STAGIONE TEATRALE 2022 2023 - PESARO

Indicazioni

QUANDO:

Dal 13/10/2022 - Al 23/04/2023

DOVE:

TEATRO SPERIMENTALE E TEATRO ROSSINI PESARO

(Pesaro/Urbino)

Stagioni Teatrali

PESARO 22.23 PROSA teatro sperimentale /teatro rossini 
PROGRAMMA 
13 - 16 / ottobre
ROSARIO LISMA, STELLA PICCIONI, VALENTINA PICELLO
GIORGIA SENESI, EMANUELE TURETTA
EDIFICIO 3
STORIA DI UN INTENTO ASSURDO
CLAUDIO TOLCACHIR
produzione Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa
Carnezzeria, Timbre 4
 
24 - 27 novembre
FEDERICO CIANCIARUSO, RICCARDO FINOCCHIO
MARTINA GIOVANETTI, ANDREA MAMMARELLA
EMANUELE PILONERO, CLARA SANCRICCA
SETTANTA VOLTE SETTE
CONTROCANTO COLLETTIVO
CLARA SANCRICCA
produzione Progetto Goldstein
 
8 - 11 / dicembre
LUCA GAUDIANO, JESSICA LORUSSO
UNA VOLTA NELLA VITA (Once)
GLEN HANSARD, MARKÉTA IRGLOVÀ
ENDA WALSH, JOHN CARNEY
MAURO SIMONE
produzione Compagnia della Rancia
 
19 - 22 / gennaio
VANESSA INCONTRADA, GABRIELE PIGNOTTA
SCUSA SONO IN RIUNIONE…TI POSSO RICHIAMARE?
GABRIELE PIGNOTTA
produzione a.ArtistiAssociati
 
9 - 12 / febbraio
STEFANO ACCORSI
AZUL
GIOIA, FURIA, FEDE Y ETERNO AMOR
DANIELE FINZI PASCA
produzione Nuovo Teatro, Fondazione Teatro della Toscana
Teatros del Canal, Madrid
 
9-12 / marzo
SILVIO ORLANDO
LA VITA DAVANTI A SÉ
ROMAIN GARY [EMILE AJAR]
SILVIO ORLANDO
produzione Cardellino
 
23-26 / marzo
SERGIO MUNIZ, DIEGO RUIZ
FRANCESCA NUNZI, MARIA LAURIA
CUORI SCATENATI
DIEGO RUIZ
produzione Carpe Diem Produzioni
 
20 - 23 aprile
COCHI PONZONI, MATTEO TARANTO
LE FERITE DEL VENTO
JUAN CARLOS RUBIO
ALESSIO PIZZECH
produzione Società per Attori
COMUNICATO STAMPA 
Una nuova, importante e corposa stagione di prosa con 32 appuntamenti per i teatri di Pesaro, Capitale Italiana della Cultura 2024 main partner Gruppo Hera, da ottobre 2022 ad aprile 2023 nata su iniziativa del Comune di Pesaro con l’AMAT e con il contributo di Regione Marche e Ministero della Cultura
L’inaugurazione del cartellone, in scena al Teatro Sperimentale prima e al Teatro Rossini appena completati i lavori di manutenzione, è affidata dal 13 al 16 ottobre a Edificio 3. Storia di un intento assurdo del Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa con Carnezzeria e Timbre 4, una commedia diretta da Claudio Tolcachir, acclamato drammaturgo e regista argentino che in Italia ha trovato una vera e propria seconda patria. Lo spettacolo, osannato dalla critica al debutto della scorsa stagione, racconta - grazie alla sapiente interpretazione di Rosario Lisma, Valentina Picello, Giorgia Senesi, Stella Piccioni, Emanuele Turetta - di cinque personaggi, che condividono lo spazio ristretto di un ufficio, le loro vicende personali vi si intrecciano, con momenti di commozione, effetti grotteschi e di comicità.
Dal 24 al 27 novembre è la volta di Settanta volte sette di Controcanto Collettivo, spettacolo vincitore de I Teatri del Sacro 2019 che affronta il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane in riferimento alla vita di due famiglie i cui destini s’incrociano. La pièce racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune e che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta. Ideazione e regia di Settanta volte sette sono di Clara Sancricca, in scena con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella ed Emanuele Pilonero.
Una volta nella vita (Once) della Compagnia della Rancia - musiche e liriche di Glen Hansard & Markéta Irglová, regia di Mauro Simone - dall’8 all’11 dicembre è molto più di una storia d’amore, è il racconto di vite vissute in un vortice continuo, tra sogni, speranze e vita reale, è un’emozionante storia di coraggio e perseveranza attraverso il linguaggio universale della musica con Luca Gaudiano e Jessica Lorusso. Tratto dall’omonimo film del 2006 scritto e diretto da John Carney, vincitore del Premio Oscar per la Miglior Canzone con Falling Slowly, Once diventa uno spettacolo musicale nel 2011, ottenendo fin da subito un grande successo.
Gabriele Pignotta nell’attuale e acutissima commedia Scusa sono in riunione... ti posso richiamare? in scena dal 19 al 22 gennaio accanto a Vanessa Incontrada dipinge il ritratto della sua generazione, quella dei quarantenni di oggi, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera ma non abbastanza adulta da poter smettere di ridere e ironizzare su se stessa.
Uno spettacolo sospeso fra sogno e semplicità, amicizia, ironia, fragilità, passione, tifo, musica e colori. Stefano Accorsi giunge a Pesaro dal 9 al 12 febbraio con Azul – Gioia, Furia, Fede y Eterno Amor, spettacolo scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca. In una città in cui il gioco del pallone è febbre, amore e passione, quattro amici fanno i conti con le loro rispettive vite e, facendo affiorare ricordi, provano a ricostruire una serenità andata a pezzi. Una storia coinvolgente di gente semplice, unita da un’amicizia inossidabile che li aiuta ad affrontare la vita stringendosi in un abbraccio delirante e commovente.
Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa. Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate e di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando, dal 9 al 12 marzo in veste di interprete e regista, conduce lo spettatore dentro le pagine del libro con leggerezza e ironia dando vita a un autentico capolavoro "per tutti" dove la commozione e il divertimento si inseguono senza respiro, con la musica dal vivo eseguita dall’Ensemble dell’Orchestra Terra Madre.
Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Sergio Muniz e Maria Lauria sono i protagonisti dal 23 al 26 marzo della commedia Cuori scatenati, al quarto anno di repliche acclamate dal pubblico, scritta e diretta da Diego Ruiz. Il ritorno di fiamma, si sa, può essere molto pericoloso. Quando il fuoco della passione si accende tra Diego e Francesca, le scintille divampano in maniera esagerata. Se poi a spegnere l’incendio ci si mette uno come Sergio Muniz, la situazione diventa veramente incontrollabile. Diego Ruiz, esperto nel mettere in scena i rapporti di coppia e le sue innumerevoli sfaccettature, affronta qui gli amori ormai finiti che in realtà non finiscono mai.
La stagione di prosa si avvia alla conclusione dal 20 al 23 aprile con Le ferite del vento di Juan Carlos Rubio, con Cochi Ponzoni e Matteo Taranto, regia di Alessio Pizzech. Il giovane Davide, alla morte del padre Raffaele si ritrova a dover sistemare le sue cose e viene a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare. Un racconto intenso, fatto di emozioni, Le ferite del vento riporta in superficie temi archetipici e li restituisce con un linguaggio vicino alla quotidianità capace di svelare la poesia delle piccole cose e riconsegna intatta allo spettatore l’originaria forza del teatro.
 
Rinnovo abbonamenti dal 14 al 29 settembre, nuovi abbonamenti dal 1 ottobre presso biglietteria Teatro Sperimentale 0721 387548. Informazioni www.teatridipesaro.it, AMAT 071 2072439, www.amatmarche.net.
Inizio spettacoli feriali ore 21, sabato ore 19, domenica ore 17.
13 - 16 / ottobre
EDIFICIO 3
STORIA DI UN
INTENTO ASSURDO
 
 
scritto e diretto da Claudio Tolcachir
traduzione Rosaria Ruffini
con Rosario Lisma, Valentina Picello, Giorgia Senesi, Stella Piccioni, Emanuele Turetta
produzione Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa, Carnezzeria srls, Timbre 4
in collaborazione con Aldo Miguel Grompone
 
Edificio 3. Storia di un intento assurdo è una commedia, che racconta di cinque personaggi, che condividono lo spazio ristretto di un ufficio; le loro vicende personali vi si intrecciano, con momenti di commozione, effetti grotteschi e di comicità.
C’è Sandra, single che fa di tutto per rimanere incinta (Giorgia Senesi); Ettore (Rosario Lisma), cinquantenne mammone, che solo dopo la morte della madre si avventura nelle prime goffe esperienze amorose; c’è la confusionaria, invadente, affettuosa Monica (Valentina Picello), che non sapendo vivere la propria vita, si infila in quelle altrui; c'è l’amore combattuto tra Manuel, ragazzo fragile e violento (Emanuele Turetta) e la più equilibrata Sofia (Stella Piccioni).
Tradimenti, equivoci, desideri irrefrenabili, sogni e rimpianti.
Tutta la vita davanti agli occhi degli spettatori, che si riconoscono in queste storie, perché Claudio Tolcachir sa metterci di fronte allo specchio dei nostri sentimenti.
Scritta con grande verità, la commedia è molto divertente, e dipinge personaggi commoventi e comici.
Siamo noi i cinque abitanti di Edificio 3. Siamo noi che rimpiangiamo il primo amore, che lottiamo ogni giorno contro la solitudine, che nel lutto scopriamo noi stessi, che ci tradiscono con chi meno ci aspettiamo, che non troviamo le parole, che mentiamo per nasconderci, che il dolore ci rende ridicoli, noi, ingenui a cinquant’anni, disincantati a venti.
 
NE HANNO SCRITTO…
 
Edificio 3 di Claudio Tolcachir inquieta e diverte, racconta di una apocalisse possibile e di vite impossibili, tutto con grande leggerezza e senso dell'attesa, in cui ciò che non si dice è, a tratti, più potente di ciò che si accade.
Nicola Arrigoni, “Sipario”, 19 ottobre 2021
 
Edificio 3. Storia di un intento assurdo è una commedia deliziosa, onesta e pensosa, di ottima fattura artigianale (cast eccellente, anche quando improvvisa), quanto spessore emotivo! Genuinamente contemporanea, parla di tutti noi, ma non se la tira affatto. […] E davvero allegria e gioco dona questo Edificio 3, nonostante la fragilità e la tristezza dei suoi personaggi: sul palco si piange, in platea si ride. Ma il dubbio è lo stesso per chiunque: “Come fanno gli altri, com’è che fanno gli altri?”. A vivere in questo squallido edificio-mondo senza buttarsi giù.
Camilla Tagliabue, “Il Fatto Quotidiano”, 9 ottobre 2021
 
… ma soprattutto lo strepitoso terzetto, Valentina Picello al meglio, Giorgia Senesi e Rosario Lisma. Non un tono sbagliato, e sulle loro insoddisfazioni, umiliazioni, insuccessi, inganni ci sfottono pure: uno spettacolo.
Anna Bandettini, “la Repubblica”, 7 ottobre 2021
 
E ancor di più ora il suo significato profondo, ammantato da una scrittura lieve e divertita, pennellata di grottesco e surreale, emerge, vestendosi di una realtà pandemica ben conosciuta, il vuoto delle esistenze, dei sentimenti, dei rapporti, della società che galleggia nel nulla di parole, del lavoro che manca.
Magda Poli, “Corriere della Sera”, 7 ottobre 2021
 
Edificio 3 dell'argentino Claudio Tolcachir, che la dirige nella versione italiana prodotta dal Piccolo, è una commedia in prodigioso equilibrio tra umorismo e pietas, con qualcosa di cechoviano nascosto tra le pieghe di un congegno drammaturgico ad alta precisione. Sara Chiappori, “Tuttomilano”, “la Repubblica”, 30 settembre 2021
24 - 27 novembre
SETTANTA
VOLTE SETTE
 
 
drammaturgia originale Controcanto Collettivo
ideazione e regia Clara Sancricca
con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti
Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca
voce fuori campo Giorgio Stefanori
scenografia Controcanto Collettivo con Antonia D’Orsi
costumi Francesca Di Giuliano
disegno luci Cristiano Di Nicola
uno spettacolo di Controcanto Collettivo
produzione Progetto Goldstein
con il sostegno di Straligut Teatro, Murmuris, ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo
Verdecoprente Re.Te. 2017
 
Spettacolo vincitore I Teatri del Sacro 2019
 
Settanta volte sette racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo.
 
Con Settanta volte sette il nostro collettivo affronta il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane. Nella sua gloriosa storia questo concetto ci sembra essere giunto ad un inglorioso epilogo, che lo vede soccombere alla logica - attualmente vincente - della vendetta. Un tempo ritenuto il punto di arrivo di un percorso destinato a pochi spiriti eletti, appare oggi, nell'opinione comune, come il rifugio dei più codardi e la scappatoia dei meno arditi, in una società che riconosce e accorda alla vendetta il primato nella risoluzione dei torti e dei conflitti. Chi perdona sembra sminuire il torto, giustificare l’offesa, mancare di rispetto alla vittima, farsi complice del colpevole. Eppure il perdono protesta per innescare pensieri diversi, per aprire a logiche nuove; protesta contro l’assunto che al male vada restituito il male. Ci ricorda che dentro la ferita, dentro la memoria del male subito e al di là di ogni convenienza, esiste la possibilità di un incontro. E che questa possibilità non ci sfida dall’alto dei cieli, ma è concreta, laica e umana.
Clara Sancricca
 
 
8 - 11 / dicembre
UNA VOLTA
NELLA VITA (Once)
 
 
libretto Enda Walsh
musiche e liriche Glen Hansard & Markéta Irglová
tratto dal film Once scritto e diretto da John Carney
traduzione italiana Emma Ray Rieti
traduzione e adattamento liriche italiane Matteo Volpotti
direzione musicale Antonio Torella
coreografie Gillian Bruce
disegno fonico Enrico Porcelli
disegno luci Valerio Tiberi
scene Stefano Antozzi
costumi Silvia Cerpolini, Fabio Cicolani
videoscenografie Digitalskenè
regia Mauro Simone
con Luca Gaudiano e Jessica Lorusso
e con Francesca Taverni, Maurizio Desinan, Matteo Volpotti
Giulio Benvenuti, Andrea Luterotti, Monja Marrone
Niccolò Minonzio, Miriam Pilla, Andrea Salvadè
produzione Compagnia della Rancia
su licenza di Music Theatre International www.mtishows.eu
 
Una volta nella vita (Once) è molto più di una storia d’amore tra un Ragazzo e una Ragazza: è il racconto di vite vissute in un vortice continuo, tra sogni, speranze evita reale, è un’emozionante storia di coraggio e perseveranza attraverso il linguaggio universale della musica. Tratto dall’omonimo film irlandese del 2006, vincitore del Premio Oscar per la Miglior Canzone con Falling Slowly, Once diventa uno spettacolo musicale nel 2011, ottenendo fin da subito un grande successo. Vederlo una volta non basta. La storia di un Ragazzo che ha rinunciato all'amore e alla musica e della Ragazza che lo ha ispirato per sognare di nuovo è un vero e proprio inno.
Fin dalla prima nota, Una volta nella vita cattura e non lascia più andare. Emozionalmente travolgente, grazie a una colonna sonora che ha vinto un Oscar, un Grammy Award, un Olivier Award e un Tony Award, è una straordinaria esperienza teatrale con un eccezionale gruppo di 11 attori/musicisti che suonano i propri strumenti in scena, oltre a cantare e recitare. Una volta nella vita racconta la storia di un musicista di strada di Dublino, sul punto di rinunciare ai propri sogni, e di una giovane donna colpita dalle sue inquiete canzoni d'amore. Un racconto indimenticabile sull’inseguire i propri sogni, sul rifiuto di vivere nella paura e sul potere che la musica ha di connetterci tutti. Uno spettacolo dolorosamente bello e gioiosamente edificante, che colpisce il pubblico in modo indelebile.
 
Una semplice piantina della città di Dublino si appoggia sul palcoscenico come un lenzuolo, le strade disegnate aiutano il pubblico ad orientarsi in una realtà che non conosce, ma che presto imparerà ad amare. Al centro del grande foglio campeggia la scritta: DUBLIN. Il cast è già sul palco mentre entra il pubblico. Suona, canta, liberamente... e inizia a fare amare il suono inconfondibile della musica folk irlandese. La jam session coinvolge il pubblico immediatamente e poi, come uno schiaffo al cuore, si presenta un “Ragazzo” che, con la sua voce graffiante e profonda, canta di un amore perduto. Amare è dire sì ogni giorno, incondizionatamente, è superare la paura di dire: “mi sono innamorato di te, per la prima volta”. Amare vuol dire aiutare qualcuno senza aspettarsi nulla in cambio. Amare vuol dire avere coraggio. Il coraggio di lasciare l’idea di amore idilliaco, della favola, del "vissero felici e contenti". Il coraggio di una musica che urla dolore, ma che si trasforma in una lacrima di libertà. Libertà per vivere una volta nella vita, in modo profondo, senza lasciarci sfuggire nessun attimo. Quella volta sarà per sempre. E resterà dentro ognuno di noi. Anche se il distacco talvolta sembra una ferita, in realtà è una carezza che arriva per farci comprendere come vivere senza rancori. Mauro Simone
19 - 22 / gennaio
SCUSA SONO IN RIUNIONE…
TI POSSO RICHIAMARE?
 
 
una commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta
con Vanessa Incontrada, Gabriele Pignotta
e con Fabio Avaro, Siddhartha Prestinari, Nick Nicolosi
scene Matteo Soltanto
costumi Valter Azzini
luci Pietro Sperduti
musiche Stefano Switala
produzione a.ArtistiAssociati
 
 
Pignotta dipinge il ritratto della sua generazione, quella dei quarantenni di oggi, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera ma non abbastanza adulta da poter smettere di ridere ed ironizzare su se stessa.
Cosa succederebbe se queste stesse persone, per uno scherzo di uno di loro, si ritrovassero protagonisti di un reality show televisivo? Scusa sono in riunione... ti posso richiamare? è un’attuale e acutissima commedia degli equivoci che, con ironia, ci invita a riflettere sull’ossessione della visibilità e sulla brama di successo che caratterizzano i nostri tempi.
 
Una commedia geniale, travolgente assolutamente da non perdere!
 
 
9 - 12 / febbraio
AZUL
GIOIA, FURIA
FEDE Y ETERNO AMOR
 
 
scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
con Stefano Accorsi
e con Luciano Scarpa, Sasà Piedepalumbo, Luigi Sigillo
designer luci Daniele Finzi Pasca
scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Buzzi
video designer Roberto Vitalini
musiche originali Sasà Piedepalumbo
un ringraziamento speciale a Rodrigo D’Erasmo
per l’orchestrazione del brano finale Coro Azul
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Teatros del Canal, Madrid
 
 
In una città dove il gioco del pallone è febbre, amore e passione quattro amici fanno i conti con le loro rispettive vite e facendo affiorare ricordi, provano a ricostruire una serenità andata a pezzi. Nella loro semplicità, hanno qualcosa di molto singolare e unico che li accomuna; la passione folle per la squadra del cuore e infanzie originali, quasi fiabesche. Sono fatti di materia semplice come il pane, ma la domenica, allo stadio si fanno travolgere da una furia che ogni volta li spazza e li sconquassa. C’è gioia, amarezza, ironia e tanta voglia di sorridere mentre evocano le vittorie, i momenti di estasi, le sconfitte e le tragedie che hanno condiviso negli anni.
Una storia di gente semplice, unita da un’amicizia inossidabile che li aiuta ad affrontare la vita stringendosi in un abbraccio delirante e commovente.
 
“Ho sempre raccontato storie di personaggi carichi di umanità, fragili e trasognati. Il mio teatro è costruito riproducendo il linguaggio dei sogni. Procede per allusioni, associazioni di idee. I ricordi emergono come bollicine che tornano a galla in una bibita che ammazza la sete nelle giornate di caldo fuoco. Cerco di costruire immagini rarefatte, sospese in un tempo inventato, leggero. Amo i colpi di scena, i finali a sorpresa, le macchine teatrali, la magia e l’illusione. Sono cresciuto nel mondo del teatro e poi sono stato rapito dai grandi eventi: spettacoli monumentali per il Cirque du Soleil, Cerimonie Olimpiche. Però, ogni volta che ritrovo l’odore e il sapore della scena, mi sembra di tornare a casa e di riscoprire le mie radici.
Credo siano clown i personaggi che popolano le mie storie dato che sussurrano, inciampano, ridono e si commuovono. Sono fatti di cristallo, di burro e di zucchero e con un colpo di vento si trasformano in giganti. Ho avuto la fortuna di incontrare Stefano Accorsi, Luciano Scarpa, Sasà Piedepalumbo e Luigi Sigillo attori carichi di umanità, mestiere e passione. Con loro è stato facile dare vita a questa piccola rapsodia dedicata a quanti non si danno mai per vinti. Daniele Finzi Pasca
 
Far parte di uno spettacolo così sospeso fra sogno e semplicità, fra amicizia, ironia, fragilità, passione, tifo, musica e colori, dopo un periodo come quello che abbiamo vissuto e dal quale ancora non siamo totalmente usciti, è una meravigliosa avventura. Daniele Finzi Pasca scrive in modo tridimensionale, bisogna letteralmente entrare nel suo mondo per abitarlo e viverlo, sentirlo senza voler spiegare ogni cosa. Personaggi veri e al tempo stesso trasognati, clown toccanti e divertenti nei quali ci si riconosce tantissimo tutti. Con Luciano Scarpa, Sasà Piedepalumbo e Luigi Sigillo in scena è puro divertimento anche quando si toccano le corde più profonde e intime.
Sono felice che con il Teatro della Pergola e Nuovo Teatro continui questa collaborazione così libera artisticamente, non vedo l’ora di ritrovare il pubblico in tutti i teatri italiani! Stefano Accorsi
 
 
9-12 / marzo
LA VITA
DAVANTI A SÉ
 
 
tratto dal romanzo La Vie Devant soi
di Romain Gary [Emile Ajar]
© Mercure de France, diritti teatrali gestiti dalle edizioni Gallimard con il nome di “Roman Gary” come autore dell’opera originale
traduzione Giovanni Bogliolo
edizione Biblioteca Neri Pozza
riduzione, interpretazione e regia Silvio Orlando
direzione musicale Simone Campa
con Ensemble dell’Orchestra Terra Madre
Simone Campa chitarra battente, percussioni
Gianni Denitto clarinetto, sax
Maurizio Pala fisarmonica
Kaw Sissoko kora, Djembe
scene Roberto Crea
disegno luci Valerio Peroni
costumi Piera Mura
 
 
Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Un autentico capolavoro "per tutti" dove la commozione e il divertimento si inseguono senza respiro. Inutile dire che il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo la convivenza tra culture religioni e stili di vita diversi. Il mondo ci appare improvvisamente piccolo claustrofobico in deficit di ossigeno I flussi migratori si innestano su una crisi economica che soprattutto in Europa sembra diventata strutturale creando nuove e antiche paure soprattutto nei ceti popolari, i meno garantiti. Se questo è il quadro quale funzione può e deve avere il teatro. Non certo indicare vie e soluzioni che ad oggi nessuno è in grado di fornire, ma una volta di più raccontare storie emozionanti commoventi divertenti, chiamare per nome individui che ci appaiono massa indistinta e angosciante. Raccontare la storia di Momo’ e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Garay dovrebbero essere uno slogan e una bussola in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: “bisogna voler bene”.
 
 
23-26 / marzo
CUORI
SCATENATI
 
 
scritto e diretto da Diego Ruiz
con Francesca Nunzi, Diego Ruiz
Sergio Muniz, Maria Lauria
scene Mauro Paradiso
disegno luci Fabrizio Sensini
musiche Stefano Magnanensi
costumi MMDV
produzione Carpe Diem Produzioni
 
 
Il ritorno di fiamma, si sa, può essere molto pericoloso. Quando il fuoco della passione si accende tra Diego e Francesca, le scintille divampano in maniera esagerata. Se poi a spegnere l’incendio ci si mette uno come Sergio Muniz, la situazione diventa veramente incontrollabile. E cosa succederebbe se la futura sposa, praticamente con un piede sull’altare, venisse a scoprire tutto? Una coppia scoppiata da anni si incontra clandestinamente per un’insensata ultima notte d’amore prima di suggellare il divorzio definitivo, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo, anzi dietro la porta. Al quarto anno di repliche acclamate dal pubblico, torna la nuova esilarante commedia di Diego Ruiz, ormai esperto nel mettere in scena i rapporti di coppia e le sue innumerevoli sfaccettature, che questa volta affronta gli amori ormai finiti che in realtà non finiscono mai. Vale la pena dare una seconda possibilità? Oppure si rischia di ritrovarsi la solita minestra riscaldata? Questi e tanti altri interrogativi sono alla base di questa spassosa commedia in cui tutti i personaggi si trovano nel posto sbagliato nel momento più sbagliato, dando vita a una girandola di equivoci e situazioni paradossali.

 
20 - 23 aprile
LE FERITE
DEL VENTO
 
 
di Juan Carlos Rubio
con Cochi Ponzoni, Matteo Taranto
regia Alessio Pizzech
scene Alessandro Chiti
costumi Carla Ricotti
musiche Paolo Coletta
light designer Michele Lavanga
produzione Società per Attori, Città della Spezia
 
 
Il giovane Davide, alla morte del padre Raffaele si ritrova a dover sistemare le sue cose. Nel perfetto ordine degli oggetti lasciati dal genitore, uno scrigno chiuso ermeticamente attira la sua attenzione. Dopo aver forzato la serratura, per la quale sembra non esistere nessuna chiave, al suo interno scopre una fitta corrispondenza ingiallita dal tempo. La lettura di quei fogli, ricevuti e gelosamente conservati, lo porta a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare: il padre aveva una relazione con Giovanni, il misterioso mittente di quelle lettere appassionate. Chi è questo sconosciuto che improvvisamente emerge dalle ombre della memoria? Dopo un primo momento di sconcerto, Davide decide di affrontarlo. Nel corso di tre intensi confronti che generano un flusso di parole di una potenza deflagrante, si fronteggiano Giovanni, ironico e divertente, capace di strappare un sorriso anche di fronte al dolore della perdita, e Davide, irruento e orgoglioso, che ci rende partecipi della sua legittima smania di sapere. Ne scaturisce un acceso duello teatrale dal quale emergono i tratti di un uomo che Davide stenta sempre più a riconoscere come suo padre. Carlos Rubio ci introduce nel labirinto del legame profondo, misterioso, senza limiti di spazio e tempo, che si è instaurato da anni tra Giovanni e Raffaele, all'insaputa della famiglia di quest'ultimo. Giovanni diventa per Davide compagno di lutto, amico, confidente; assume tutte le sembianze che il giovane istintivamente gli riconosce. La storia presente e passata, man mano che procede, si fa più appassionante, ogni battuta svela nuovi elementi che sorprendono e commuovono, costringendo lo spettatore a indossare ora i panni di Giovanni ora quelli di Davide. Al centro domina la presenza-assenza di Raffaele, che non corrisponde a nessuna delle immagini di uomo e padre che egli ha dato di sé in vita. Ma quando finalmente le cose sembrerebbero ritrovare un loro senso, le lettere che hanno tenuto le fila di questa relazione tornano ad essere le vere protagoniste del racconto nel momento in cui Giovanni mostra a Davide le risposte che Raffaele gli inviava.
 
Un racconto intenso, fatto di emozioni che narrano la bellezza e lo stupore di quando, fuggendo dagli stereotipi, viene rimesso in gioco il significato delle parole padre e figlio.
Preziosi oggetti di scena, sospesi nel buio e illuminati da tagli di luce, disegnano lo spazio dove viene raccontata la storia di due uomini che, attraverso un serrato dialogo tra loro, con se stessi e con il pubblico, svelano quanto illusoria sia la convinzione di conoscere le persone care, quanto in realtà si sia estranei al loro universo interiore e quanto sia necessario sospendere il giudizio quando si parla di “amore”.
I due protagonisti, nel corso dello spettacolo, si muovono da un punto all'altro della scena avvolti da un'atmosfera di luci e sonorità che si colorano di volta in volta delle suggestioni di un parco o dei rumori di un interno, portando con loro un racconto di vita nel quale è l'umanità dei personaggi a pervadere quella degli interpreti.
Le ferite del vento riporta in superficie temi archetipici e ce li restituisce con un linguaggio vicino alla quotidianità ma capace di svelare la poesia delle piccole cose, quella in cui ogni gesto e ogni sguardo rivela una melodia dell'anima che affascina e riconsegna intatta allo spettatore l’originaria forza del teatro. Alessio Pizzech

 
ABBONAMENTI
 
RINNOVI
da mercoledì 14 a venerdì 16 settembre TURNO A (turno del giovedì)
da sabato 17 a lunedì 19 settembre TURNO B (turno del venerdì)
da martedì 20 a giovedì 22 settembre TURNO C (turno del sabato)
da venerdì 23 a domenica 25 settembre TURNO D (turno della domenica)
lunedì 26 e martedì 27 settembre CAMBI TURNO riservato agli abbonati 2022 turni del martedì e del mercoledì
mercoledì 28 e giovedì 29 settembre CAMBI TURNO
 
NUOVI
da sabato 1 ottobre
 
BIGLIETTERIA TEATRO SPERIMENTALE
da mercoledì 14 settembre a martedì 4 ottobre
tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19:30
chiuso venerdì 30 settembre
 
ABBONAMENTO PROSA [8 SPETTACOLI]
settore A € 200            ridotto fino a 29 anni € 160                 ridotto fino a 19 anni € 120
settore B € 160            ridotto fino a 29 anni € 120                  ridotto fino a 19 anni € 80
 
 
BIGLIETTI
 
da mercoledì 5 ottobre
vendita biglietti per tutti gli spettacoli
 
BIGLIETTERIA TEATRO SPERIMENTALE
dal mercoledì al sabato dalle 17 alle 19:30
Nei giorni di spettacolo anche dalle 10 alle 13
e dalle 17 ad inizio spettacolo
la domenica di spettacolo dalle 16
 
BIGLIETTI PROSA
settore A € 25              ridotto fino a 29 anni € 20                   ridotto fino a 19 anni € 15
settore B € 20              ridotto fino a 29 anni € 15                   ridotto fino a 19 anni € 10
 
 
VENDITA ONLINE
 
www.amatmarche.net, www.vivaticket.com, www.teatridipesaro.it
l’acquisto online comporta un aggravio del costo del biglietto in favore del gestore del servizio
 
 
INIZIO SPETTACOLI
 
feriali ore 21 | sabato ore 19 | domenica ore 17
 
 
INFORMAZIONI
 
Teatro Sperimentale 0721 387548
www.teatridipesaro.it
AMAT 071 2072439
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