai a lungo in tournée con una mia compagnia.
Poi, a Trieste, qualche anno fa, lo replicai per un mese.
Sempre con grande successo.
Poi lo ripresi ancora tante volte, anche in forma di “recital”, soltanto con una sedia. Mi chiesero di filmarlo per la TV e vinse il primo premio come migliore opera di Teatro portata in televisione. E lo ripresi ancora per un’altra lunga tournée.
È l’opera che ho rappresentato di più nella mia vita.
Più dell’Amleto di cui ho fatto tre edizioni diverse, in tre diverse stagioni.
È certo lo spettacolo più̀ faticoso che abbia mai fatto e per questo avevo giurato di non farlo mai più̀... data l’età̀.
Ma al Teatro che porta il nome di Strehler non potevo dire di no.
E così ho tirato fuori la mia vecchia camicia di forza che pensavo di non dovere indossare mai più̀ per dedicare proprio al Grande Maestro questo Sogno.
Ma ne sono felice. Gabriele Lavia
 
 
15
DICEMBRE
IL BARBIERE
DI SIVIGLIA
 
coreografia, scene, luci Monica Casadei
musiche Gioachino Rossini
elaborazione musicale e brani originali Luca Vianini
costumi Daniela Usai
assistente alla drammaturgia musicale e costumi Davide Tagliavini
assistenti al coreografo Antonio Bissiri, Vittorio Colella, Teresa Morisano
produzione Compagnia Artemis Danza
in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro
coproduzione Italian Festival in Bangkok, Festival Orizzonti, Armonie d’Arte Festival
in collaborazione con Rossini Opera Festival e Teatro Comunale di Bologna
si ringrazia A.N.G.E.L.O. Vintage Palace
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Emilia Romagna Assessorato alla Cultura
 
 
In occasione dei centocinquant’anni dalla morte di Gioachino Rossini, Monica Casadei con la Compagnia Artemis Danza affronta uno dei titoli più celebri del maestro pesarese, Il Barbiere di Siviglia. Uno spettacolo che Monica Casadei ha immaginato come un avveniristico “balletto d’azione” e che, come di consueto, coinvolge in una contaminazione di linguaggi tutto il corpo creativo di Artemis, che si arricchisce dei costumi realizzati dall’artista visiva Daniela Usai e delle elaborazioni musicali del compositore Luca Vianini, che si confronta con Rossini.
Ma chi è davvero Figaro? Nella lettura di Monica Casadei Figaro è il prototipo dell’uomo di successo nel mondo di oggi. L’eroe rossiniano diventa l’emblema di chi riesce a soddisfare con efficacia, vivacità e savoir faire le aspettative di una società che impone ogni giorno di raggiungere i propri obiettivi ottimizzando tempi ed energie.
Sul piano coreografico, il personaggio di Figaro si moltiplica nei corpi dell’intera compagnia, dove, senza distinzioni di gender, gli interpreti agiscono con la determinazione, l’energia e il rigore di una squadra speciale: tonici, grintosi e iper-concentrati, la loro danza manipola il tempo e lo spazio senza tregua, tesse e scioglie in continuazione una rete infinita di cambi di direzioni, incroci di traiettorie e intarsi di movimenti. Quasi seguissero le rotte di affollatissime e rumorose highways, i danzatori si districano con lucidità ed energia marziale, ingranaggi sapienti del folle meccanismo del vivere sociale. Ne risulta una performance d’azione, caratterizzata da un’atmosfera sospesa tra un passato-ombra e un presente lampeggiante e frenetico: l’immagine irraggiungibile di un uomo perfetto appare e scompare sotto gli occhi del pubblico per moltiplicarsi nei danzatori e nei loro virtuosismi tecnici. I costumi storici sono il frutto di una collaborazione con il Rossini Opera Festival e con il Teatro Comunale di Bologna, mentre gli abiti sartoriali sono stati realizzati in collaborazione con A.N.G.E.L.O Vintage Palace (Lugo di Romagna), polo di riferimento del vintage in Italia.
 
 
22
GENNAIO
LA CILIEGINA
SULLA TORTA
 
scritto e diretto da Diego Ruiz
Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Milena Miconi
e con Adelmo Fabo
aiuto regia Manuela Perfetti
scenografia Mauro Paradiso
costumi Marian Osman
luci Andrea Fratoni
produzione Bis Tremila, Carpe Diem, Festival Teatrale di Borgio Verezzi
 
 
Ci sono giorni speciali nella vita di ogni ragazzo che rimarranno per sempre scolpiti nella memoria: il primo bacio, la prima volta, la prima serata folle con gli amici, il primo goal, la prima volta al volante della macchina di papà. Poi ci sono degli eventi particolari della vita di un giovane, ugualmente importanti, a cui non si può proprio legare un bel ricordo: non stiamo parlando dell’esame di maturità, né della prima delusione d’amore e nemmeno di quella volta in cui Lei, la più bella di tutte, ha detto di no. C’è un particolare giorno, una specifica esperienza che è legata quasi sempre a una figuraccia di dimensioni apocalittiche e che tutti riconoscono come l’inizio della fine: la presentazione della fidanzata ai propri genitori!
Ogni ragazzo sa che la madre sarà piena di sorrisi e che cercherà di essere simpatica e alla mano, ma ogni ragazzo sa che la madre vedrà in quella ragazza la propria nemica giurata con cui combattere una guerra lunga una vita intera, fatta di frecciatine e frasi dette a mezza bocca, studiate per ferire quel tanto che basta per far capire chi comanda davvero. Il padre sarà accondiscendente e insolitamente spiritoso, ma sappiamo bene, che quel padre, sta solo cercando di arginare lo tzunami che di lì a poco la moglie potrebbe scatenare. Questo è quello che accade quasi sempre in situazioni “normali”, ma cosa succede se la fidanzata in questione è un po’ più grande di quello che ci si aspettava? Diciamo molto più grande… Diego Ruiz scrive una commedia sfacciata e piccante sulla famiglia e le sue innumerevoli dinamiche. Uno sguardo esilarante sui rapporti di coppia, sulle relazioni tra genitori e figli e sugli inevitabili conflitti tra uomini e donne. La famiglia modello viene messa a dura propria da un piccolo – grande imprevisto che rischia di mettere in discussione tutto e tutti in meno di 24 ore.
La ciliegina sulla torta è una commedia divertente, uno spettacolo allegro ma non spensierato, perché i protagonisti saranno sempre sull’orlo di una crisi di nervi e lo spettatore riderà e rifletterà sugli innumerevoli imprevisti e le sorprese che la vita può tenere in serbo per ognuno di noi.
 
 
27
FEBBRAIO
CI VUOLE ORECCHIO
ELIO CANTA E RECITA
ENZO JANNACCI
 
regia e drammaturgia Giorgio Gallione
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
con Elio
e Alberto Tafuri pianoforte, Martino Malacrida batteria
Pietro Martinelli basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri sassofono, Giulio Tullio trombone
light designer Aldo Mantovani
scenografie Lorenza Gioberti
costumi Elisabetta Menziani
regia Giorgio Gallione
produzione Agidi, International Music and Arts
un ringraziamento a Marco Presta, Francesco Piccolo, Michele Serra
 
 
NOTE DI REGIA di Giorgio Gallione
 
“Saltimbanco non guardare, saltimbanco non toccare, non cercare di capire, che un sorriso dalla terza fila non arriva mai. E il teatro non si tenta, e la vita non si inventa, saltimbanchi si diventa si... ma poi... saltimbanchi si muore. Opla!” Enzo Jannacci
 
Uno spettacolo un po’ circo un po’ teatro canzone, dove una band di cinque musicisti, grazie agli arrangiamenti di Paolo Silvestri, permetterà ad Elio, filosofo assurdista e performer eccentrico, di surfare sul repertorio dell’amato Jannacci, nume tutelare e padre putativo di quella parte della storica canzone d’autore che mai si è vergognata delle gioie della lingua e del pensiero o dello sberleffo libertario, e che considera il Comico, anche in musica, non come un ingrediente ciecamente spensierato ma piuttosto un potente strumento dello spirito di negazione, del pensiero divergente che distrugge il vecchio e prepara al nuovo. Sovversione del senso comune, mondo alla rovescia, ludica aggressione alla noia e ai linguaggi standardizzati e che, contemporaneamente, non teme di creare disagio o generare dubbi.
Così, nel panorama infinito delle figure che abitano l’universo Jannacci trovano posto anche personaggi dolenti, clown tristi e inadeguati che spesso inciampano nella vita. Il nostro spettacolo sarà perciò un viaggio in questo pantheon teatralissimo, dove per vivere “ci vuole orecchio” e dove, da saltimbanchi si vive e si muore… Opla!
 
NOTE DI ELIO
 
Ci vuole orecchio non è un omaggio, ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente […] È un viaggio dentro le epoche di Jannacci, perché non è stato sempre uguale: tra i brani c’è La luna è una lampadina, L’Armando, El purtava i scarp del tennis, canzoni che rido mentre le canto. Ne farò alcune snobbate, Parlare con i limoni, Quando il sipario calerà. Perché c’è Jannacci comico e quello che ti spezza il cuore di Vincenzina o Giovanni telegrafista, risate e drammi. Come è la vita: imperfetta. E nessuno meglio di chi abita nel nostro paese lo sa. […] Una volta ci siamo incrociati negli studi Rai. Lui ha bofonchiato qualcosa, io pure, lui non ha capito, io nemmeno. Sono un timido. Mai avrei avuto il coraggio di dirgli “sono un tuo fan”. Questo è il solo contatto che ho avuto con Enzo Jannacci. […] Ma una curiosità c’è: mio papà era stato suo compagno di classe, me ne parlava, me lo faceva ascoltare e mi faceva già ridere. Da adulto mi ha affascinato la dignità del comico che ha portato nella canzone d’autore e lo stile surreale della sua risata, che poi era il clima del Derby, il cabaret di Milano, che per ragioni anagrafiche ho mancato. Col senno di poi rimpiango di non avere avuto dieci anni di più: gli anni 70, dilaniati dal terrorismo, sul piano artistico sono stati tra i più liberi e rivoluzionari. In quegli anni ci sono tutti i miei dèi, uno di questi è proprio Enzo Jannacci.
 
[Dall’intervista ad Anna Bandettini, su “la Repubblica”]
 
7
MARZO
LA VITA
DAVANTI A SÉ
 
tratto dal romanzo La Vie Devant soi
di Romain Gary [Emile Ajar]
© Mercure de France, diritti teatrali gestiti dalle edizioni Gallimard con il nome di “Roman Gary” come autore dell’opera originale
traduzione Giovanni Bogliolo
edizione Biblioteca Neri Pozza
riduzione, interpretazione e regia Silvio Orlando
direzione musicale Simone Campa
con Ensemble dell’Orchestra Terra Madre
Simone Campa chitarra battente, percussioni
Gianni Denitto clarinetto, sax
Maurizio Pala fisarmonica
Kaw Sissoko kora, Djembe
scene Roberto Crea
disegno luci Valerio Peroni
costumi Piera Mura
 
 
Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo: la convivenza tra culture, religioni e stili di vita diversi. I flussi migratori si innestano su una crisi economica che soprattutto in Europa sembra diventata strutturale. Raccontare la storia di Momò e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary assumono un significato particolare in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: “Bisogna volersi bene”.
 
 
19
APRILE
LE FERITE
DEL VENTO
 
di Juan Carlos Rubio
con Cochi Ponzoni, Matteo Taranto
regia Alessio Pizzech
scene Alessandro Chiti
costumi Carla Ricotti
musiche Paolo Coletta
light designer Michele Lavanga
produzione Società per Attori, Città della Spezia
 
 
Il giovane Davide, alla morte del padre Raffaele si ritrova a dover sistemare le sue cose. Nel perfetto ordine degli oggetti lasciati dal genitore, uno scrigno chiuso ermeticamente attira la sua attenzione. Dopo aver forzato la serratura, per la quale sembra non esistere nessuna chiave, al suo interno scopre una fitta corrispondenza ingiallita dal tempo. La lettura di quei fogli, ricevuti e gelosamente conservati, lo porta a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare: il padre aveva una relazione con Giovanni, il misterioso mittente di quelle lettere appassionate.
[…] Un racconto intenso, fatto di emozioni che narrano la bellezza e lo stupore di quando, fuggendo dagli stereotipi, viene rimesso in gioco il significato delle parole padre e figlio. Preziosi oggetti di scena, sospesi nel buio e illuminati da tagli di luce, disegnano lo spazio dove viene raccontata la storia di due uomini che, attraverso un serrato dialogo tra loro, con se stessi e con il pubblico, svelano quanto illusoria sia la convinzione di conoscere le persone care, quanto in realtà si sia estranei al loro universo interiore e quanto sia necessario sospendere il giudizio quando si parla di “amore”.
[…] Le ferite del vento riporta in superficie temi archetipici e li restituisce con un linguaggio vicino alla quotidianità ma capace di svelare la poesia delle piccole cose, quella in cui ogni gesto e ogni sguardo rivela una melodia dell'anima che affascina e riconsegna intatta allo spettatore l’originaria forza del teatro. Alessio Pizzech
 
 
LA DOMENICA
AL PERSIANI
20
NOVEMBRE
GELSOMINA
DREAMS
spettacolo consigliato da 6 anni
 
direzione Caterina Mochi Sismondi
creazione e performance Elisa Mutto, Alexandre Duarte, Federico Ceragioli
Vladimir Ježić, Michelangelo Merlanti e Ivan Ieri
con la partecipazione di Nina Carola Stratta, Paolo Stratta
light design Massimo Vesco
musica originale, sound design e violoncello Beatrice Zanin
musica originale, violino, tromba ed elettronica Nicolò Bottasso
musiche Georges Serge Gainsbourg, Ivanovitch Gurdjieff, Casimir Oberfeld
Charles-Louis Pothier, Nino Rota, Albert Willemetz
costumi Federico Bregolato e Carla Carucci
produzione Centro di produzione blucinQue Nice
in collaborazione con Fondazione Cirko Vertigo
testi d’ispirazione Poesie di Luis Borges
immaginario d’ispirazione Il mondo cinematografico di Federico Fellini
 
 
Lo spettacolo Gelsomina Dreams è un dichiarato omaggio all’immaginario di Federico Fellini a 100 anni dalla sua nascita. Gli artisti in scena si muovono in un’ambientazione sospesa e senza tempo, che allude a un set cinematografico dismesso di felliniana memoria. Gelsomina Dreams innesta sul linguaggio del teatrodanza i linguaggi della musica, suonata dal vivo, qui rielaborando anche melodie del grande Nino Rota, e del circo contemporaneo. La drammaturgia poggia sul sogno di Gelsomina, una giovane donna/bambina eterea e visionaria, portatrice di un sentire in continua evoluzione. Il suo viaggio onirico dà vita ad una proiezione sospesa e mai narrativa di personaggi in bilico tra il glamour in stile dolce vita e il mondo della strada, mescolando visioni circensi ed elementi di teatralità alle coreografie. ll dialogo tra discipline e linguaggi è teso alla ricerca di questi mondi paralleli. Lo spettacolo è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con il Ministero della Cultura (MiC), tra le 20 produzioni artistiche inedite di danza, teatro e circo contemporaneo da finanziare nell’ambito dell’iniziativa “Vivere all’italiana sul palcoscenico”.
 
 
LA DOMENICA
AL PERSIANI
5
FEBBRAIO
ALICE NEL PAESE
DELLE MERAVIGLIE
spettacolo consigliato da 4 anni
 
Premio Miglior Spettacolo al Festival Europuppet 2022
 
testo Enrico Saretta
con Barbara Scalco, Davide Lazzaretto
Marco Mattiazzo e Guido Sciarroni
regia Paolo Bergamo
scenografia Damiano Zanchetta e Daniel Maculan
costumi Caterina Riccomini
disegno luci Davide Stocchero
selezione musiche Paolo Bergamo e Marco Mattiazzo
produzione Gruppo Panta Rei
 
Cosa si fa quando si vede un coniglio bianco con il panciotto che sfreccia sul prato consultando un orologio da taschino? Lo si segue, naturalmente. Comincia così l’avventura di Alice in un bizzarro mondo popolato di animali parlanti e regine irose, disseminato di fiori strampalati e dove è sempre l’ora del tè. Alice è una bimba come tante, ma al contempo è un’eroina. Abbandona il noioso pomeriggio al parco per inseguire il Bianconiglio fin giù nelle viscere della terra. Ma la sua discesa è un lento passaggio dal mondo del reale a un mondo
fantastico, sì, a un Paese... delle Meraviglie. Soltanto che la nostra Alice adesso è cresciuta, è ormai sicura di sé e ha voglia di diventare grande. Sempre più di rado ritorna nel Paese delle Meraviglie, che senza di lei rischia di scomparire. Anche i suoi abitanti sono in pericolo, soprattutto il Bianconiglio, il Gatto e quel matto del Cappellaio. Riuscirà la nostra Alice a ritrovare la gioia di meravigliarsi come un tempo? A rituffarsi in quel fantastico mondo dove i sogni si toccano con le dita? In una scenografia in continua trasformazione, seguiremo Alice immergersi in un mondo onirico, popolato da strani personaggi e caratterizzato da repentini e inaspettati cambi di situazione, con giochi di parole e percorsi mentali ai limiti dell’assurdo. È la fantasia che porta Alice lontano, quasi a ricordare a noi tutti che l’immaginazione può essere il motore di ogni possibilità, che attraverso il sogno si possono vivere avventure straordinarie, fino a farle sembrare quasi realtà. E così Alice, e noi con lei, potremo cantare: “Oh che bellezza, se sapessi che quel mondo delle meraviglie c’è!”.

 
LA DOMENICA
AL PERSIANI
12
MARZO
PAPERO
ALFREDO
spettacolo consigliato da 2 anni
 
di Simone Guerro e Daria Paoletta
regia Daria Paoletta con Simone Guerro
scenografia Ilaria Sebastianelli (da un’idea di Diego Pasquinelli)
burattini Sig. Formicola e Marina Montelli
costumi Federica Tantucci
disegno luci Enrico Messina
tecnico luci e suono Fabio Dimitri
produzione Teatro Giovani Teatro Pirata
con il sostegno di Alte Marche Creative
 
 
I burattini non sono mica tutti uguali. Sono proprio come le persone: diversi. Hanno i loro sogni, i loro gusti, i loro desideri; e quando vogliono puntano i piedi, come i bambini (e certi grandi) anche se i piedi loro non li hanno. Papero Alfredo è il nuovo burattino di Bruce: piccolo e deciso ma anche inesperto e un po’ capriccioso. A lui piacciono la musica Rap e il Freestyle, le Challenge, le dirette video e di fare il pirata in baracca proprio non gli va giù. Questo è un problema per il povero Bruce: il Tesoro dei Pirati è il suo spettacolo più bello, quello che gli chiedono sempre. Una mattina, dopo 120 giorni chiusi in casa senza lavorare, suona il telefono. Finalmente gli chiedono di fare lo spettacolo. Papero Alfredo però punta i piedi: niente da fare, vuole restare in camera davanti al suo computer! Altro che pirata, lui è uno Youtuber!
Una storia divertente che racconta del rapporto tra vecchio e nuovo, tra babbi e figli: generazioni destinate ad amarsi, sfidarsi, e rincorrersi per l’eternità.
 
 
ABBONAMENTI
[7 spettacoli]
 
20 – 23 ottobre rinnovi con conferma del posto
24 – 25 ottobre rinnovi con possibilità di cambio posto
26 – 30 ottobre nuovi
 
 
BIGLIETTERIA TEATRO PERSIANI
 
in campagna abbonamenti
nei giorni indicati dalle ore 17 alle ore 19.30
 
settore a                                             euro 160                      ridotto* euro 130
settore b                                           euro 130                      ridotto* euro 95
settore c                                             euro 95                        ridotto* euro 65
 
 
BIGLIETTI
 
dal 3 novembre
 
PROSA
Settore A                                             euro 25                        ridotto* euro 20
Settore B                                             euro 20                        ridotto* euro 15
Settore C                                             euro 15                        ridotto* euro 10
Loggione                                             euro 10
 
*La riduzione è valida per i giovani fino a 25 anni e gli adulti oltre i 65 anni, possessori Marche Cultura Card e convenzionati vari. Per Il barbiere di Siviglia riduzione valida anche per gli iscritti scuole danza. Riduzioni previste anche per possessori Carta Regionale dello Studente.
 
 
LA DOMENICA AL PERSIANI
 
BIGLIETTI
dal 20 ottobre
 
Posto unico numerato                        euro 6
 
BIGLIETTERIA TEATRO PERSIANI
 
dal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle ore 19.30
nei giorni di spettacolo feriali dalle ore 17
domenica di spettacolo dalle ore 15
 
INFORMAZIONI
 
Teatro Persiani 071 7579445 [corso Cavour, 62019 Recanati]
AMAT 071 2072439 amatmarche.net
 
INIZIO SPETTACOLI
 
ore 21.30
domenica ore 17

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BATANAI TRA LE MURA - URBINO

"Batanài tra le mura - Artigianato, Antiquariato, Modernariato"
𝗔 𝗨𝗿𝗯𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗴𝗶𝗮𝗻𝗮𝘁𝗼, 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗾𝘂𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗼, 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗼 in Corso Garibaldi.