Al via RIVE.R Festival, pronto ad aprire una FINESTRA D’ESTATE sulla “Generazione quaranta gradi”. Questa tredicesima edizione infatti è dedicata ad una nuova generazione di artisti, registe e pensatrici - larga come sempre a partecipazione femminile - tutti under 40 che si trovano ad affrontare realtà totalmente nuove rispetto al passato: la crisi climatica certo, che obbliga ad abituarci a temperature oltre i limiti, scenari internazionali impensabili e distopici, relazioni sociali solo sul piano virtuale. In tutto questo, cosa significa fare arte per le nuove generazioni, quali linguaggi deve usare un festival per affrontare ciò che sfugge ad ogni definizione ormai, quali pensieri, visioni future ed emozioni antiche sorgono da un presente che sconvolge tutti i livelli di comprensione. Tre giorni di eventi gratuiti da giovedì 9 a sabato 11 luglio che trasformeranno in incantevole anfiteatro ed arena cinematografica all’aperto, l’Orto dei Frati del palazzo Comunale di Montecosaro, l'Ente promotore, realizzati da Esteuropaovest sotto la guida artistica di Giorgio Felicetti. Teatro, cinema, poesia, saranno coniugati con ambiente, arte, attualità. Tutto questo con un lieve tocco di ironia e comicità surreale. Ad aprire la finestra la sera di giovedì 9 luglio alle ore 21,30 sarà VIRGINIA VELUDO conosciuta sui social come @rossa perpendicolare a dirci della POESIA MEDITERRANEO DELL’ANIMA , tra poesia e geopolitica, un viaggio nella poesia a volte calma e profonda a volte inquieta e in tempesta, come il Mediterraneo. Nell’età classica la funzione del Mediterraneo - il mare di mezzo alle terre, dice la Veludo - era quella di unire due mondi: l’Europa e l’Africa. Poi il il baricentro del mondo si spostò altrove. La stessa cosa è successa alla poesia. Un tempo era unione di mondi. Negli ultimi tempi la poesia è sfogatoio esistenziale ed elitaristico, ha perso la sua vera capacità di unire. Eppure i poeti, quelli veri, sono ancora oggi il Mediterraneo dell’anima. Uniscono mondi. Poeti come Montale, che ne “I limoni” unisce la poesia con le classi umili, poetesse come Audre Lorde che unisce tutte le oppressioni di questo mondo: razzismo, condizione femminile, omosessualità. Poeti dimenticati, come Attilio Lolini che unisce la rabbia civile al disincanto, o poeti conosciuti come Ungaretti che unisce invece l’orrore della guerra alla ricerca di un senso per le atrocità vissute. Poetesse come Fidaa Ziyad o poeti come Haidar Al Ghazali, che uniscono noi con le atrocità commesse in Palestina. Virginia Veludo, è poetessa, scrittrice e opinionista televisiva. Con tre lauree magistrali alle spalle e un solido background nell'insegnamento, ha impostato un uso innovativo dei canali social per incentivare un dibattito pubblico informato e di alto livello, costruendo tra Instagram, Facebook e TikTok una community di oltre 320.000 persone attorno ai temi della giustizia e dei diritti civili. E’ il volto nuovo dei media nazionali: ospite in eventi dal vivo, podcast, programmi televisivi come DiMartedì (La7) da Giovanni Floris, Accordi Disaccordi, da Luca Sommi sul Nove, Mattino 5 (Canale 5), approfondimenti su canale Byoblu, e da “Michele Santoro presenta”. Ha pubblicato “Qualunque forma esca sarà migliore della prima”, poesie, Edizioni Effetto, 2024; “E mi sono sentita meno sola. Una normale giornata in Italia oltre la rassegnazione” Rizzoli 2026. In seconda serata, giovedì alle ore 22,30 il film Put Your Soul on Your Hand and Walk (Francia, Iran, Palestina) di Sepideh Farsi. Il film racconta, con straordinaria intensità e delicatezza, la vita quotidiana nella Striscia di Gaza attraverso lo sguardo e le parole della fotogiornalista Fatima “Fatem” Hassouna. Realizzato a distanza tramite videochiamate tra la regista e la giovane reporter, il film diventa un toccante dialogo sulla resistenza, la speranza e il potere della testimonianza, trasformando la distanza e il dolore in un profondo atto di connessione umana e memoria condivisa. Put Your Soul on Your Hand and Walk racconta la vita a Gaza durante l'invasione militare israeliana attraverso le videochiamate tra l’iraniana Sepideh Farsi e la fotoreporter palestinese Fatima Hassouna, che documenta con coraggio la realtà quotidiana di una popolazione assediata. Attraverso un racconto intimo e potente, il film diventa l'archivio della resistenza di Fatima, uccisa in un attacco aereo insieme a nove membri della sua famiglia, mentre la realizzazione del film era ancora in corso. Lei ora non c’è più, rimane impressa la sua immagine in questo film. Un caso che ha scosso le coscienze in tutto il mondo. VENERDì 10 LUGLIO alle ore 21,30 protagonista è il nuovo teatro con lo spettacolo PIGIAMA PARTY del giovane Collettivo Baladam B-side: un meccanismo comico perfetto e paradossale, che racconta i nostri tempi parlando apparentemente di tutt'altro. Pigiama Party è uno spettacolo in cui si parla di uno spettacolo che non esiste, dando per scontato che tutte le persone in sala l'abbiano visto. La ricerca sul rapporto tra finzione e realtà nel nostro mondo iperdigitalizzato, analizza alcune derive malsane della comunicazione contemporanea, in un periodo storico in cui la massiccia presenza di informazioni inutili, false e contraddittorie (infodemia) ha trasformato l’era dell’informazione alla portata di tutti in un inferno di sovrastrutture identitarie e verità fittizie, in cui diventa sempre più difficile attivare una propria interpretazione personale non strumentalizzata. Pigiama Party è un’opera iperdiramata in cui finzione e realtà si mescolano e perdono di significato, in un marasma di immaginari e parole in cui l’ironia complessa diventa l’unico strumento utile di interpretazione della realtà. Il collettivo Baladam B-side, fondato nel 2021 a Bologna dal regista e linguista Antonio “Tony” Baladam e dalla poeta e semiologa Rebecca Buiaforte, si occupa di teatro contemporaneo, performance, danza e podcasting, ponendo alla base del lavoro una ricerca multidisciplinare che spazia tra linguistica, semiotica e sociologia, attraverso il “Sistema dell’Antiritualità”, un metodo teatrale originale che prevede una decostruzione costante degli stilemi e dei rituali della rappresentazione. La compagnia invita ironicamente il pubblico, per gustarsi lo spettacolo in libertà, a venire comodamente in pigiama. La seconda serata alle ore 22,30 di VENERDì 10 LUGLIO è sempre dedicata al cinema e propone il docufilm WILLIE PEYOTE – Elegia Sabauda del giovanissimo regista Enrico Bisi. Il film presenta uno dei più apprezzati artisti della musica italiana, WILLIE PEYOTE, che fa della semplicità e dell'umiltà la sua cifra identitaria, una dichiarazione d'amore a una città e a un modo di intendere la musica. Più di dieci anni di musica, parole e battaglie raccontati senza maschere. Il giovane regista segue Willie dal momento fragile e difficile del 2023 all’approdo al Festival di Sanremo 2025. Attraverso immagini intime, concerti e materiali inediti, si intrecciano le sue passioni più autentiche: il legame viscerale con Torino e il Toro, la ricerca ostinata di un linguaggio politico e sociale dentro e fuori dai palchi, e la costante tensione a restare fedele a sé stesso. Un ritratto umano, divertente, privo di convenzioni, icona musicale e sociale della generazione under 40. La terza serata, SABATO 11 LUGLIO ore 21,30 sempre nell’incanto dell’Orto dei Frati, è la giovane comica romana GIOIA SALVATORI in CUORO Inciampi per sentimenti altissimi, uno spettacolo che cerca di rispondere all’annosa domanda Che cos'è l'amore? Gioia Salvatori conosciuta già come attrice al fianco di Elio Germano, Lucia Calamaro, Compagnia Capotrave/ Kilowatt, Gigi Dall'Aglio, Michela Lucenti/Balletto civile. Drammaturga per il teatro, ma scrive anche per la radio. Conduce insieme a IvanTalarico, Daniele Parisi, Christian Raimo il programma “Le ripetizioni" in onda su RadioRai3. I suoi monologhi comici sono stati ospiti del programma tv Propaganda Live e nell’ultimo anno ha partecipato al format comico teatrale di Serena Dandini “Vieni avanti Cretina!”. Chiuderà il festival sabato 11 alle ore 22,30 la esilarante commedia cinematografica LA FAMIGLIA LEROY, opera di un altro giovanissimo regista, il francese Florent Bernard che si chiede: Può un film su una coppia in crisi riuscire a far ridere e pensare? La famiglia Leroy ci riesce alla grande, portando sul grande schermo la storia di una coppia e dei loro due figli adolescenti. E’ un’edizione che apre totalmente al nuovo, e lo fa con freschezza ed un arguto tocco di leggerezza, indispensabile oggi come mai. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito. Info: Comune di Montecosaro: 0733 _ 560711 - Esteuropaovest: 347_3665927
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