AUTORITRATTO DI DAVIDE ENIA, SPETTACOLO PLURIPREMIATO AI PREMI UBU
Partendo dalla cronaca degli anni Ottanta e dalle bombe del ‘92, intorno alla quale costruisce una coinvolgente intelaiatura biografica, Davide Enia in Autoritrattodomenica 8 febbraio al Teatro Pergolesi di Jesi traccia «un autoritratto intimo e collettivo» di una comunità costretta a convivere con la continua epifania del male.
Lo spettacolo al quale sono andati ben due Premi UBU – sorta di Oscar del teatro italiano - nelle categorie “migliore attore/performer” e “migliore nuovo testo italiano“ è proposto nella stagione realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini con il Comune di Jesi e l’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del MiC.
19 luglio 1992. Cinquantasette giorni dopo l’uccisione di Giovanni Falcone, un’autobomba esplode in via D’Amelio, muoiono il giudice Paolo Borsellino e i cinque membri della scorta. A 33 anni dalle stragi mafiose, Davide Enia racconta l'impatto di Cosa Nostra sulla nostra vita di persone, di cittadine e cittadini. Intrecciando cunto e parole, corpo e dialetto, usando gli strumenti che il vocabolario teatrale ha costruito nella sua Palermo, Autoritratto esplora il rapporto nevrotico con Cosa Nostra e il suo devastante impatto emotivo nella vita di ognuno. Autoritratto è una tragedia, un memoriale, un’orazione civile, una interrogazione linguistica, un processo di analisi personale e condiviso, e quindi al contempo intimo e collettivo.
«A Palermo, tutti possediamo una costellazione del lutto in cui le stelle sono persone ammazzate da Cosa Nostra. Affrontare per davvero Cosa Nostra – racconta Davide Enia – significa iniziare un processo di autoanalisi. Non volere quindi capire in assoluto la mafia in sé, quanto cercare di comprendere la mafia in me. Per diverse ragioni, da noi la mafia è stata minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata. Ovvero: non è mai stata affrontata per quello che è». Lo spettacolo racconta i continui incontri con Cosa Nostra: i cadaveri incontrati per strada, le persone conosciute uccise dalla mafia, le bombe in città, l’apparizione del male, «il sacro nella sua declinazione di tenebra».
Le musiche sono composte ed eseguite da Giulio Barocchieri, le luci sono di Paolo Casati, il suono di Francesco Vitaliti, si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena, lo spettacolo è una co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi.
Al termine dello spettacolo, Luca Brecciaroli assessore alla Cultura del Comune di Jesi coordinerà l’incontro con Davide Enia.
Informazioni presso biglietteria Teatro Pergolesi 0731 206888. Inizio spettacolo ore 21.
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