TAU 2021 TEATRI ANTICHI UNITI - TUTTA LA REGIONE

Indicazioni

QUANDO:

Dal 26/07/2021 - Al 20/08/2021

DOVE:

LOCATION VARIE

(Tutta la Regione)

Stagioni Teatrali

 PROGRAMMA  
METAMORFOSI
TEATRI DI SANSEVERINO / FRANCESCO RAPACCIONI
26.07 | San Severino Marche
Parco Archeologico di Septempeda, Terme Romane
 
MEDEA
LAURA MORANTE
28.07 | Falerone
Teatro Romano
10.08 | Fano
ex Chiesa di San Francesco
11 & 12.08 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
 
LA MORTE DELLA PIZIA
DANIELE PECCI
FRIEDRICH DÜRRENMATT
30.07 | Monte Rinaldo
Area Archeologica La Cuma
31.07 | Matelica
Piazza San Francesco
 
CASSANDRA
O DELL’INGANNO
ELISABETTA POZZI
30.07 | Corinaldo
Area Archeologica di Santa Maria in Portuno
 
ODISSEA / TERRA DI NESSUNO
GABRIELE CLARETTI
31.07, 01 & 02.08 | Fermo
Territorio del comune di Fermo
 
LA STORIA DI ANTIGONE
FAVOLA IN MUSICA PER CORNACCHIE, CANI SELVATICI
MALEDIZIONI, TIRANNI, SEPOLCRI & FANCIULLE IN FIORE
ALI SMITH
ANITA CAPRIOLI
DIDIE CARIA
ROBERTO TARASCO
01.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
in collaborazione con Proscenio Teatro
per EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi
 
ANTIGONE QUARTET CONCERTO
ELENA BUCCI, MARCO SGROSSO
03 & 04.08 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
 
LA SAGRA FAMIGLIA
PAOLO CEVOLI
DANIELE SALA
05.08 | Pesaro
Anfiteatro del Parco Miralfiore
 
NELL'INCANTO DI CALYPSO
LEZIONE-SPETTACOLO SULLA DEA DI OGIGIA
CESARE CATÀ
CECILIA MENGHINI
05.08 | Matelica
Piazza San Francesco
 
TUTTO BRUCIA
EVERYTHINK BURNS
MOTUS
07.08 | Fabriano
Teatro Gentile
[ANTEPRIMA]
 
FRATELLI
QUAL DOGLIA INCOMBE SULLA MIA CITTÀ?
EDOARDO RIPANI
07.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
in collaborazione con Proscenio Teatro
per EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi
 
STANDUP TRAGEDY
ODISSEA
AVVENTURE DI UN MARINAIO
CASTAWAY
STEFANO TOSONI
STEFANO DE BERNARDIN
10.08 | Matelica
Piazza San Francesco
13.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
in collaborazione con Proscenio Teatro
per EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi
 
STANDUP TRAGEDY
ODISSEA
AVVENTURE DI UN MARINAIO
LA LEGGENDA DI UN UOMO STRAORDINARIO
STEFANO TOSONI
STEFANO DE BERNARDIN
20.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
in collaborazione con Proscenio Teatro
per EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi
 
 
COMUNICATO STAMPA
 
Regione Marche, AMAT – circuito multidisciplinare di teatro, musica, danza e circo contemporaneo delle Marche –, MiC e i Comuni del territorio - Ancona, Ascoli Piceno, Caldarola, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Fabriano, Falerone, Fano, Fermo, Macerata, Matelica, Monte Rinaldo, Osimo, Pesaro, Porto San Giorgio, San Severino Marche, Sirolo, Urbisaglia- rinnovano l’appuntamento con il TAU/Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico che in una coniugazione funzionale e gradevole di beni e attività culturali offre l’opportunità di fruire i luoghi di interesse archeologico per la spettacolarizzazione restituendoli a un ampio uso. TAU Teatri Antichi Uniti è un prezioso luogo di incontro tra le ricchezze archeologiche della regione e i contenuti di spettacolo che da 23 anni è un fiore all’’occhiello della scena nazionale. 38 appuntamenti in 18 splendidi siti archeologici della regione per una proposta che spazia dalle migliori esperienze della scena nazionale ai lavori di talentuosi artisti Made in Marche.
 
L’inaugurazione del TAU il 28 e 29 giugno nel cortile di Palazzo Buonaccorsi è affidata a Eneide. La profezia del pendolo uno spettacolo di RadioTeatro di Luca Violini, una delle più importanti e note voci nel panorama del doppiaggio cinematografico, documentaristico, pubblicitario, televisivo e radiofonico nazionale, su testo di Paolo Logli e musica di Davide Mancini. Lo spettacolo – prodotto da Quelli che con la voce… - è in scena anche al Chiostro di San Francesco di Osimo il 15 luglio e in Piazza San Francesco a Matelica il 16 luglio. Aldo Cazzullo con la partecipazione straordinaria di Piero Pelù conducono il pubblico alla scoperta di Dante con A riveder le stelle, regia di Angelo Generali, il 3 luglio all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia e il 4 luglio al Parco Miralfiore di Pesaro. Dal 15 al 18 luglio il TAU torna e incrociare il suo percorso con Insuasa Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti proponendo quattro appuntamenti all’Anfiteatro Romano di Castelleone di Suasa: il 15 Troiane della compagnia Fools, regia e drammaturgia di Luigi Orfeo; il 16 Antigone. Monologo per donna sola di Anomalia Teatro di e con Debora Benincasa, regia di Amedeo Anfuso; il 17 A.D.E. A.lcesti D.i E.uripide di Liberaimago, testo e regia di Fabio Pisano e il 18 Oscae Personae di La Mansarda Teatro dell’Orco, di Roberta Sandias messa in scena di Maurizio Azzurro. Dal secondo libro dell’Eneide nasce La caduta di Troia, ne è interprete Massimo Popolizio, voce magnetica e inconfondibile, tra gli attori più importanti del panorama nazionale, il 20 luglio all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia. Dall’Olimpo, scendono sul palco gli dei a divertire e coinvolgere il pubblico con la spudorata beffa che solo una divina perversione può escogitare, a danno dell’ignaro Anfitrione che dà il titolo allo spettacolo con Debora Caprioglio e Franco Oppini diretti da Livio Galassi in scena il 22 e 23 luglio al Teatro Romano di Ascoli Piceno. La Corte della Mole Vanvitelliana ad Ancona ospita il 23 luglio un concerto speciale per il TAU di Remo Anzovino al pianoforte accompagnato dal violoncellista Anselmo Pelliccioni (voce essenziale delle colonne sonore del Maestro), una serie di musiche estratte dal suo repertorio, in grado di tradurre, in un vero e proprio viaggio immaginifico, le emozioni che le grandi opere dell'arte classica suscitano, eseguendo in prima assoluta alcune delle musiche composte per il film su Pompei, in uscita nella prossima stagione. Il TAU torna a far tappa all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia con Prometeo da Eschilo interpretato da Edoardo Siravo per la regia di Patrick Rossi Gastaldi. Una splendida Laura Morante porta in scena il 28 luglio al Teatro Romano di Falerone, il 10 agosto alla ex Chiesa di San Francesco a Fano, l’11 e 12 agosto al Teatro Romano di Ascoli Piceno, Medea di Euripide, personaggio che rappresenta l’indicibile e l’irrappresentabile del cuore umano nelle sue pieghe più profonde e nelle sue parti più oscure, dove istinto e intelletto, passione e ragione si mescolano e si confondono. Doppio appuntamento con La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt con Daniele Pecci e Chiara Di Benedetto al violoncello: il 30 luglio a Monte Rinaldo (Area archeologica La Cuma) e il 31 luglio a Matelica (Piazza San Francesco). Cassandra o dell’inganno di Elisabetta Pozzi, tra le maggiori artiste della scena italiana che da molti anni lavora intorno ai grandi temi ed archetipi del mito, giunge il 30 luglio all’Area Archeologica Santa Maria in Portuno di Corinaldo. Ancora crocevia di percorsi, questa volta con EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi in collaborazione con Proscenio Teatro il TAU propone il 1 agosto alla Rocca Tiepolo di Porto San Giorgio La storia di Antigone. Favola in musica per cornacchie, cani selvatici, maledizioni, tiranni, sepolcri & fanciulle in fiore con Anita Caprioli, attrice sensibile e colta che si cimenta in una rilettura dell’Antigone attraverso il testo della scrittrice scozzese Ali Smith, scelto da Alessandro Baricco come una delle storie “da salvare”, in un perfetto connubio con le melodie del cantante e musicista Didie Caria. L’antica tragedia di Antigone è al centro di Antigone Quartet concerto, il 3 e 4 agosto al Teatro Romano di Ascoli Piceno, firmato da due dei più importanti attori del teatro italiano, Elena Bucci e Marco Sgrosso de Le Belle Bandiere, che interpreteranno tutti i personaggi del testo sofocleo. Le loro parole ritrovano l’antica profondità ritmica grazie al contributo sonoro di Raffaele Bassetti e alle musiche originali di Dimitri Sillato, storici collaboratori della compagnia di Russi. La comicità intelligente di Paolo Cevoli racconta il 5 agosto all’Anfiteatro del Parco Miralfiore di Pesaro La sagra famiglia, storia personale di padre e di figlio paragonata con ironia e leggerezza ai grandi classici. Il Teatro Gentile di Fabriano conferma la sua vocazione di luogo di creazione artistica ospitando la residenza di allestimento di Tutto brucia di Motus, uno dei gruppi più amati e seguiti a livello internazionale diretta da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò. Coproduzione con il Teatro di Roma e Kunstencentrum Vooruit (BE), Tutto brucia è presentato in anteprima al Gentile l’8 agosto, in attesa del debutto nazionale previsto a settembre al Teatro India di Roma. Il titolo viene da una frase di Cassandra nella riscrittura delle Troiane di Jean Paul Sarte e già di per sé mette a nudo la traiettoria di questo progetto: “Sarà un percorso di ricerca stratificato che, dalle funeste visioni delle Troiane di Euripide, andrà a intercettare, parallelamente, le voci delle nuove schiave di oggi”.
 
TAU Teatri Antichi Uniti offre anche un’occasione di valorizzazione dei tanti talenti del territorio marchigiano. Il 9 luglio, sempre nella prospettiva di incontro tra percorsi condivisi, nell’Area Archeologica I Pini di Sirolo, per Radici Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti è la volta di Enea Profugo lezione recitata su testo di Franco Pezzini e interpretazione di Andrea Caimmi. Nell’ambito di SPARSE Supporting & Promoting Arts in Rural Settlements of Europe, progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Creative Europe, giunge il 10 luglio a Caldarola, in Piazza Vittorio Emanuele II, Circe. L’altra Odissea di e con Isabella Carloni, un racconto in forma di performance per canto, voce ed elettronica digitale dell’altra faccia del mito della maga seducente che Ulisse incontra nel suo lungo viaggio di ritorno a casa. Dopo i tre grandi poemi dell’antichità (Iliade, Odissea, Eneide) indagati negli anni scorsi, i Teatri di San Severino con Francesco Rapaccioni propongono il 26 luglio Metamorfosi al Parco Archeologico di Septempeda, Terme Romane. Dal 31 luglio al 2 agosto è la volta di Terra di Nessuno, spettacolo itinerante in auto nel territorio del comune di Fermo ispirato all’Odissea di Omero ideato e diretto da Gabriele Claretti. Un racconto sulla figura letteraria di Calypso delineata nell'Odissea di Omero nei suoi significati mitologici, simbolici e culturali è proposto il 5 maggio in Piazza San Francesco a Matelica da Cesare Catà e Cecilia Menghini in Nell'incanto di Calypso. Lezione-spettacolo sulla dea di Ogigia. Trittico di proposte a Rocca Tiepolo a Porto San Giorgio per EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi in collaborazione con Proscenio Teatro: il 7 agosto Edoardo Ripani presenta Fratelli. Qual doglia incombe sulla mia città?, un lavoro con al centro la tragica vicenda di Patrizio e Roberto Peci ancora oggi una ferita aperta per tutti i sambenedettesi, il 13 agosto e il 20 agosto due tappe di Standup tragedy. Odissea avventure di un marinaio con Stefano Tosoni e Stefano De Bernardin, Castaway, in scena anche a Matelica il 10 agosto in Piazza San Francesco, e La leggenda di un uomo straordinario.
 
Il TAU non è solo una rassegna di spettacoli ma si conferma occasione privilegiata per scoprire posti di antica bellezza. Ad arricchire la proposta per il pubblico, prima di molti spettacoli tornano gli AperiTAU. Passeggiate di storia: visite guidate gratuite alle aree archeologiche e ad altri luoghi di grande interesse culturale, naturalistico e archeologico.
 
Inizio spettacoli ore 21.30, Pesaro ore 21.15, Monte Rinaldo e Sirolo ore 19, Fermo ore 18. Vendita biglietti on line su www.vivaticket.com e biglietterie del circuito. Informazioni su www.amatmarche.net, 071 2072439.
 
 
ENEIDE
LA PROFEZIA DEL PENDOLO
28 & 29.06 | Macerata
Palazzo Buonaccorsi
15.07 | Osimo
Chiostro di San Francesco
16.07 | Matelica
Piazza San Francesco
 
testo Paolo Logli
voci Luca Violini
musica Davide Mancini
disegno del suono e delle luci Riccardo Vitali
produzione Quelli che con la voce…
 
 
Un pendolo oscilla tra i due lati del mare, da Oriente ad Occidente, e viceversa. Questa immagine, nella visione degli antichi, rappresentava gli infiniti movimenti, avanti e indietro, che la storia ha compiuto trasportando il potere da un lato all’altro del mediterraneo, come una ciclicità in cui ogni esplosione di potenza politica, economica e militare portava inevitabilmente in sé il seme della sua futura distruzione.
E così, il pendolo ha continuato ad oscillare inesorabilmente tra oriente e occidente. C’era un impero che si riteneva invincibile, a oriente. Ma un eroe macedone partito da occidente con un pugno di compagni, lo aveva distrutto. E poi c’era ad oriente una città ritenuta immortale, distrutta e ricostruita nove volte, una fenice che risorgeva sulle sue ceneri: Troia. E uomini venuti da occidente, greci coi capelli biondi, gli Achei, l’avevano distrutta. Era il pendolo, che tornava ad oscillare nuovamente, da occidente ad oriente. Ma in quella distruzione c’era il trionfo dei greci ma anche il seme della loro futura disfatta: la fuga di Enea, che avrebbe fondato Roma sulle coste del Lazio, ad occidente. Quella stessa Roma che avrebbe distrutto Atene e l’avrebbe soggiogata, dall’altra parte del mare, in una nuova oscillazione del pendolo. Per Virgilio, questo è solo il segno del destino, che converge ad un epilogo glorioso e definitivo: la nascita dell’Ultimo Impero, quello destinato a durare per sempre: l’impero Romano. Ecco perché, per Virgilio, Enea, che pure è un invasore e un usurpatore, è il buono della sua storia, l’eroe, e Turno, re dei Rutuli, che pure stava solo difendendo la sua terra e la sua gente dall’invasore, è invece il cattivo, l’antagonista: perché nell’eterno progetto del pendolo, è Enea che deve vincere, perché nasca l’impero. Ma l’Enea che ci sta raccontando la storia, un uomo disilluso che guarda tutto dalla fine dei tempi, con una saggezza che vola più in alto della politica e della propaganda, sa bene che non è andata così, nessun potere è per sempre. Roma ha conquistato terre lontane a nord e la Palestina a sud. E i popoli di quelle terre, muovendosi verso il centro dell’impero, hanno creato spazio. E in quello spazio si sono infilati i barbari, che hanno distrutto l’impero. E ancor di più, Roma ha conquistato la Palestina e dalla Palestina due predicatori, Pietro e Paolo, sono venuti ad annunciare un nuovo dio, che ha travolto quelli antichi. È l’eterno ondeggiare del pendolo, che ci costringe ad interrogarci sul senso di quegli eventi che ancora oggi tentiamo di avvolgere in drappi di civiltà e di predestinazione. Per cui, allo stesso modo in cui i greci distruggono Troia col pretesto di un adulterio, eserciti occidentali distruggono bagdad con la scusa della democrazia. Oppure aerei dirottati da fanatici uccidono migliaia di persone in nome di Dio, Allah. E ad Enea cosa resta? La domanda se davvero in quel momento in cui, sconfiggendo Turno, ha aperto le porte all’intera civiltà occidentale, sia stato sul serio un protagonista, oppure una delle tante vittime delle oscillazioni del pendolo. Come Didone, come Eurialo e Niso, come Palinuro. Oppure come Turno, che stava solo difendendo la sua gente.
 
LUCA VIOLINI
È una delle più importanti e note voci nel panorama del doppiaggio cinematografico, documentaristico, pubblicitario, televisivo e radiofonico nazionale. In qualità di speaker è la voce de La7, e dei canali Blaze Tv, Cielo, Dmax, Dove Tv, Focus, Food Network, Fox Life, History Channel, Istituto Luce, Lei, Leonardo, Marco Polo, Mediaset, National Geographic, National Geographic Wild, Netflix, Rai 5, Real Time, Sky Arte, Sky Atlantic, Sky on demande, Sky Uno, Top Crime, per la realizzazione di trailers, comunicati, documentari, reality, speaker sponsor e promo. La sua è la voce di numerosi attori tra cui Alec Baldwin, Bruce Payne, Chaz Palminteri, Daniel Baldwin, Dolph Lundgren, James Russo, Mickey Rourke, Matt Dillon, Ron Silver, Steve Buscemi, Steven Seagal, Tom Wilkinson, nonché di molti personaggi dei cartoni animati tra cui Floogals, Fangbone, Garfield, Hercules, Mike il carlino, Ollie & Moon, The Mask, Ranma 1/2, The Regular Show, Tommy e Oscar, Sam il pompiere, Scemo più Scemo, School of Roars, Wakfu, We Bare Bears. Fra i vari programmi di successo doppiati possiamo citare Case su Misura, Case da Incubo, George Klark in Case fuori dal comune, Bill Goldberg ne Il Signore dei coltelli, Waldemar Anuszczak in Luci e ombre del Rinascimento, Lego Master. Oltre all’attività di doppiatore svolge anche quella della Direzione del doppiaggio. Attualmente sta doppiando il personaggio di Nikolaj Storm nella Serie poliziesca The Investigation su Sky Atlantic.
 
 
28 & 29 GIUGNO, ORE 19.30 | MACERATA, MUSEI CIVICI DI PALAZZO BUONACCORSI
VISITA ALLA SALA DELL’ENEIDE
a cura di Comune di Macerata / Sistema Museo
 
15 LUGLIO, ORE 19.30 | OSIMO, IAT [VIA FONTEMAGNA 12]
TOUR DELLA OSIMO ROMANA
a cura di Comune di Osimo / ASSO
 
16 LUGLIO, ORE 19.30 | MATELICA, TEATRO PIERMARINI
VISITA ALLE TERME ROMANE E AL GLOBO DI MATELICA
a cura di Comune di Matelica / Associazione Pro Matelica
 
 
A RIVEDER LE STELLE
03.07 | Urbisaglia
Anfiteatro Romano
04.07 | Pesaro
Parco Miralfiore
 
tratto da A riveder le stelle Dante il poeta che inventò l’Italia
di Aldo Cazzullo [Mondadori 2020]
con Aldo Cazzullo
con la partecipazione straordinaria di Piero Pelù alle letture Rock della Divina Commedia
regia Angelo Generali
produzione Corvino Produzioni
 
 
Aldo Cazzullo conduce il pubblico alla scoperta di Dante, il poeta che inventò l’Italia. Un percorso attraverso la ricostruzione dell’esperienza del poeta nell’Inferno descritto nella Divina commedia. Gli incontri più noti, i personaggi grandiosi e maledetti, le incursioni nella storia e nell’attualità e un incredibile viaggio in Italia da nord a sud. Il fondamento della nostra identità nazionale. In scena ad accompagnarlo un ospite d’eccezione, il fiorentino DOC Piero Pelù.
Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese. Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero Romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante. Non solo, Dante è il poeta delle donne. È solo grazie alla donna – scrive – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini.
Aldo Cazzullo ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno e ne ha scelto - in questo che è anche un percorso tra le innumerevoli bellezze d’Italia - gli incontri più noti, con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità.  Dante infatti è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie.
A riveder le stelle vuole essere un racconto teatrale sul più grande poeta della storia dell’umanità e sulla sua opera più famosa. Un racconto che avrà proprio come la Commedia due guide: un narratore, Aldo Cazzullo, accompagnato nel suo racconto da musiche e immagini a testimonianza quanto sia importante e ancora attuale l’eredità dell’Alighieri, ed un lettore che riporterà la lingua di Dante e la musicalità dei suoi versi, il fiorentino Piero Pelù.
 
 
 
3 LUGLIO, ORE 19 | URBISAGLIA, PARCO ARCHEOLOGICO
MAGAZZINI APERTI
apertura straordinaria dei magazzini della Soprintendenza
a cura di Comune di Urbisaglia / UniMC
 
 
ENEA PROFUGO
09.07 | Sirolo
Area Archeologica I Pini
 
di Franco Pezzini
con Andrea Caimmi
produzione Compagnia Marco Gobetti
in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini / Associazione Turismo in Langa
 
nell’ambito di Radici Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti
 
 
Fra le ultime nate nell’ambito del progetto decennale “Lezioni recitate”, teso a vitalizzare la didattica tramite un teatro che coniughi avventura e professionalità, Enea profugo si avvale del testo di Franco Pezzini e della interpretazione di Andrea Caimmi. Dopo i prestigiosi debutti nazionali al Polo del ‘900 di Torino e in Langa, nel Castello di Sanfre, sta replicando con ottimi risultati nelle Marche e non solo. Dedicata in particolare a studenti delle scuole secondarie di secondo grado, adatta anche al pubblico adulto e, forte di una drammaturgia mobile, rappresentabile pure nell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado. Evocare la storia di Enea significa svelare la reale condizione del profugo che, in quanto tale, più che di-sperare, spera e lotta per costruire il proprio futuro, scegliendo via via il luogo dove esercitare il diritto di farlo, proprio in quanto essere umano. Significa evocare il passato per riflettere analogicamente – e oggettivamente – sul presente.
Lasciamo alle parole dell’attore l’approfondimento sul senso dell’azione che di replica in replica va compiendo:
 
Un classico ci parla continuamente; vi possiamo rintracciare temi, spunti e pensieri che ritroviamo non solo presenti ma ricorrenti nella storia dell'uomo. Nelle parole di accoglienza di Didone pronunciate nei riguardi dei profughi troiani o nel pianto di Enea dopo aver visto le sue navi bruciare, mettendo in pericolo la possibilità di ripartire, nei libri dell'Eneide di Virgilio, noi scorgiamo un comune patrimonio umano, che travalica i limiti temporali, quasi a circoscrivere una sfera che investe l'essenza stessa dell'essere umano. Come per i diritti umani, che si intendono appunto riconosciuti all'uomo semplicemente in base alla sua appartenenza al genere umano. Chiariti e definiti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, la loro necessità e riconoscimento attraversano la storia dell'uomo.
I valori di dignità, libertà, uguaglianza e fratellanza si riscoprono in ogni epoca storica come differenza tra civiltà e la barbarie. La loro negazione come foriera di sventura e desolazione per l'umanità, anche laddove non direttamente coinvolta. L'Eneide ci incanta con la bellezza del suo incedere poetico ma anche con la sua attualità e modernità, che investe l'agire umano, mostrandocene i limiti e le aspirazioni verso una società dove i valori succitati abbiano ascolto e rispetto. Andrea Caimmi
 
 
 
 
9 LUGLIO, ORE 18 | SIROLO, AREA ARCHEOLOGICA I PINI
APERTURA AREA ARCHEOLOGICA
con mostra fotografica e musica dal vivo
a cura di Collettivo CollegaMenti [mostra Luca Lucci, musica Simone Bellezze]
 
 
CIRCE
L’ALTRA ODISSEA
10.07 | Caldarola
Piazza Vittorio Emanuele II
 
di e con Isabella Carloni
tastiere ed elettronica digitale Andrea Strappa
 
nell’ambito di SPARSE Supporting & Promoting Arts in Rural Settlements of Europe
progetto finanziato dall’Unione Europea
nell’ambito del programma Creative Europe
 
             
 
 
Circe racconta, in forma di performance per canto, voce ed elettronica digitale, l’altra faccia del mito della maga seducente che Ulisse incontra nel suo lungo viaggio di ritorno a casa; offre, attraverso un percorso musicale e teatrale, un punto di vista imprevisto sul più maleodorante degli animali, il maiale.
Dramma e commedia, mito e tradizione contadina sono intrecciati in una performance tra il serio e l’ironico, che riattraversa uno dei miti fondativi della cultura mediterranea, svelandone aspetti nascosti. Intrecciando dentro un’unica trama aspetti tragici e grotteschi che scavano nel contemporaneo alla ricerca di nuovi sensi di convivenza, l’attrice offre anche emblematici pezzi del suo archivio teatrale a sostegno di una lettura parallela, imprevista e sibillina del famoso mito della dea-maga Circe, in una lettura tutta al femminile.
Che c’entra Circe con le Sirene? E il Mar Rosso con la tradizione contadina della pista? Perché la famosa seduttrice scelse proprio il maiale?
Lo spettacolo, evocando Omero e Pavese, Ibsen e commedia popolare, suggerisce un’altra percezione della storia e del tempo e attraverso l’affabulazione e il gioco mimetico del teatro insinua nello spettatore il “dubbio” che la nostra “civiltà” abbia dimenticato, lungo la strada del progresso, la preziosa ricchezza della diversità e dell’“altro”.
 
 
TROIANE
15.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
regia e drammaturgia Luigi Orfeo
con Augusta Balla, Roberta Calia, Paola Bertello, Silvia Laniado, Cindy Balliu
musiche originali Alberto Cipolla
scene e costumi Stefano Sartore
compagnia Casa Fools
 
nell’ambito di Insuasa Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti
 
 
Troiane è una riscrittura della tragedia di Euripide in cui scompaiono gli dei e affiora l’assurda, atroce follia dell’essere umano. Metafora perfetta del nostro presente, Troiane è storia di donne vinte, sconfitte, che sopravvivono perché restano insieme, camminando in avanti.
I Fools dal 2006 svolgono un’intensa attività di ricerca sul linguaggio teatrale, volta verso l’utopia di un teatro universale, che possa parlare a tutti attraverso l’evocazione, l’esperienza e l’empatia. Un teatro fruibile a prescindere dalla cultura d’appartenenza, dallo stato sociale, dalle differenze economiche.
 
Tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi la miseria di popoli sopraffatti da decisioni irrazionali prese molto lontano da loro. Proprio come accadde ai Troiani. Il nostro spettacolo vuole mostrare questa assurdità, provocando empatia e non compassione e facendo affiorare il coraggio. Luigi Orfeo
 
 
 
 
15 LUGLIO, ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA
DOMUS DEI COIEDII [PARCO ARCHEOLOGICO DELLA CITTÀ ROMANA DI SUASA]
PLAYLIST [DOMUS]
percorso di ri-scoperta dell'Area Archeologica guidato da sonorità musicali e vocali
a cura di Collettivo CollegaMenti
 
 
ANTIGONE
MONOLOGO PER DONNA SOLA
16.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
di e con Debora Benincasa
regia di Amedeo Anfuso
produzione Anomalia Teatro
 
nell’ambito di Insuasa Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti
 
 
Avremmo voluto proporvi uno spettacolo sui veri eroi. Di quelli che non hanno paura del buio, si lanciano contro i lupi e ti baciano in controluce su immobili tramonti.
Antigone purtroppo è una storia diversa, è un‘eroina spettinata che ci guarda sorridendo. Che preferisce lottare. O decide di morire.
Rendere contemporaneo il mito greco ha significato per noi mettere al centro dell’attenzione gli spettatori, la loro sensibilità, per provare a fare un viaggio insieme.
Abbiamo cercato di fare uno spettacolo minimale, che avesse al centro la forza di un’attrice e la connessione con il pubblico.
 
Anomalia Teatro nasce a Torino nel 2016. È una compagnia indipendente, che porta avanti ogni giorno un'idea di teatro che sia orgogliosamente popolare.
 
 
 
16 LUGLIO, ORE 19, CASTELLEONE DI SUASA
DOMUS DEI COIEDII [PARCO ARCHEOLOGICO DELLA CITTÀ ROMANA DI SUASA]
PLAYLIST [DOMUS]
percorso di ri-scoperta dell'area archeologica guidato da sonorità musicali e vocali
a cura di Collettivo CollegaMenti
 
 
A.D.E
A.lcesti D.i E.uripide
17.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
testo e regia Fabio Pisano
con Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Raffaele Ausiello
musiche dal vivo eseguite da Francesco Santagata
scene Luigi Ferrigno
disegno luci Cesare Accetta
costumi Rosario Martone
produzione Liberaimago
 
nell’ambito di Insuasa Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti
 
 
Alcesti, moglie di Admeto, si offre di morire al posto del marito; il suo gesto di generosità e di affetto viene premiato dagli dei, ed ella torna a vivere con lo sposo amatissimo, grazie soprattutto all'intervento di Eracle, amico di Admeto. Ma in questa versione, in questa appropriazione, qualcosa non va come Euripide ha scritto.
Cos'è l'Alcesti? Una tragedia? Un dramma – poi definito ad hoc – prosatiresco? Questa indefinitezza di genere che ancor oggi dà vita ad una interessante diatriba tra storici e studiosi, è il punto di partenza o il pretesto per sconvolgere il testo di Euripide, per provocarlo, asciugando ai raggi del tempo i rapporti epici tra i protagonisti, portando all'interno della perversa scatola del dramma borghese ciò che resta di un giorno di lutto. La riscrittura, che determina una lingua nuova la cui cornice è un coro antico, non appartiene e forse troppo appartiene ai pensieri di un marito, una moglie, un padre, un amico, rendendo tutto un tiepido A.D.E.
 
Liberaimago è un’organizzazione nata dalla volontà di esperti del settore del teatro, della formazione e del mondo turistico culturale, con l’intento di divulgare contenuti di interesse comune in chiave artistica. La principale attività dell’organizzazione consiste nel lavoro di ricerca teatrale, che punta lo sguardo verso produzioni che hanno come oggetto la contemporaneità, la drammaturgia contemporanea, la musica dal vivo, il lavoro dell’attore. Non ha posto fisso e, oltre al su citato nucleo centrale, non ha persone che vi risiedono, è alla continua ricerca di incontri nuovi, di ritornanti, di viaggiatori che decidono di fermarsi e restare a lavorare ai progetti in essere.
 
 
 
 
 
17 LUGLIO, ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA
DOMUS DEI COIEDII [PARCO ARCHEOLOGICO DELLA CITTÀ ROMANA DI SUASA]
PLAYLIST [DOMUS]
percorso di ri-scoperta dell'area archeologica guidato da sonorità musicali e vocali
a cura di Collettivo CollegaMenti
 
 
OSCAE PERSONAE
18.07 | Castelleone di Suasa
Anfiteatro Romano
 
autore Roberta Sandias
messa in scena Maurizio Azzurro
maschere Giancarlo Santelli
con Maurizio Azzurro, Antonio Elia, Giulia Navarra, Marcello Manzella
musica dal vivo Giovanni D’Ancicco
scene Francesco Felaco
consulenza Comitato Scientifico Ce.St.At (Centro Studi Atellana) diretto dal Prof. Renato Raffaelli
produzione La Mansarda Teatro Dell'orco
 
nell’ambito di Insuasa Festival in collaborazione con Collettivo CollegaMenti
 
 
Oscae Personae rappresenta una operazione di rilettura della Fabula Atellana, antica forma di teatro italico, qui riproposta in una forma nuova, in chiave più contemporanea e idonea alla fruizione del pubblico dei giorni nostri, conservando però la sua natura primigenia di teatro popolare e farsesco.
La messa in scena vuol essere una lettura contemporanea della Fabula Atellana attraverso l’analisi degli elementi caratteristici del teatro latino, quali l’uso delle maschere, la divisione in cantica e diverbia, lo spazio scenico e la chironomia.
 
La Mansarda Teatro dell’Orco è una Compagnia di Produzione, Promozione e Ricerca Teatrale di Caserta. Dal 2009 ha creato un vero e proprio polo culturale nel Meridione per lo studio della Fabula Atellana e della Maschera Teatrale.
 
 
 
18 LUGLIO, ORE 19 | CASTELLEONE DI SUASA
DOMUS DEI COIEDII [PARCO ARCHEOLOGICO DELLA CITTÀ ROMANA DI SUASA]
PLAYLIST [DOMUS]
percorso di ri-scoperta dell'area archeologica guidato da sonorità musicali e vocali
a cura di Collettivo CollegaMenti
 
 
LA CADUTA DI TROIA
dal Libro II dell’ENEIDE
20.07 | Urbisaglia
Anfiteatro Romano
 
interpretato da Massimo Popolizio
musiche di Stefano Saletti
voce e percussioni Barbara Eramo 
oud, bouzouki, bodhran, voce Stefano Saletti 
kemence, ney, daf Pejman Tadayon 
produzione Compagnia Umberto Orsini
 
 
Dal secondo libro dell’Eneide nasce La caduta di troia; ne è interprete Massimo Popolizio, voce magnetica e inconfondibile, tra gli attori più importanti del panorama nazionale.
Il tema è quello dell’inganno. L’immenso cavallo, dono dei Greci, viene trasportato nelle mura di Troia, ma si trasformerà per i troiani in una macchina di morte e distruzione.
Alla corte di Didone, Enea narra, descrivendo con “indicibile dolore”, quella notte di violenza e di orrore.
Le parole di Virgilio sembrano uno storyboard, una sorta di sceneggiatura ante litteram e “attraverso quelle parole - dice Popolizio - cercherò di creare vere e proprie immagini, di far vedere ciò che è scritto”.
Le musiche di Stefano Saletti sono arricchite dalla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon che suona il kemence, il daf e il ney, antichi ed evocativi strumenti della tradizione persiana. Le lingue cantate sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, antica lingua del Mediterraneo. Saletti suona in scena strumenti come l’oud, il bouzouki e il bodhran per risaltare le atmosfere animate da Massimo Popolizio e la voce limpida di Barbara Eramo, che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale.
Una vera e propria “partitura” che fa di questa pièce un’operina a sé, dove la voce di Popolizio si fa corpo e materia.
 
 
 
 
20 LUGLIO, ORE 19 | URBISAGLIA, PARCO ARCHEOLOGICO
MAGAZZINI APERTI
apertura straordinaria dei magazzini della Soprintendenza
a cura di Comune di Urbisaglia / UniMC
 
 
ANFITRIONE
22 & 23.07 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
 
Debora Caprioglio e Franco Oppini
con Giorgia Guerra, Stefano Dilauro, Federico Nelli
regia Livio Galassi
produzione Teatroper
 
 
Fiorisce ora un altro Plauto, su un terreno frequentato. Ora, dall’Olimpo, scendono sul palco gli dei a divertirci e coinvolgerci con la spudorata beffa che solo una divina perversione può escogitare, a danno dell’ignaro Anfitrione di cui Giove ha preso l’aspetto per sostituirsi a lui nel talamo nuziale accanto alla bella Alcmena, protetto dalla sadica complicità di Mercurio che ha assunto le sembianze del servo Sosia. Ma quando Anfitrione ritorna vittorioso dalla guerra... E qui si scatena la sbrigliata fantasia di Plauto, magistralmente esaltata dal gioco dei doppi, degli equivoci, dello smarrimento di identità che ci conduce a contemporanee alienazioni. La trama si complica, si contorce, si arrovella fino al più esilarante, inestricabile parossismo che solo il “deus ex-machina” riuscirà felicemente a dipanare.
 
Mi accosto a questo Anfitrione con lo stesso spirito con cui ho curato i precedenti: rispetto del testo plautino – fa eccezione, naturalmente, la riscrittura pasoliniana de Il Vantone e quella partenopea de I Menecmi di Tato Russo - , ricostruzione delle sue pirotecniche lessicali reinventando – per quanto possibile - le sue godibili sonorità, uno snellimento della trama a favore di una più diretta comunicativa, un dinamismo gestuale e recitativo che ripercorre le feconde intuizioni che, nate da Plauto, attraverso la Commedia dell’arte sono giunte fino a noi. Uno scoglio non da poco la perdita di circa trecento versi, e nel momento più significativo della commedia: l’incontro dei due Anfitrioni. Aggrappandomi agli sporadici frammenti, mi sono applicato a intuire, più che nuovi dialoghi, l’esilarante alienazione che può nascere dall’incontro di tutti i doppi: quindi pochi efficaci dialoghi in funzione dell’analisi psicologica, della mimica, delle attese del pubblico, a descrivere teatralmente uno smarrimento di identità collettivo – purtroppo perduto. Sottolineo inoltre il cinico gioco di potere “di chi può”, che getta scompiglio e rovina nei destini umani; in Plauto tutto si risolve felicemente, nella vita invece…. Livio Galassi
 
 
 
 
 
23 LUGLIO, ORE 19.30 | ASCOLI PICENO, TEATRO ROMANO
ALLA SCOPERTA DELLA ASCOLI PICENO ROMANA
Itinerario n. 1  _ Le strade romane
a cura di Comune di Ascoli Piceno / Gianfranca Florio
 
 
REMO ANZOVINO
IN CONCERTO
LA FORMA DI UN SENTIMENTO
23.07 | Ancona
Corte della Mole Vanvitelliana
 
pianoforte Remo Anzovino
violoncello Anselmo Pelliccioni
musiche Remo Anzovino
 
 
Nasce a Pordenone nel 1976 da genitori napoletani. Comincia a suonare il pianoforte da bambino, approfondendo da subito lo studio della composizione e dell’orchestrazione. Si laurea con lode a 24 anni in giurisprudenza all’Università di Bologna e diventa avvocato penalista. Considerato dalla critica e dal pubblico uno dei più originali compositori e pianisti in circolazione, nonché il nuovo vero erede della grande tradizione italiana nella musica da film, celebrato con il “Nastro D'Argento 2019 - Menzione Speciale Musica dell'Arte”, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale (oltre 12 milioni di streams solo su Spotify!). Ha esordito agli inizi del Duemila componendo le musiche per i maggiori capolavori del cinema muto (più di trenta pellicole), collaborando con le più prestigiose cineteche e partecipando con colonne sonore di sua composizione ai principali festival e rassegne internazionali. Ha all’attivo cinque album registrati in studio: Dispari (2008), Tabù (2010), Igloo (2012), Viaggiatore Immobile (2014) e l’ultimo Nocturne (2017), registrato tra Tokyo, Londra, Parigi e New York, pubblicato per Sony Classical. Ha all’attivo anche un disco dal vivo registrato all'Auditorium Parco della Musica di Roma (Vivo, 2013) e i progetti speciali “L’Alba dei Tram – Dedicato a Pasolini” e “Fight For Freedom: Tribute to Muhammad Ali” con Roy Paci. È l’autore della composizione per pianoforte e coro virile “9 ottobre 1963 (Suite for Vajont)”, in memoria delle duemila vittime del disastro del Vajont, scelta dalla Fondazione Vajont quale musica ufficiale del ricordo e insignita, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, del Premio Anima 2013. Negli ultimi anni è stato molto prolifico in ambito cinematografico realizzando le colonne sonore di alcuni importanti documentari culturali (Pasolini Maestro Corsaro, Da Clay ad Ali la metamorfosi, etc.) e di cinque straordinari film per la serie "La Grande Arte al Cinema" (da Vincent Van Gogh a Frida Kahlo, passando per Picasso, Monet e Gauguin) che gli sono valsi il Nastro D'Argento e che lo scorso anno sono stati pubblicati in tutto il mondo da Sony Classical in un box set celebrativo intitolato "Art Film Music", accolto trionfalmente anche dalla stampa internazionale, che nell’unicità del linguaggio del compositore italiano ha riconosciuto l’importanza dell’aspetto musicale del racconto, la sua forza narrativa, il talento per la melodia e l’intelligenza compositiva.
Le sue musiche sono state anche utilizzate da importanti brand commerciali per le proprie campagne pubblicitarie (Alitalia, Bulgari, etc.) e da celebri trasmissioni televisive (Ulisse di Alberto Angela, Otto e Mezzo, I Dieci Comandamenti, Ballarò, etc.). Sono inoltre numerose le collaborazioni artistiche, nazionali e internazionali, di grande prestigio e trasversalità: da Franz Di Cioccio a Lino Capolicchio, passando per la London Session Orchestra, Giuliano Sangiorgi, Roy Paci, Marco Goldin, Simone Cristicchi, Vardan Grigoryan, Masatsugu Shinozaki, Nadia Ratsimandresy e tantissimi altri. Parallelamente al percorso discografico ha sviluppato un'intensa carriera concertistica in Italia e in tutto il mondo: nel 2018 è stato tra i protagonisti del prestigioso London Jazz Festival alla London Southbank Centre, a maggio 2019 ha debuttato in Giappone a Tokyo e Osaka e a novembre 2019 negli USA con tre concerti in altrettanti luoghi sacri della musica del vivo a Chicago, Washington e al The Cutting Room a New York. Durante il primo lockdown, Anzovino si è distinto per aver ideato e realizzato il “Diario Sonoro”, un format online che attraverso la fantasia, la musica e i suoi racconti, ha guidato il pubblico in viaggi immaginifici nei luoghi che non abbiamo potuto vivere in quelle settimane e che, pagina dopo pagina, è diventato un appuntamento fisso per migliaia di persone: oltre 500.000 visualizzazioni e più di 12.000 commenti, emozionati ed emozionanti. A ottobre 2020 l’Unesco ha scelto due sue musiche (Igloo e Tempo Tempesta) per #NoiSiamoOceano, la campagna volta alla tutela e alla valorizzazione del mare e degli oceani. A febbraio 2021 è stato pubblicato da Sony Classical l’album della colonna sonora originale de “Il Ladro di Cardellini”, originale commedia napoletana diretta da Carlo Luglio in concorso ai David di Donatello 2021. È inoltre uscito il featuring con Lo Stato Sociale, che ha visto Anzovino scrivere la musica di “Sono libero” e produrre il brano, primo capitolo del nuovo progetto discografico della band. Remo Anzovino è pronto a continuare il viaggio dell’immaginazione dal vivo, che il pubblico potrà vivere in estate dal vero, a bordo del suo pianoforte, in un concerto che è una esperienza emozionale irripetibile e mai come ora capace di rendersi collettiva.
PROMETEO
24.07 | Urbisaglia
Anfiteatro Romano
 
da Eschilo
adattamento e regia Patrick Rossi Gastaldi
con Edoardo Siravo
e con Ruben Rigillo, Silvia Siravo
Gabriella Casali, Alessandro D’Ambrosi
musiche originali Francesco Verdinelli
produzione Associazione Culturale Laros
 
 
Dopo la rivolta di Zeus contro il padre Crono e la guerra che ne segue, Zeus si insidia al potere e annienta i suoi oppositori. Prometeo, per aver donato il fuoco agli uomini, subisce la sua collera e viene incatenato ai confini della terra nella regione della Scizia e il suo fegato sarà divorato in eterno da un’aquila famelica.  
Il dramma, interamente statico, mette in scena Prometeo di fronte a diversi personaggi divini, senza mai presentare un confronto diretto tra Zeus e il Titano.
La Centralità di Prometeo in tutta l’opera è costante: un ribelle contro Zeus e i nuovi Dei che piegano ogni cosa alla loro volontà. Il protagonista appare così portatore di un valore che non può non suscitare simpatia nello spettatore: la solidarietà verso agli uomini e la volontà di aiutarli a progredire facendo loro conoscere il fuoco.
L’identificazione del pubblico in Prometeo avviene in quanto il Titano, come l’uomo, aspira ad un “di più” che non gli è concesso. È un eroe confinato in un sistema di valori arcaici, dove l’ambizione a quel “di più” è considerata un atto intollerabile di superbia e tracotanza.
L’adattamento tende ad essere più diretto possibile, senza però togliere alcuni misteri che le parole sanno suscitare, per incantare, sognare, pensare, senza sconvolgere pensieri aulici e poetici che l’autore ci tramanda.
Una domanda sorge ora, nel 2020: merita l’uomo questo supplizio atroce, senza pace e senza fine, che Prometeo, innamorato dell’umano, subisce?
 
Prometeo, è il padre che ti dice “buttati!” quando sei su un albero e tu lo fai, perché sai che se cadi lui ti prende, un padre che sa infondere coraggio e fiducia perché ne ha in noi… Prometeo è una figura antica e moderna perché ha coraggio, la virtù più ambita. Da Una SPA per l’anima di Cristina Dell’Acqua
 
Patrick Rossi Gastaldi
 
 
 
 
 
24 LUGLIO, ORE 19 | URBISAGLIA, PARCO ARCHEOLOGICO
MAGAZZINI APERTI
apertura straordinaria dei magazzini della Soprintendenza
a cura di Comune di Urbisaglia / UniMC
 
 
 
METAMORFOSI
26.07 | San Severino Marche
Parco Archeologico di Septempeda
Terme Romane
 
 
da Ovidio
da un'idea di Francesco Rapaccioni
letture Associazione Sognalibro
Filippo Boldrini violoncello, Riccardo Brandi clarinetto, Paolo Moscatelli violino
Coro Tourdion Ensemble del Corpo Filarmonico Adriani diretto da Simone Montecchia voci
 
evento realizzato nell'ambito del festival regionale TAU – Teatri Antichi Uniti
nuova produzione dei Teatri di Sanseverino
in collaborazione con SABAP Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche
Ministero della Cultura, Regione Marche, AMAT, ANAS
Unione Montana Potenza Esino Musone di San Severino Marche
Protezione Civile di San Severino Marche, Club Alpino Italiano sezione di San Severino Marche
Pro Loco di San Severino Marche, Comitato del Quartiere Settempeda
 
 
Dopo i tre grandi poemi dell’antichità (Iliade, Odissea, Eneide) indagati negli anni scorsi, si propone per questa stagione un testo che vorrebbe, nelle intenzioni dell’autore, competere con quei poemi, ma stravolgendo il genere e innovandolo nelle radici. Ovidio mostra l’intero universo con tutto ciò che esiste, crea quasi una “enciclopedia della natura” con un susseguirsi di favole che costituiscono un ciclo unitario ed esprimono il carattere fluido e precario dell’identità, l’effimero equilibrio tra amore e morte, felicità e dolore, stabilità e caducità, ordine e caos, l’incerto confine tra l’inconsistenza delle apparenze e la concretezza delle cose. Nel fluire ininterrotto dell’esistente, ogni trasformazione, ogni metamorfosi è un momento faticoso per la sua ambiguità e per la sua incertezza, ma da vivere con la volontà tenace di tendere alla stabilità dell’esistenza, pur riconoscendone la fluidità. Metamorfosi può anche definirsi il poema della rapidità, perché tutto deve succedersi a ritmo serrato e imporsi all’immaginazione. Temi quanto mai attuali.
“L’arte di Ovidio non è soltanto attratta dal corpo che si tramuta, ma pure e specialmente dall’animo che, inorridendo, si trasloca. Qui è la varietà grande e tragica del poema ovidiano.” (Concetto Marchesi).
Metamorfosi e trasformazioni particolarmente intriganti nella suggestiva ambientazione agreste delle Terme Romane di Septempeda, con lo sguardo sul medievale complesso di San Severino al Monte, sede del Museo Archeologico Comunale, e con lo sfondo sempiterno e immutato delle montagne appenniniche.
 
 
 
 
DAL 6 LUGLIO AL 30 SETTEMBRE | SAN SEVERINO MARCHE, MUSEO ARCHEOLOGICO G. MORETTI
VISITE GUIDATE
a cura della Pro Loco di San Severino Marche
 
 
 
MEDEA
28.07 | Falerone
Teatro Romano
10.08 | Fano
ex Chiesa di San Francesco
11 & 12.08 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
 
adattamento del testo a cura di Laura Morante
Laura Morante voce recitante
Lorenzo Fuoco violino
Salvatore Monzo pianoforte
musiche Sergei Prokofiev
Sonata per violino e pianoforte
in fa minore n.1 op.80
produzione AidaStudio Produzioni
 
 
Euripide con Medea rappresenta l’indicibile e l’irrappresentabile del cuore umano nelle sue pieghe più profonde e nelle sue parti più oscure e riposte, dove istinto e intelletto, passione e ragione si mescolano e si confondono senza che sia possibile separarle, dove la logica, divenuta paralogismo, salva l’onore perché salva le apparenze, ma obbedisce alle ingiunzioni di una forza oscura, dove l’assoluto smarrimento si coniuga con la lucidità estrema.
Medea è veramente umana nella complessità del suo carattere: è una donna di straordinaria razionalità ma anche di estrema passionalità e la molteplicità dei gesti è il risultato del diverso e mutevole rapporto di forze tra esigenze razionali e istanze emotive. Fissa nell’amore di Giasone tutta la sua energia esistenziale fino a travolgere ogni coscienza di bene e di male, e uccide.
 
 
 
 
 
28 LUGLIO, ORE19.30 | FALERONE, TEATRO ROMANO
VISITA GUIDATA AL TEATRO ROMANO
a cura di Comune di Falerone e Associazione Minerva
 
10 AGOSTO, ORE 19.30 | FANO
in via di definizione
 
12 AGOSTO, ORE 19.30 | ASCOLI PICENO
ALLA SCOPERTA DELLA ASCOLI PICENO ROMANA
Itinerario n. 3  _ Dal paganesimo al cristianesimo
a cura di Comune di Ascoli Piceno / Gianfranca Florio
 
 
LA MORTE DELLA PIZIA
30.07 | Monte Rinaldo
Area archeologica La Cuma
31.07 | Matelica
Piazza San Francesco
 
di Friedrich Dürrenmatt
con Daniele Pecci
violoncello Chiara Di Benedetto
violino Anaïs Drago
produzione Nido di Ragno / CMC
 
 
Nella mitologia greca, la Pizia era l’eletta sacerdotessa del dio Apollo a Delfi che, seduta sul suo tripode e avvolta dal vapore, profetizzava agli uomini il volere degli dei attraverso uno solenne vaticinio. Nel racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt, pubblicato nel Mitmacher nel 1976, la profetessa di Apollo diventa “un’imbrogliona che improvvisava gli oracoli a casaccio, secondo l’umore del momento”, l’ultima delle pizie che
appaiono come la versione antica delle cartomanti di oggi.
 
Friedrich Dürrenmatt, scrittore svizzero del Novecento (1921-1990), tiene in modo particolare alla parodia (un altro tentativo riuscito è Il Minotauro) e con questo racconto, piccolo capolavoro della burla ironica, ci presenta un mito che assomiglia a una caricatura, prendendo tuttavia le dovute distanze dalla satira e dal sarcasmo infondato. Perché la messa in ridicolo della Pizia è motivata dalla ragione prima del suo autore, ovvero l’investigazione e l’interpretazione dello straordinario arcano, il protagonista assoluto del racconto, che fa uscire pazzi gli antichi greci che gli si accostavano con fede incondizionata. Anche nella reinterpretazione del testo firmata da Daniele Pecci nasce una rilettura laica, sottile, dissacratoria e divertente del mito greco ed in particolare del mito di Edipo. Un’ormai decrepita discendente Pizia, sacerdotessa dell’oracolo di Delfi, viene chiamata a rispondere alle domande di un giovane Edipo. Attraverso il suo sogno si intrecciano in vorticose trame l’invenzione, la casualità e il destino, tutte credibili, che manifesteranno il vero abitante di Delfi: l’enigma.
 
 
 
 
30 LUGLIO, ORE 17 | MONTE RINALDO, AREA ARCHEOLOGICA LA CUMA
VISITA GUIDATA ALL’AREA ARCHEOLOGICA
a cura di Comune di Monte Rinaldo
 
31 LUGLIO, ORE 19.30 | MATELICA, TEATRO PIERMARINI
VISITA ALLE TERME ROMANE E AL GLOBO DI MATELICA
a cura di Comune di Matelica / Associazione Pro Matelica
 
 
CASSANDRA
O DELL’INGANNO
30.07 | Corinaldo
Area Archeologica di Santa Maria in Portuno
 
drammaturgia e interpretazione Elisabetta Pozzi
con la collaborazione di Massimo Fini
musiche e disegno luci Daniele D’Angelo
spazio scenico Guido Buganza
movimenti Alessio Romano
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano
 
 
Elisabetta Pozzi, tra le maggiori artiste della scena italiana, da molti anni lavora intorno ai grandi temi ed archetipi del mito: Elektra di Hoffmansthal, Medea, Ippolito e Ecuba di Euripide, Elena e Fedra di Ghiannis Ritsos, sono soltanto alcuni dei testi che ha affrontato nel corso della sua carriera.
Tra i personaggi più frequentati in questo lungo dialogo con le radici del teatro occidentale c’è Cassandra, oggetto di numerosi studi e spettacoli di cui questo Cassandra è l’ultima tappa.
Elisabetta Pozzi ha costruito una drammaturgia originale che, partendo dalle tragedie di Eschilo ed Euripide, compie un affascinante percorso intorno alla profetessa troiana cui Apollo ha dato il dono di prevedere il futuro e insieme la condanna di non essere creduta, raccogliendo liberamente suggestioni e riletture da grandi testi ed autori di ogni tempo, da Seneca a Christa Wolf, da Omero a Ghiannis Ritsos fino a Wislawa Szymborska e Pier Paolo Pasolini.
In un montaggio serrato ed avvincente emerge un ritratto originale di una delle figure femminili di più profonda tragicità, per l’impotenza e la tremenda solitudine che la connotano nel sostenere il peso della conoscenza.
Dispiegando il suo immenso e magnetico talento, Elisabetta Pozzi porta in scena una figura di strabiliante modernità, in cui convivono forza e fragilità, dando corpo e voce a un personaggio indimenticabile.
In questo emozionante spettacolo il mito di Cassandra prende nuovamente vita sotto i nostri occhi, attraversando le epoche con la sua dolorosa e inascoltata capacità di preveggenza, fino a prefigurare, nel potente epilogo scritto a quattro mani con Massimo Fini, un futuro incerto per la nostra civiltà orfana di identità, in cui l’uomo moderno - con la sua incapacità di porsi dei limiti – “è ormai diventato un minuscolo ragno al centro d’una immensa tela che si tesse ormai da sola, e di cui è l’unico prigioniero”.
Il compositore Daniele D’angelo ha creato una partitura musicale e sonora originale e raffinata, un filo rosso che attraversa lo spettacolo intrecciandosi alle parole alte, ipnotiche ed attualissime di Cassandra.
 
 
 
 
 
30 LUGLIO, ORE 19.30 | CORINALDO
in via di definizione
 
 
ODISSEA / TERRA DI NESSUNO
31.07, 01 & 02.08 | Fermo
Territorio del comune di Fermo
 
spettacolo itinerante ispirato all’Odissea di Omero
ideato e diretto da Gabriele Claretti
con Mirco Abbruzzetti, Fabio Bacaloni, Elena Cupidio
Elena Fioretti, Rosetta Martellini, Fabrizio Pagliaretta
Simona Ripari, Gianpaolo Valentini
produzione Associazione Ho un’idea
 
 
Il progetto prevede la trasposizione teatrale del poema omerico incentrato sulla figura di Odisseo. Lo spettacolo avrà un carattere itinerante, snodandosi attraverso le contrade del Comune di Fermo. Il teatro che esce dal teatro per incontrare il territorio e restituirgli, attraverso quest’azione culturale, una nuova vita. Lo spettacolo si svilupperà seguendo l’itinerario, scandito in quattordici stazioni, che Odisseo compie nei dieci anni che intercorrono tra la fine della guerra di Troia e il suo rientro ad Itaca. Si tratterà, però, di un viaggio che attraversa non il Mar Mediterraneo ma il comune fermano, in un un'odissea epica che interseca la valorizzazione del territorio con l’obiettivo artistico di rendere contemporanea la storia immortale di Odisseo, mettendola in dialogo con un pubblico che l’ascolta in un luogo e in un tempo specifici, che sono a loro volta parte integrante dello spettacolo. Gli attori, lo staff tecnico e gli spettatori compiranno questo viaggio a bordo delle proprie autovetture, andando così a creare dei nuclei autonomi nel rispetto delle norme anticovid. Il numero di auto sarà contingentato e stabilito una volta definito il percorso. Le autovetture saranno le navi della flotta di Odisseo. L’esperienza per gli spettatori sarà totalmente immersiva perché il pubblico sarà membro della flotta di Odisseo e quindi parteciperà al ritorno dell'eroe verso Itaca, ossia verso Fermo. Lo spettacolo si presenta dunque come un drive-in teatrale itinerante, portato in scena da una compagnia, costituita da attori marchigiani.
 
 
LA STORIA DI ANTIGONE
FAVOLA IN MUSICA
PER CORNACCHIE, CANI SELVATICI
MALEDIZIONI, TIRANNI, SEPOLCRI
& FANCIULLE IN FIORE
01.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
 
 
 
di Ali Smith
raccontata da Anita Caprioli
cantata da Didie Caria
regia Roberto Tarasco
produzione Nido di Ragno / CMC
 
nell’ambito di EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi in collaborazione con Proscenio Teatro
 
 
Indicata da Alessandro Baricco come una delle storie da salvare, la versione della tragedia di Sofocle della scrittrice scozzese Ali Smith riporta una visione fortemente ecologista dalla parte dei corvi che popolano la città di Tebe. Ad accompagnare Anita Caprioli, attrice colta e sensibile, i suoni live del cantante e compositore
Didie Caria e le sculture immaginifiche di Giovanni Tamburelli.
La storia di Antigone è il resoconto di una cornacchia appollaiata su una delle 7 porte di Tebe. Dalla sua formidabile posizione il pennuto assiste al tentativo di Antigone di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re Creonte. Scoperta da una guardia, Antigone viene condannata ad essere tumulata in una grotta.
Sono più importanti le leggi degli uomini o quelle di Dio? E queste ultime esistono, o sono anch’esse leggi di uomini ammantate di sacralità? Può una donna contrapporsi al potere di un uomo? E se questi è un re? Cosa è più giusto? Difendere i diritti del fratello o far rispettare la legge, anche se colpisce i familiari? Suscitando questi interrogativi Antigone rimane, a distanza di millenni, una straordinaria storia di emancipazione. La vicenda di una donna che con il coraggio di una visone “altra” e “alta” rivendica il suo diritto a parlare e si ribella a una ristretta concezione del potere tutta maschile. E più in generale la storia di una contestazione, risoluta e avventata, contro la “tirannia” della legge.
 
 
 
 
DAL 14 LUGLIO AL 14 AGOSTO [OGNI MERCOLEDÌ], ORE 17.30
PORTO SAN GIORGIO, TEATRO COMUNALE
I MERCOLEDÌ DEL TURISTA
Itinerario storico sangiorgese alla scoperta delle antiche ville storiche
a cura di Comune di Porto San Giorgio
 
 
ANTIGONE QUARTET CONCERTO
UNA LETTURA IN MUSICA
03 & 04.08 | Ascoli Piceno
Teatro Romano
 
elaborazione drammaturgica, regia
e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso
musiche originali eseguite dal vivo al violino e alle tastiere Dimitri Sillato
cura e drammaturgia del suono Raffaele Bassetti
luci Max Mugnai
assistente all’allestimento Nicoletta Fabbri
produzione Le Belle Bandiere
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi
 
da questo progetto è nato lo spettacolo
Antigone – una strategia del rito
regia Elena Bucci
produzione Centro Teatrale Bresciano / collaborazione artistica Le Belle Bandiere
 
 
Grande tragedia di contrasti, l’Antigone di Sofocle ci ha colpito per la straordinaria chiarezza con la quale affronta un tema antichissimo ma di sconcertante attualità, messa in risalto dalla potenza di una lingua lontana e tuttavia capace di attraversare i secoli, le mode, i mutamenti effimeri, senza nulla perdere del suo splendore che non sembra aspettare altro che la musica. Entriamo nel mondo della tragedia greca guidati dal fascino del suo mistero, delle rovine dei templi e delle città, delle domande che suscita, che, pur in altri scenari, sono le stesse che agitano il presente: perché i fratelli lottano per il potere? Cosa significa diventare re, come lo diventa Creonte, senza averne le qualità?  È legittimo che, per difendere lo stato e le sue leggi, limiti il sentimento di pietas di Antigone verso il fratello, che forse è il sentimento di tutto il popolo? quanto rischia di avvicinarsi alla tirannia? La determinazione di Antigone nel rischiare la vita per dare sepoltura al fratello è follia? L’amore per la vita di Ismene è viltà? Ha ragione Creonte che si affida agli editti e condanna a morte Antigone o il figlio Emone, che lo induce ad ascoltare la voce del popolo e quella della comprensione delle ragioni degli altri?  Partiamo dal testo di Sofocle, con inserti delle più recenti riscritture della tragedia che testimoniano della forza di un mito che ha continuato ad ispirare pensatori e artisti. Questa edizione – a cui si è ispirato lo spettacolo Antigone ovvero una strategia del rito prodotto con il Centro Teatrale Bresciano – viene affidata ai due protagonisti, Antigone e Creonte, che di volta in volta diventano anche cantori che danno voce a tutti gli altri personaggi: raccontano con rinnovato stupore l’antica storia della lotta tra due fratelli per la supremazia, della sepoltura di Eteocle traditore contro la legge del nuovo re Creonte per mano della sorella Antigone disobbediente in nome della pietà. Ritroviamo la dolce Ismene che vuole dissuadere l’irriducibile sorella dalla pericolosa azione contro lo stato, il fidanzato Emone che affronta con lucida passione il padre Creonte per difendere l’amata e le ragioni del popolo, le guardie impaurite e attonite, il saggio, furioso veggente Tiresia, il coro che osserva, discute, approva, disapprova. Anche senza saperlo, sono tutti in cerca della saggezza, la chiave dell’umana felicità. Registrazioni, musica elettronica e suono ai sensori si miscelano alle parole e sorreggono, provocano, contrastano le azioni, aiutando il salto verso una commistione contemporanea dei diversi codici linguistici della musica, del teatro e della danza. La lingua accoglie le suggestioni dei dialetti romagnoli e napoletani. Antigone è stata un vessillo di molti cambiamenti, lotte, nuove visioni, ribellioni ad un potere rigido e oppressivo. Ci pare che, in questo presente, questa storia sempre viva possa alludere anche alla necessità di interrogarsi su cosa siano le buone leggi, su quanto debbano abbracciare la complessità delle relazioni umane, su quanto sia importante fare tesoro delle tradizioni senza che diventino però una prigione, su come uno slancio coraggioso fino alla morte possa cancellare contrasti e inimicizie fino a portare un intero popolo ad una nuova e più ampia comprensione. Ritroviamo in Antigone un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di rinunciare a tutto, anche alla vita, per difendere un credo, un'idea, un’utopia. Il teatro garantisce la sopravvivenza di un rito collettivo attraverso il quale la comunità si ritrova a sentire e a pensare insieme, ad interrogarsi attraverso sollecitazioni non soltanto intellettuali o filosofiche, ma anche fisiche ed emotive: diventa così entusiasmante ritrovare queste parole come accadeva un tempo, in un luogo della natura, alla luce del tramonto, nel mutevole trascolorare dal giorno alla notte.
La tessitura del suono avvolge e racconta, come se fossimo presenti alla veglia per Antigone, alla veglia per il corpo di Polinice e a quella per molti altri insepolti che chiedono di non essere dimenticati, alla veglia per una nostra antica identità che vuole essere ritrovata.
Elena Bucci e Marco Sgrosso
 
 
 
 
 
4 AGOSTO, ORE 19.30 | ASCOLI PICENO, TEATRO ROMANO
ALLA SCOPERTA DELLA ASCOLI PICENO ROMANA
Itinerario n. 2 _ Il Complesso Capitolino
a cura di Comune di Ascoli Piceno / Gianfranca Florio
 
 
LA SAGRA FAMIGLIA
05.08 | Pesaro
Anfiteatro del Parco Miralfiore
 
di e con Paolo Cevoli
regia Daniele Sala
arrangiamenti musicali Davide Belviso
produzione Charlotte srl
 
 
“Mia figlia piangeva perché non sapeva fare i compiti. Per farla smettere di piangere li ho fatti io. Ho fatto bene oppure ho fatto male?“ “Se avessi un modello di genitore a cui ispirarmi…“.
Genitori e figli. Dramma della nostra epoca. Ma forse questo problema esisteva già al tempo dei cavernicoli. E gli antichi romani, i greci, gli ebrei facevano i compiti ai loro figli?
Paolo Cevoli racconta la sua storia personale di padre e di figlio paragonata con ironia e leggerezza ai grandi classici. Edipo, Ulisse, Achille, Enea e compagnia bella. Fino ad arrivare a Dio in persona con Mosè e il popolo ebraico. E il figliol prodigo, un giovane scavezzacollo che, nonostante tutto, il Padre ha riaccolto a braccia aperte. Addirittura uccidendo il vitello grasso, il quale, poverino, che colpa ne aveva?
Per dire cose serie senza prendersi sul serio. Per raccontare la Sagra famiglia. Che come tutte le Sagre di paese, soprattutto in Romagna, finiscono sempre in ridere.
 
 
 
 
 
5 AGOSTO, ORE 19.30 | PESARO, CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
VISITA AL MOSAICO PAVIMENTALE DELLA CATTEDRALE
a cura di Arcidiocesi di Pesaro / Beni Culturali e Artistici
 
 
NELL'INCANTO DI CALYPSO
LEZIONE-SPETTACOLO
SULLA DEA DI OGIGIA
05.08 | Matelica
Piazza San Francesco
 
di Cesare Catà
con Cecilia Menghini, Cesare Catà
musiche Maurizio Serafini
produzione Associazione Culturale Lagrù
 
 
Lo spettacolo racconta nei suoi significati mitologici, simbolici e culturali la figura letteraria di Calypso delineata nell'Odissea di Omero. Nell'evento si alternano letture drammatiche, recitazione, musiche originali e uno storytelling in cui l'approfondimento ermeneutico e filologico si mescola naturalmente con l'ironia della stand-up comedy. La lezione-spettacolo prevede la presenza di un narratore, di un'attrice e di un musicista polistrumentista che esegue propri componimenti dal vivo.
Lo spettacolo, muovendosi tra il serio e il faceto, propone numerosi parallelismi tra la Weltanschauung omerica e il mondo contemporaneo, mostrando i profondi rimandi e il valore attuale e appassionante dell'Odissea nel contesto psico-sociale del nuovo Millennio, con una particolare attenzione al personaggio femminile di Calypso, alla sua prospettiva, ai suoi risvolti drammatici, alla sua psicologia e alla sua forza come archetipo.
 
 
 
 
5 AGOSTO, ORE 19.30 | MATELICA, TEATRO PIERMARINI
VISITA ALLE TERME ROMANE E AL GLOBO DI MATELICA
a cura di Comune di Matelica / Associazione Pro Matelica
 
 
TUTTO BRUCIA
EVERYTHINK BURNS
07.08 | Fabriano
Teatro Gentile
[ANTEPRIMA]
 
si è aperta nel 2020 una nuova fase di ricerca per la compagnia Motus
che condurrà al debutto di Tutto Brucia al Teatro India di Roma a settembre 2021
 
ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni, Stefania Tansini e R.Y.F. (Francesca Morello) alle musiche e lyrics
ricerca drammaturgica Ilenia Caleo
direzione tecnica e luci Simona Gallo
ambienti sonori Demetrio Cecchitelli
produzione Motus con Teatro di Roma, Kunstencentrum Vooruit (BE)
progetto di residenza condiviso da L’arboreto - Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza
Emilia-Romagna e Santarcangelo dei Teatri
in collaborazione con AMAT e Comune di Fabriano
nell’ambito di MarcheinVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma
progetto di Mibact e Regione Marche coordinato da Consorzio Marche Spettacolo
con il sostegno di MiC, Regione Emilia-Romagna
si ringraziano HĒI black fashion, Gruppo IVAS
 
APPUNTI DI LAVORO
Il titolo viene da una frase di Cassandra nella riscrittura delle Troiane di Jean Paul Sarte e già di per sé mette a
nudo la traiettoria di questo progetto. Da tempo avevamo desiderio di continuare lo scavo, dopo il viaggio dentro l’Antigone, fra le più scomode figure femminili del tragico che ancora oggi riverberano. Sarà un percorso di ricerca stratificato che, dalle funeste visioni delle Troiane di Euripide, andrà a intercettare, parallelamente, le voci delle nuove schiave di oggi. Ripartiamo dunque dalle figure della tragedia, o meglio dalla dimensione scenica delle Troiane, che è essenzialmente un momento post: dopo la fine di una guerra, dopo la distruzione di un mondo, dopo un disastro umano e ambientale che tanto evoca situazioni tristemente attuali. La ricerca era cominciata prima del lockdown... e ora, trovandoci a fare i conti con i morti numerosi della pandemia, che in molti paesi del mondo continuano ad aumentare spaventosamente, stiamo ripensando il progetto, o meglio esso stesso ha assunto una luce e urgenza nuova. La pandemia e il disastro climatico segnano la fine di un’epoca e Le Troiane iniziano con una FINE. Sono una tragedia anomala, senza conflitto e tessitura, o meglio c’è stato conflitto, ma tutto è finito, tutto è già avvenuto: Ilio è già stata distrutta. L’unico accadimento è la morte di Astianatte, del Bambino. Partiamo dunque da questa immagine per addentrarci nella drammaturgia dello spettacolo che stiamo sviluppando con Ilenia Caleo.
 
Per la creazione di Tutto Brucia abbiamo pensato inizialmente di aprire il processo creativo a giovani artiste/i organizzando un grande workshop all’Arboreto di Mondaino (uno spazio di residenze vitale, che ha accolto in prova quasi tutte le nostre nuove produzioni) nello scorso novembre, quando i contagi aumentavano inesorabilmente… Hanno aderito alla call più di 1000 artiste/i a testimoniare quanto sia accesa la sete di fare esperienze formative altre, fuori dalle Accademie tradizionali. Ne abbiamo selezionati solo 20 perché con le limitazioni pandemiche non era possibile lavorare con gruppi più grandi, ma è stata una esperienza meravigliosa e fondante, abbiamo aperto e condiviso le aree di ricerca drammaturgica di Tutto Brucia sperimentandovi in forma libera e prorompente. Avevamo già l’idea scenica, uno spazio vuoto coperto di cenere, con alcuni esseri umano/animali carbonizzati (costruiti dall’artista _vvxxii ) autore anche di alcuni accessori e maschere delle performer: silicone e lattice nero lucido come petrolio disciolto, quello che invade le spiagge dopo i frequenti incidenti delle petroliere, o quello sversato nel fiume Niger perennemente in fiamme … A chiudere lo scarno campo scenico un fondale in pvc color notte, in realtà un grande schermo da proiezione riciclato da Alexis che, per Tutto Brucia, abbiamo appeso plissettato sul fondo e adagiato anche sul pavimento… Lo schermo stropicciato è anch’esso un residuo, un segnale, perché non c’è video in Tutto Brucia – è anche questo un passaggio importante nel nostro percorso - proprio ora che tanto si insiste sulle ibridazioni digitali, abbiamo deciso di fare questo lavoro solo con i corpi potenti delle attrici, le loro voci nel vuoto… E il canto: al workshop partecipavano anche musicisti, quando è arrivata Francesca Morello non abbiamo avuto dubbi, era lei la voce ruvida, potente e drammatica che stavamo cercando. Da subito è nata l’idea di tradurre alcune parti delle Troiane in inglese e trasformarle in lirycs: tutto lo spettacolo è accompagnato dal suo canto e dalla sua chitarra amplificata che usa sul palco con looper e vari effetti elettronici implementati dai suoni di fondo del giovanissimo Demetrio Cecchitelli, anche lui conosciuto al workshop di Mondaino. Dopo lunghi confronti e di riflesso all’alchimia straordinaria nata fra Silvia Calderoni, con la quale quest’anno ondividiamo ben 15 anni di lavoro comune, e la giovane danzatrice Stefania Tansini, per noi vera rivelazione per intelligenza scenica e padronanza tecnica, abbiamo deciso che queste tre donne sarebbero bastate per entrare nel cuore delle Troiane. Non era certo nostro interesse fare una messa in scena lineare della tragedia, ma carpirne la tensione emotiva, la dimensione di disperazione per le perdite dei cari, delle libertà e la partenza per una esistenza diasporica forzata, al di là di un mare, che già Sartre, nella sua riscrittura del ‘64, aveva identificato come il Mediterraneo, spostando il popolo greco conquistatore, in una ben precisa Europa dal passato (e presente) crudelmente coloniale.
 
L’intento era addentrarsi nella tragedia per farla risuonare con il momento: il tema del lutto e dell’impossibilità di celebrare degnamente i corpi – al centro delle Troiane - si è immediatamente innestato sulle perdite per il Covid, i funerali negati… ma anche le bare senza nome dei naufraghi in mare o delle vittime di epurazioni etniche ancora in atto in tanti paesi del mondo… Siamo comunque partiti dal testo, lavorando con Ilenia Caleo che ha fatto un importante lavoro di ricerca drammaturgica, asciugatura e intreccio fra le due versioni, ma arricchendo la drammaturgia di contributi altri, da Judith Butler con Vite precarie a vari testi/saggi su Elena e Cassandra ed Ecuba, le tre figure su cui abbiamo concentrato l’essenza del lavoro, per spaziare in una infinità di letture/visioni parallele legate alla idea di “fine di un mondo” come Esiste un mondo a venire? Saggio sulle paure della fine di Eduardo Viveiros de Castro e Deborah Danowski, Arts of living on a damaged planet di Anna Tsing e il bellissimo TINA. Storie della grande estinzione di Matteo Meschiari e Antonio Vena. È così nata un’opera simbolica ed evocativa, che inevitabilmente oscura... ma colma di abbacinante furore.
 
Parallelamente stiamo avviando una ricerca più documentaria che sfocerà in un video che affiancheremo allo spettacolo: accoglierà testimonianze di donne africane - ora in Italia - uscite dal sistema della tratta, grazie alla collaborazione con alcune associazioni laiche di volontarie impegnate contro la violenza sulle donne. Un percorso parallelo di ricerca che intreccerà̀ le loro voci con quelle di alcune scrittrici nigeriane che stiamo studiando da tempo.
 
Motus nasce a Rimini nel 1991 da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, producendo sin dalla fondazione spettacoli di grande impatto, capaci di prevedere e raccontare le più aspre contraddizioni del presente. Il lavoro della compagnia, fatto di teatro, performance e installazioni e accompagnato da un’intensa attività di seminari, incontri e dibattiti, viene presentato in Europa e in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre premi UBU e prestigiosi premi speciali. I registi della compagnia sono direttori artistici del pandemico cinquantenario del Santarcangelo Festival, progetto biennale in tre atti tra luglio 2020 e luglio 2021.
 
 
7 AGOSTO, ORE 19.30 | FABRIANO, LOCALITÀ ATTIGGIO
VISITA ALL’AREA ARCHEOLOGICA DI ATTIDIUM
a cura di Comune di Fabriano / Archeomega / Gli Attidiati
FRATELLI
QUAL DOGLIA INCOMBE
SULLA MIA CITTÀ?
07.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
 
rielaborazione contemporanea del Ciclo Tebano
da I Sette Contro Tebe di Eschilo dalla Tebaide di Stazio e dall’Antigone di Brecht
con la partecipazione di Alessandra Desideri, Silvia Egidi, Anna Maria Falcioni
Rosanna Fasola, Rosanna Listrani, Irma Marconi Sciarroni, Simonetta Olivieri
Chiarastella Mastrostefano, Micaela Santini, Daniela Santoni
produzione Transfocollect; Vlaamse Gemeenschapscommissie (VGC), Unie der Zorgelozen
con il sostegno di Flanders State of Art e il supporto del GC De Kriekelaar
coach artistico Ruud Gielens dramaturg Geert Opsomer
consulente per il coro Maria Baldovin
si ringraziano Bart Capelle, Michiel Soete, Kristof Van Hoorde
Laboratorio Teatrale Re Nudo, Riccardo Amabili, Fulvio Gramegna
 
nell’ambito di EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi in collaborazione con Proscenio Teatro
 
Patrizio Peci fu militante regolare e figura di spicco delle Brigate Rosse tra il 1974 e il 1980, quando venne arrestato a Torino. Poco dopo il suo arresto decise di collaborare con forze dell’ordine e magistratura, divenendo il primo pentito e collaboratore di giustizia nella storia del terrorismo italiano. Le sue deposizioni furono decisive per comprendere la struttura dell’organizzazione terroristica e ne facilitarono lo smantellamento.
Roberto Peci, fratello minore di Patrizio, militò per un breve periodo in gruppi marchigiani di estrema sinistra, senza mai unirsi alla lotta armata. Fu rapito il 10 Giugno 1981 da un commando di brigatisti e, dopo 54 giorni di prigionia, fu ucciso dai terroristi. Si trattò di un atto di vendetta nel contesto della cosiddetta “campagna contro i traditori” lanciata dalle BR guidate da Giovanni Senzani, con l’intento di colpire chi “aveva tradito la rivoluzione” e cooperato con lo Stato Italiano. Questa vicenda rappresenta in maniera esemplare gli anni di piombo, fatti di sogni diventati incubi, di perdite dolorose, tradimenti, omicidi infami, deliri di onnipotenza e lacrime infinite. Quegli anni hanno segnato un’intera generazione, con ferite che non si sono ancora completamente rimarginate. Per chi ha vissuto quel decennio è difficile parlarne con distacco, così come è difficile per l’Italia costruire una memoria nazionale comune di quella fase storica.
Edoardo Ripani è nato nella stessa città dei fratelli Peci, San Benedetto del Tronto, ed è cresciuto nello stesso quartiere di una parte della famiglia Peci. San Benedetto è conosciuta in Italia per i suoi pescatori, il polo industriale del ghiaccio, la sua gloriosa squadra di calcio e per la presenza di un nucleo brigatista considerevole negli anni Settanta.
La tragica vicenda di Patrizio e Roberto Peci è ancora oggi una ferita aperta per tutti i sambenedettesi, una vicenda che ha già in sé tutti gli elementi della tragedia greca. Ne I Sette contro Tebe di Eschilo, che echeggia durante tutta la pièce, il coro è formato dalle “fanciulle tebane”, testimoni della guerra che incendia la loro città. In Fratelli. Qual doglia incombe sulla mia città? questo ruolo di testimonianza è interpretato dal “Coro delle Sambenedettesi”, un coro costituito da donne di San Benedetto del Tronto, testimoni proprio di quella stagione
L'intera impalcatura drammaturgica della performance segue la struttura di un'antica tragedia greca, poiché questa storia è una tragedia italiana contemporanea, in cui si mescolano potere, rapporti familiari e orribili misfatti, come nel “Ciclo Tebano”. Patrizio e Roberto potrebbero essere considerati come due Eteocle e Polinice contemporanei, in una San Benedetto maledetta, Tebe contemporanea. Il “Coro delle Sambenedettesi” porta in scena i corpi e le voci di una città perduta, disgregata dalle tragiche vicende degli anni di piombo. Tuttavia l'aspetto femminile è importante anche per un altro motivo: in tutta la storia dei fratelli Peci le uniche sopravvissute, seppur con il peso di un grande dolore, sono le donne. La madre, le due sorelle, la vedova e la figlia di Roberto. È il destino delle donne di San Benedetto, che per secoli hanno pianto i loro uomini annegati nel mare Adriatico. Fratelli. Qual doglia incombe sulla mia città? è una performance che mescola narrazione, documentario e installazioni pirotecniche. Nello spettacolo interagiscono due linee parallele: una è fatta di parole e documenti che ricostruiscono la storia dei due fratelli; l'altra è composta da immagini e metafore pirotecniche, che riproducono l'atmosfera violenta di quegli anni. Proporre questo spettacolo esattamente 40 anni dopo i tragici eventi dell’estate ‘81 ha un alto valore simbolico, per ricordare Roberto Peci, vittima innocente di un’orribile guerra.
STANDUP TRAGEDY
ODISSEA
AVVENTURE DI UN MARINAIO
 
CASTAWAY
10.08 | Matelica
Piazza San Francesco
13.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
 
LA LEGGENDA DI UN UOMO
STRAORDINARIO
20.08 | Porto San Giorgio
Rocca Tiepolo
 
 
con Stefano De Bernardin, Stefano Tosoni
 
gli appuntamenti di Porto San Giorgio sono nell’ambito di EPOS. Visioni insolite di uomini, miti ed eroi
in collaborazione con Proscenio Teatro
 
 
Il titolo di questo format credo si spieghi da solo. Si tratta della variazione in termini classici di una delle forme di spettacolo più famose del mondo contemporaneo, specialmente nel mondo anglosassone. L’evoluzione del tradizionale cabaret europeo di tradizione francese e tedesca, fortemente espressionista, verso un assolo, un agone drammatico tra un attore e il pubblico. Se la domanda che vi sorge è perché, urge rispondere in stile con il genere di cui sopra: e perché no? Ma, come sempre, una ragione c’è. Si vogliono raccontare al pubblico di oggi storie, come non se ne trovano altre, con una modalità moderna, che poi non è nient’altro che un modo antico e collaudato.
Due attori sul palco, coadiuvati dalle loro capacità, dalle suggestioni della musica e dalla loro fantasia, faranno rivivere, tra il serio e il faceto, i grandi miti, i grandi racconti patrimonio dell’umanità. Lo scopo principale è narrare, o meglio rappresentare, i classici perché tutti possano apprezzarli e riscoprirli, o scoprirli, nella loro portata comunicativa e moderna, perché si rivelino come la fonte unica del grande oceano delle storie in cui navighiamo oggi e di cui, volenti o nolenti, non possiamo mai fare a meno. La storia è una, disse qualcuno, poi ci sono le variazioni su tema. Questo vogliamo raccontare, convinti di fare cosa gradita.
In questa seconda edizione, ci cimenteremo nella narrazione di un romanzo di avventure, nella tradizione più classica, pieno di peripezie e di colpi di scena, una storia quasi picaresca con un unico eroe: Odisseo, l’uomo dal multiforme ingegno. L’intero poema può essere letto come un fantasy collaudato, la favola di un disperato ritorno a casa e, nel raccontarlo ci concentreremo sulla serie di prove a cui l’eroe è sottoposto malgrado lui, ma anche a causa sua. Odisseo, per quanto desideroso di portare a termine il viaggio, non perde occasione per dimostrare le sue capacità, dando al suo ego nuovi stimoli e quella dose di adrenalina di cui uomini come lui non sanno fare a meno. Annoverato fra quegli eroi, quei martiri, quei maschi che peccano dell’eresia dell’amore di sé. Lo spettacolo si divide in tre parti, ciascuna su un tema diverso del poema:
 
CASTAWAY
Un figlio alla ricerca del padre, che è sperduto in mezzo all’Oceano. La situazione a Itaca. Telemaco parte per Pilo. Odisseo sull’isola di Ogigia con Calypso.
 
LEGGENDA DI UN UOMO STRAORDINARIO
Le peripezie di un marinaio curioso e avventato. Le disavventure di Odisseo raccontate dal medesimo alla Corte dei Feaci. Lestrigoni, Polifemo, Circe, Sirene, Scilla e Cariddi, discesa nell’Ade.
 
ITACA! ITACA!
Tornare a casa dopo tanto tempo e non sapere cosa si trova. Lo sbarco a Itaca. Il travestimento da Pellegrino. Eumeo il porcaio. Euriclea la nutrice. Penelope. La vendetta sui Proci.
 
 
 
 
 
 
10 AGOSTO, ORE 19.30 | MATELICA, TEATRO PIERMARINI
VISITA ALLE TERME ROMANE E AL GLOBO DI MATELICA
a cura di Comune di Matelica / Associazione Pro Matelica
 
DAL 14 LUGLIO AL 14 AGOSTO [OGNI MERCOLEDÌ], ORE 17.30
PORTO SAN GIORGIO, TEATRO COMUNALE
I MERCOLEDÌ DEL TURISTA
Itinerario storico sangiorgese alla scoperta delle antiche ville storiche
a cura di Comune di Porto San Giorgio
 
 
BIGLIETTI
 
posto unico numerato
15 euro
12 euro ridotto under 25, over 65 anni, convenzionati vari
Fermo Terra di nessuno
20 euro
il prezzo si intende per persona e non per auto [minimo 2 spettatori in ogni auto]
i biglietti sono acquistabili esclusivamente in prevendita fino alle ore 12 del giorno precedente
Urbisaglia A rivedere le stelle
20 euro
15 euro ridotto
Castelleone di Suasa, Monte Rinaldo, Osimo, Sirolo
10 euro
8 euro ridotto under 25, over 65 anni, convenzionati vari
Porto San Giorgio, Ancona
10 euro
Matelica La morte della Pizia, Eneide
10 euro
Matelica Nell’incanto di Calypso, Odissea
8 euro
Caldarola
5 euro
San Severino Marche
ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria con assegnazione del posto
 
BIGLIETTI
 
Ancona, Corte della Mole Vanvitelliana
Biglietteria Corte della Mole Vanvitelliana 331 8608346
la sera di spettacolo dalle ore 19.30
Ascoli Piceno, Teatro Romano
Biglietteria Teatro Ventidio Basso 0736 298770
martedì – sabato 9.30 - 12.30 e 17 - 20
Biglietteria Teatro Romano 334 6634432
la sera di spettacolo dalle ore 20.30
Caldarola, Piazza Vittorio Emanuele II
Biglietteria presso Piazza Vittorio Emanuele II 346 0956050
la sera di spettacolo dalle ore 20.30
Castelleone di Suasa, Anfiteatro Romano di Suasa
Biglietteria Anfiteatro Romano di Suasa 338 6230078
biglietteria la sera di spettacolo dalle ore 19.30
Corinaldo, Area Archeologica di Santa Maria in Portuno
Ufficio IAT 071 7978636
Biglietteria presso Area Archeologica 338 6230078
la sera di spettacolo dalle ore 19
Fabriano, Teatro Gentile
Biglietteria Teatro Gentile 0732 3644
due giorni precedenti lo spettacolo dalle 16 alle 19
il giorno di spettacolo dalle 19
Falerone, Teatro Romano
Associazione Culturale Minerva, Punto Informazioni 333 5816389
Biglietteria Teatro Romano 333 5816389
la sera di spettacolo dalle ore 20
Fano, ex Chiesa di San Francesco
Biglietteria Teatro della Fortuna 0721 800750
dal mercoledì al sabato dalle ore 17.30 alle 19.30
il mercoledì, il sabato e nei giorni di spettacolo anche dalle ore 10.30 alle 12.30
Biglietteria presso ex Chiesa di San Francesco
il giorno di spettacolo dalle ore 20
Fermo, Territorio del Comune di Fermo
Biglietteria Villa Vitali 331 2767671
dal martedì alla domenica dalle ore 16 alle ore 19
Macerata, Palazzo Buonaccorsi
Biglietteria dei Teatri 0733 230735
Biglietteria Palazzo Buonaccorsi
aperta il giorno di spettacolo dalle ore 20.30
Matelica, Piazza San Francesco
Biglietteria Teatro Piermarini 0737 85088
aperta due giorni precedenti e il giorno di spettacolo dalle 18 alle 20
Botteghino Piazza San Francesco
il giorno di spettacolo dalle 20.30
Associazione Pro Matelica, Ufficio Informazioni Turistiche
0737 85671 - 373 868 3790 www.promatelica.it
Monte Rinaldo, Area Archeologica La Cuma
Comune di Monte Rinaldo 0734 777121
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13
Biglietteria presso Area Archeologica La Cuma
il giorno di spettacolo dalle ore 17
Osimo, Chiostro di San Francesco
Biglietteria Teatro La Nuova Fenice 071 9307050
il giorno precedente lo spettacolo dalle ore 17 alle ore 20
il giorno stesso dalle ore 17 ad inizio spettacolo
Pesaro, Parco Miralfiore
Biglietteria Parco Miralfiore (ingresso via Respighi) 334 3193717 
aperta il giorno di spettacolo dalle ore 20
Biglietteria Teatro Rossini 0721 387621
[fino al 27 giugno] dal mercoledì al sabato dalle 17 alle 19.30
Biglietteria Teatro Sperimentale 0721 387548
[dal 30 giugno] dal mercoledì al sabato dalle 17 alle 19
Biglietteria Tipico.Tips 0721 34121
tutti i giorni dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.15 alle 20
dal 20 giugno anche dalle 21.15 alle 23
Rivendite Circuito Vivaticket
Porto San Giorgio, Rocca Tiepolo
Biglietteria Rocca Tiepolo 392 4450125
la sera di spettacolo dalle ore 20
San Severino Marche, Parco Archeologico di Septempeda, Terme Romane
Pro Loco San Severino Marche 0733 638414
dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19
Sirolo, Area Archeologica I Pini
Biglietteria Area Archeologica I Pini 347 9237933
la sera di spettacolo dalle ore 18
Urbisaglia, Anfiteatro Romano
Ufficio turistico Urbisaglia 0733 506566
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18
Biglietteria Anfiteatro Romano
la sera di spettacolo dalle ore 21
 
in caso di maltempo l’organizzazione comunicherà un luogo alternativo, se possibile
 
VENDITA ON LINE
 
www.vivaticket.com
 
INIZIO SPETTACOLI
 
ore 21.30; Fermo ore 18; Monte Rinaldo, Sirolo ore 19; Pesaro 21.15

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