STAGIONE TEATRALE - ASCOLI PICENO

Indicazioni

QUANDO:

Dal 10/10/2026 - Al 30/04/2027

DOVE:

TEATRO VENTIDIO BASSO ASCOLI PICENO

(Ascoli Piceno)

Stagioni Teatrali

COMUNE DI ASCOLI PICENO AMAT con il contributo di REGIONE MARCHE MINISTERO DELLA CULTURA 
TEATRO VENTIDIO BASSO STAGIONE 2026.27 
STAGIONE 26/27
10 E 11 OTTOBRE
AMBRA ANGIOLINI
LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W
STEFANO BENNI
DARDUST
 
31 OTTOBRE E 1 NOVEMBRE
ANNA FERZETTI
PEOPLE, PLACES & THINGS
COSE, POSTI & PERSONE
DUNCAN MACMILLAN
PIERFRANCESCO FAVINO
 
17 E 18 NOVEMBRE
LORENZO GRILLI, MARTINA STELLA
CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA
THE BROADWAY MUSICAL
LUCIANO CANNITO
 
12 E 13DICEMBRE
MVULA SUNGANI PHYSICAL DANCE
EMANUELA BIANCHINI
DAMIANO GRIFONI
CARUSO 2.0
PASSIONE 2.0
LUCIO DALLA, CARUSO
 
23 E 24 GENNAIO
GIACOMO GIORGIO, GIORGIO PASOTTI
OTELLO
WILLIAM SHAKESPEARE
DACIA MARAINI
 
17 E 18 FEBBRAIO
SILVIO ORLANDO
IL BERRETTO A SONAGLI
LUIGI PIRANDELLO
ANDREA BARACCO
 
12 E 13 MARZO
ALESSANDRO AVERONE, MADDALENA CRIPPA
PLATONOV
ANTON ČECHOV
PETER STEIN
 
29 E 30 APRILE
STEFANO ARTISSUNCH, STEFANO DE BERNARDIN
LAURA GRAZIOSI,STEFANO TOSONI, LORENZO ARTISSUNCH
SMANIE PER LA VILLEGGIATURA
CARLO GOLDONI
FUORI ABBONAMENTO
8 GENNAIO
BALLETTO DI MILANO
Il LAGO DEI CIGNI
 
2 APRILE
FLAVIA MASTRELLA
ANTONIO REZZA
METADIETRO
nell’ambito di TeatrOltre 2027
 
RAGAZZI 
5 DICEMBRE
FACTORY COMPAGNIA TRANSADRIATICA
PINOCCHIO
UN BAMBINO COME TUTTI GLI ALTRI
 
17 GENNAIO
MADAME REBINÉ
THE FINAL MATCH POINT
COMMEDIA CIRCENSE
 
20 FEBBRAIO
COMPAGNIA DIMITRI/CANESSA
ASSOCIAZIONE SOSTA PALMIZI
CUOR DI CONIGLIO
 
20 MARZO
LA BARACCA – TESTONI RAGAZZI
BIANCANEVE
 
3 APRILE
LA LUNA NEL LETTO
JACK, IL RAGAZZINO
CHE SORVOLÒ L’OCEANO
UNA STORIA TRA CIELO E MARE
Grandi interpreti per la Stagione 2026/2027 del Teatro Ventidio Basso, promossa dal Comune di Ascoli Piceno e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura.Un cartellone ricco e articolato che prende avvio il 10 ottobre, un viaggio attraverso storie, emozioni e linguaggi differenti, in equilibrio tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di offrire al pubblico occasioni di incontro, riflessione e condivisione. Il programma si articola in 23 appuntamenti in abbonamento e fuori abbonamento e attraversa i linguaggi della grande drammaturgia classica, del musical, della danza e dello spettacolo per le nuove generazioni. 
Ad aprire la stagione, il 10 e 11 ottobre, èAmbra Angiolini con La misteriosa scomparsa di W, testo di Stefano Benni, che segna il suo debutto alla regia. Un lavoro intenso e visionario, accompagnato dalle composizioni sonore di Dardust, che indaga con ironia e profondità le fragilità dell’individuo contemporaneo.Il 31 ottobre e 1 novembre Anna Ferzettiè la protagonista di People, Places & Things di Duncan Macmillan, spettacolo diretto da Pierfrancesco Favino, potente riflessione sull’identità, sulle dipendenze e sulla possibilità di rinascere.Il grande musical arriva in scena il 17 e 18 novembre con Cantando sotto la pioggia, uno dei titoli più amati di sempre, nell’adattamento firmato da Luciano Cannito, con Lorenzo Grilli e Martina Stella. Una produzione spettacolare che porta sul palco tutta la magia del capolavoro cinematografico ambientato nella Hollywood degli anni Venti.La danza è protagonista il 12 e 13 dicembre con Caruso 2.0 – Passione 2.0 della Mvula Sungani Physical Dance, omaggio a Lucio Dalla, Caruso e alla cultura mediterranea attraverso il linguaggio coreografico innovativo e coinvolgente di Mvula Sungani.Il nuovo anno si aprel’8 gennaio con il fascino immortale de Il lago dei cigni, affidato al Balletto di Milano in un allestimento, fuori abbonamento, rinnovato che coniuga tradizione e sensibilità contemporanea.Il 23 e 24 gennaio il pubblico è invitato ad assistere a una nuova lettura di Otello di William Shakespeare, con la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia di Giorgio Pasotti, in scena insieme a Giacomo Giorgio in uno spettacolo capace di mettere in dialogo il classico con le urgenze del presente.Il 17 e 18 febbraio uno dei massimi interpreti del teatro italiano, Silvio Orlando, porta al Ventidio Basso Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, diretto da Andrea Baracco, in una rilettura che restituisce tutta la forza tragica e contemporanea dell’autore siciliano.A marzo, il 12 e 13, arriva in scena uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale italiana: Platonovdi Anton Čechov diretto da Peter Stein, maestro assoluto della regia europea, con Alessandro Averone,Maddalena Crippa e una numerosa compagnia di tredici attori. Un grande affresco umano che conferma l’attenzione del cartellone per il teatro d’autore di altissimo livello.Il 2 aprile, nell’ambito di TeatrOltre 2027 e fuori abbonamento, Antonio Rezza– Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2018 –e Flavia Mastrella tornano ad Ascoli Piceno con Metadietro, nuova creazione ironica, provocatoria e visionaria, nel segno di una ricerca scenica sempre originale.A chiudere la stagione in abbonamento, il 29 e 30 aprile, èSmanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni, diretto e interpretato da Stefano Artissunch–con Stefano De Bernardin, Laura Graziosi, Stefano Tosoni, Lorenzo Artissunch–, una brillante commedia che affronta con sorprendente attualità il tema dell’apparenza e delle dinamiche sociali.
 
Il Teatro Ventidio Basso rinnova il proprio impegno verso il pubblico delle famiglie e delle nuove generazioni con la rassegna Ragazzi, composta da cinque spettacoli che coniugano qualità artistica, immaginazione e valore educativo.Dal Pinocchio. Un bambino come tutti gli altri di Factory Compagnia Transadriatica (5 dicembre), alla comicità circense di The final match pointdi Madame Rebiné (17 gennaio); dalla poetica contemporanea di Cuor di coniglio della Compagnia Dimitri/Canessa(20 febbraio) alla rilettura di Biancanevefirmata La Baracca – Testoni Ragazzi (20 marzo), fino a Jack, il ragazzino che sorvolò l’oceanode La Luna nel letto(3 aprile), il cartellone dedicato ai più giovani propone percorsi di crescita, inclusione e fantasia capaci di coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie.
 
Informazioni presso Biglietteria del Teatro (0736 298770), dal 22 settembre vendita nuovi abbonamenti.
10 E 11
OTTOBRE
 
LA MISTERIOSA
SCOMPARSA DI W
 
di Stefano Benni
interpretato e diretto daAmbra Angiolini
composizioni sonore Dardust
light designer Marco Filibeck
scenografia Chiara Modolo
con le creazioni artistiche di Cracking Art
assistente alla regia Beatrice Cazzaro
consulenza Gio Reyes
costumi Gentucca Bini
produzione Teatro Carcano Milano
 
 
La misteriosa scomparsa di W, testo di Stefano Benni,vede il debutto alla regia di Ambra Angiolini, un lavoro che definisce reale efortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’hafatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche.
Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce Angiolini, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo,nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario diBenni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per ritrovare quel che le manca, perriconquistare il suo pezzo V di W.
“W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solidanelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in unmondo apparentemente troppo cinico e senza più umane ambizioni.
 
W una mattina si sveglia e non è più “a posto”, molte cose non tornano nel suo sentire. Tutte lepromesse che le erano state fatte da piccola non sono state mantenute e i rapporti, per lo piùdisumani, hanno rotto tutto quello che era intero. Ai suoi piedi, in una piscina di macerie, pezzidi plastica, gli scarti di materiale velenoso di cui il mondo ormai si nutre. W apre gli occhi e siguarda intorno. Esce dal suo coniglio che ora è tanto grande da contenerla tutta, imprigionatapiù che protetta da un bisogno di infanzia perenne, per sentire meno il male che fa lo stare almondo come ci stanno tutti gli altri.
Il corpo di W è postbellico fuori dal suo “coniglio”, esploso in mille pezzi: W li cercherà uno aduno. Scoprirà che nessuno dei suoi pezzi ha la forma o la grandezza di prima e che quindi losforzo non sarà solo quello di cercarli, ma capire come rimetterli comunque e nonostante tuttoal loro posto: “Sono solo una povera donna con tutti i suoi pezzi... tutti i suoi pezzi... a posto!Bastardi...”.
 
W incarna tutte quelle persone che non vogliono morire ma non sanno come si fa a vivere inquesta vita. Uno spettacolo esperienziale: nessuno verrà soltanto per sedersi e guardare. Glispettatori porteranno quel che provano, sentono, e Ambra-W cercherà, nella sua espressioneartistica più anticonformista, di far vivere tutta questa umanità che fuori dal circuito teatralenon è facilmente applicabile alla vita. Per chi accetterà l’invito sarà, per un’ora e quindici,autorizzato a essere ancora l’invenzione migliore sul pianeta. Una serata biologica, dove
l’artificiale non esiste, dove tornare ad essere “noi” è l’unico artificio.
Per permettere a tutto quello che vivrà sul palco di avere sempre qualcosa da dire, abbiamo chiesto alla Cracking Art di abitare lo spazio di W. Vogliamo ricreare un luogo dove le intenzioninel fare arte convergono per sostenere e rafforzare i concetti che le parole, il corpo e la voce diAmbra proveranno a far arrivare giù dal palco. Cracking Art è un movimento fondato nel 1993da Alex Angi, Renzo Nucara, Sweetlove, Marco Veronese e Kicco. “Cracking” come la chiamataalla reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo ilmomento in cui il naturale permuta in artificiale. La plastica ha in sé le radici di una storia chedura da millenni, un brano culturale in cui la natura umana mostra una resa consapevoledell’inevitabilità del fatto che il nostro mondo stia diventando sempre più artificiale. Rigenerarela plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandolenuova vita; farne opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo,esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura.
 
E ancora... che suono ha un corpo quando viene “rotto”? E quando si “ricompone”? Da questadomanda è partita Ambra Angiolini alla ricerca di Dardust come compagno di suoni emotivipotentissimi e spesso non conformi. Dardust è il visionario che fonde la profondità dellamusica classica con la forza pulsante dell’elettronica contemporanea. Pianista, compositoree produttore tra i più innovativi della scena europea, ha ridefinito il concetto di musicastrumentale portandola fuori dai confini tradizionali. Dietro il suo alias si cela Dario Faini,autore affermato per artisti del calibro di Mahmood ed Elisa, ma è con il progetto Dardust chela sua anima artistica esplode in tutta la sua originalità. Le ultime novità lo vedono protagonistadi una nuova fase artistica: tra collaborazioni internazionali e un nuovo tour europeo, Dardustsi conferma una presenza imprescindibile per chi cerca un concerto che non sia solo daascoltare, ma da vivere sulla pelle.
 
 
31 OTTOBRE
1 NOVEMBRE
 
PEOPLE, PLACES
& THINGS
COSE, POSTI & PERSONE
 
di Duncan Macmillan
traduzione Monica Capuani
con Anna Ferzetti
e conBetti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis
eLuca Massaro, Maria Giulia Toscano
Giorgio Stefani, Sofia Capo
Gabriele Badaglialacqua, Marta Virginia Morgavi
regiaPierfrancesco Favino
scena Luigi Ferrigno
costumi Roberto Chiocchi
luci Bianca Peruzzi
maestro di voce Susan Main
aiuto regia Luca Bargagna
movimenti scenici Marco Angelilli
produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo
in coproduzione con Teatro Stabile Catania
 
per gentile concessione di Agenzia Danesi Tolnay
 
 
Emma è in scena, è Nina nel Gabbiano di Cechov.
Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri.
Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?
Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via.
Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.
 
Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra.
A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare.
In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.
Pierfrancesco Favino

 
17 E 18
NOVEMBRE
 
CANTANDO
SOTTO LA PIOGGIA
THE BROADWAY MUSICAL
 
basato sul film della Metro-Goldwyn-Mayer
per gentile concessione di Warner Bros. Theatre Ventures, Inc.
musiche pubbliche da EMI, tutti i diritti amministrati da Sony/ATV Music Publishing LLC
(coreografie originali del film di Gene Kelly e Stanley Donen)
prodotto in collaborazione con Maurice Rosenfield, Lois F. Rosenfield e Cindy Pritzker, Inc.
in accordo con Music Theatre International
 
libretto Betty Comden e Adolph Green
canzoni Nacho Herb Brown e Arthur Freed
traduzione, adattamento regia e coreografieLuciano Cannito
traduzione liriche Luciano Cannito e Laura Galigani
conLorenzo Grilli
con la partecipazione diMartina Stella
e con Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro, Sergio Mancinelli
e Michael Pagliaro, Felice Lungo,Filippo Tagliaferri
Valentina Danieli, Claudia Fois,Sara Buccarella
Emma Marcotulli, Chiara Di Nicola, Beatrice Sartori
Giulia Rubino,Salvatore Xhilone, Alberto Casalegno
Adriano Voltini, Lodovico Gaffuri, Devid Esposito
scene Italo Grassi
costumi Silvia Califano
direzione musicale Ivan Lazzara
disegno luci Valerio Tiberi
disegno audio Franco Patimo
produzione Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT
 
 
Uno dei musical più amati di sempre, lo spettacolo porta in scena tutta la magia, l’ironia ela leggerezza del celebre film del 1952, in un adattamento firmato da Luciano Cannito, che curaanche la regia e le coreografie.
Questa versione italiana si distingue per un tono ancora più comico e gioioso, capace di conquistareil pubblico di tutte le età grazie a una regia brillante e a un ritmo travolgente.
Un cast d’eccezione, selezionato attraverso audizioni nazionali, che garantisce uno standardaltissimo di talento tra canto, danza e recitazione.Il progetto si avvale di un team creativo di primo livello: le scene sono firmate dal maestro ItaloGrassi, mentre i raffinati costumi portano la firma di Silvia Califano, figlia del leggendariocantautore Franco Califano.La direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara, mentre il visionario Valerio Tiberi firma ilsuggestivo disegno luci: entrambi professionisti di spicco nel panorama dei grandi allestimentiteatrali internazionali.Il disegno audio di Franco Patimo restituisce con precisione e profondità tutta la ricchezza sonora
dello spettacolo, integrando musica, voci e ambienti in modo armonico e coinvolgente. Un lavoroaccurato e invisibile che contribuisce in modo essenziale alla resa emotiva e spettacolare delmusical, rendendo ogni scena viva, presente e vibrante.
Il musical, tratto dall’omonimo film del 1952 diretto da Gene Kelly e Stanley Donen, è ambientatonella scintillante Hollywood degli anni ’20, nel pieno della transizione dal cinema muto a quellosonoro. Al centro della storia, Don Lockwood, star del cinema muto, e il suo inseparabile amicoCosmo Brown, impegnati a trasformare un film in un successo del “nuovo” cinema parlato.L’impresa, tuttavia, si complica a causa della voce stridula della co-protagonista Lina Lamont: sarà lagiovane e talentuosa Kathy Selden a salvare il progetto, prestando segretamente la sua voce a Lina.Una trama fatta di fraintendimenti, colpi di scena ed esilaranti momenti comici.E naturalmente, non può mancare l’iconica scena sotto la pioggia, realizzata con sorprendenti effettispeciali che lasceranno il pubblico a bocca aperta.Una produzione brillante, coinvolgente e piena di energia, che farà cantare, ridere e sognare...proprio sotto la pioggia.
 
Portare in scena Cantando sotto la pioggia significa confrontarsi con un capolavoro assoluto delmusical, un’icona del cinema e del teatro musicale che ha segnato l’immaginario collettivo di interegenerazioni. Ma non si tratta solo di omaggiare un classico: è soprattutto l’occasione per restituire alpubblico contemporaneo tutta la sua energia vitale, la sua ironia intelligente, la sua contagiosa gioiadi vivere.
In questa nuova edizione italiana ho scelto di accentuare il tono comico e brillante della storia,esaltandone la leggerezza e lo spirito giocoso, senza però rinunciare alla profondità del contestostorico e culturale in cui è ambientata: la Hollywood degli anni Venti, nel pieno di una rivoluzionetecnologica e artistica, quella del passaggio dal muto al sonoro.
Questo passaggio epocale fa da sfondo a una vicenda che parla, in fondo, del potere trasformativodell’arte, della resilienza degli artisti, della capacità di reinventarsi e di trovare una propria voceanche quando tutto cambia. Temi che oggi, forse più che mai, risuonano con forza.Il lavoro sulle coreografie e sull’adattamento ha seguito la stessa linea: mantenere il rispetto per latradizione, ma con uno sguardo fresco, dinamico, moderno. Il movimento diventa linguaggionarrativo, parte integrante del racconto, così come la musica e la luce, che ho voluto trattare comeelementi drammaturgici veri e propri.
Con questo allestimento invitiamo il pubblico a lasciarsi travolgere da uno spettacolo che è purointrattenimento, ma anche un omaggio all’arte del fare spettacolo. E naturalmente, a cantare, ridere,sognaree a lasciarsi sorprendere dalla magia della pioggia in scena, che non è solo un effettoscenico, ma un’emozione da vivere insieme, nel buio di una sala piena di luce.
Luciano Cannito

 
12 E 13
DICEMBRE
 
CARUSO 2.0
PASSIONE 2.0
 
étoileEmanuela Bianchini
primo ballerino Damiano Grifoni
conMvula Sungani Physical Dance
regia Mvula Sungani
coreografie Emanuela Bianchini e Mvula Sungani
musica Lucio Dalla, Caruso, AA.VV.
costumi, scene e lighting MSPD Studios
produzione DCE, AREALIVE
 
 
In occasione del quarantennale dell’incisione di Caruso, brano di sublime ispirazione cheha avuto uno enorme successo internazionale (con oltre cento versioni in altrettantelingue), scritto e musicato dal grande Lucio Dalla e dedicato ad uno dei più grandi tenoridi fama mondiale qual è stato Enrico Caruso, il regista e coreografo Mvula Sungani haideato e insieme all’étoile Emanuela Bianchini in collaborazione con il Comune diSorrento, l’opera coreografica dal titolo Caruso 2.0.
Lo spettacolo, a differenza della prima versione, vede una nuova regia e l'aggiunta dellacreazione Passione 2.0, viaggio visivo, emozionale nel mondo femminile partenopeoliberamente tratta dall'omonimo film di John Turturro a cui si ispira per sottolineare ilmessaggio che la multiculturalitàè una ricchezza soprattutto quando riesce a generareforme artistiche uniche.
La creazione vuole essere un omaggio all'Italia, a Napoli, a Sorrento e a due artisti chenegli ultimi secoli l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. In unmomento storico così complesso come quello che stiamo vivendo, diventa ancor piùfondamentale conoscere a fondo il proprio passato per costruire un futuro che sia piùsolido possibile; da questo pensiero nasce il lavoro della coppia artisticaBianchini/Sungani. Arie d’opera con la voce di Enrico Caruso rimasterizzata, canzoniinterpretate da Dalla, unite alla musica napoletana contaminata in world music edall’elettronica, saranno rese “tridimensionali” grazie all’étoile Emanuela Bianchini al primoballerino Damiano Grifoni e ai solisti della Mvula Sungani Physical Dance.

 
FUORI ABBONAMENTO
8 GENNAIO
 
Il LAGO DEI CIGNI
 
balletto in due atti e quattro scene su musiche diP.I. Čajkovskij
coreografiaTeet Kask
daPetipa/Ivanov
con Balletto di Milano
direzione artistica Carlo Pesta
lighting designer Gioele Monteduro
 
 
Tra i massimi capolavori del repertorio classico,Il lago dei cignicontinua ad affascinareil pubblico di ogni generazione con la forza senza tempo della sua storia ela straordinariamusica di Pëtr Il’ič Čajkovskij.Per la stagione 2026/27il Balletto di Milano riprende la produzione creata in esclusiva dalcoreografo estone Teet Kasknel 2017presentandola in un allestimento completamenterinnovato nelle scene e nei costumie arricchita nelle coreografie.Nella versione di Kask, la celebre vicenda di Odetteconservaintattala poesia delballetto,rendendola al tempo stesso vicina alla sensibilità di oggi. La coreografiaseguela strutturanarrativaoriginalee, purintroducendo una visione più attuale, nonrinuncia alla magiadegli attibianchi e ai virtuosismi della grande danza accademica.Le nuovescene e i costumi, concepiti secondo una linea di estrema ricercatezza, privilegianoatmosfere evocative, giochi di luce e armonie cromatiche.Ne nasce unLago dei cigniintenso,capace direstituireal pubblico tutta la forza emotiva di uno dei balletti più amatidella storia.

 
23 E 24
GENNAIO
 
OTELLO
 
diWilliam Shakespeare
drammaturgiaDacia Maraini
adattamento scenicoAntonio Prisco
conGiacomo Giorgio, Giorgio Pasotti
Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni
Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly
regiaGiorgio Pasotti
musiche originaliPatrizio Maria D’Artista
scenaGiovanni Cunsolo
immaginiThierry Lechanteur
costumiSabrina Beretta
light designerMarco Palmieri
realizzazione costumiCinquantanoveA
produzione Teatro Stabile d’Abruzzo
in coproduzione conMarche Teatro, Stefano Francioni Produzioni
in collaborazione conTeatro Maria Caniglia
 
 
E tu... come sei pallida! e stanca, e muta, e bella, pia creatura nata sotto maligna stella. Fredda come la casta tua vita... e in cielo assorta. Desdemona! Desdemona!... Ah... morta! morta! morta!” e poi “Otello fu”.
 
Così si chiude una delle tragedie più sconvolgenti della storia del teatro. Una storia d’amore e gelosia, di libertà e tradimento, di potere e illusione. Otello, il Moro di Venezia, torna sul palcoscenico in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasotti, con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini.
Al centro della vicenda, la relazione intensa e tragica tra Desdemona, donna coraggiosa e libera, e Otello, lo straniero, l’uomo “diverso”, che viene amato contro ogni pregiudizio e ostilità. Una scelta d’amore che sfida le convenzioni e che finisce soffocata da una spirale di sospetto e violenza.
Il testo si muove lungo il filo della violenza cieca, quella che si accende senza ragione, che cresce per insicurezza, per possesso, per stupidità. Un’interpretazione moderna e necessaria che mette in luce l’attualità delle tematiche di Shakespeare: l’identità, il potere maschile, la manipolazione, la libertà femminile.
Nel ruolo di Otello, Giacomo Giorgio, giovane e talentuoso attore amatissimo dal pubblico per la serie Mare Fuori, offre una prova intensa e carismatica.
Uno spettacolo che porta sul palco un classico senza tempo, per raccontare ancora una volta quanto può essere fragile e potente l’animo umano.

 
17 E 18
FEBBRAIO
 
IL BERRETTO
A SONAGLI
 
di Luigi Pirandello
revisione linguistica Letizia Russo, Andrea Baracco
con Silvio Orlando
e con (in o. a.)Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni
Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
regia Andrea Baracco
scena Roberto Crea
luci Simone De Angelis
costumi Marta Crisolini Malatesta
sound designer Giacomo Vezzani
aiuto regia Andrea Lucchetta
produzione Cardellino
in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano
 
 
Beatrice Fiorica, donna della buona società siciliana, sospetta che il marito la tradisca con la moglie di Ciampa, modesto scrivano al suo servizio. Decisa a smascherarlo, si confida con la madre e con la cameriera e coinvolge il delegato di polizia Spanò, affinché intervenga. Convinta di possedere le prove, Beatrice denuncia pubblicamente l’adulterio, senza immaginare le conseguenze che il suo gesto può provocare. Ciampa, messo all’angolo, teme che l’onore venga compromesso e che la sua vita vada in frantumi. Per non diventare lo zimbello della città, è costretto a una soluzione estrema: far passare Beatrice per folle, così che la denuncia perda valore e l’ordine delle cose resti intatto. Tra sospetti, equivoci e voci mai del tutto confermate, i personaggi si muovono in un clima di ambiguità che lascia intatto il dubbio sull’effettiva colpa dei presunti amanti.
 
Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio.
Andrea Baracco

 
12 E 13
MARZO
 
PLATONOV
 
di Anton Čechov
traduzione, adattamento e regia Peter Stein
con Alessandro Averone, Maddalena Crippa
Sergio Basile, Gianluigi Fogacci
Andrea Nicolini, Francesco Santagada
Maria Chiara Centorami, Odette Piscitelli
Alessandro Sampaoli, Emilia Scatigno
Tommaso Garrè, Davide Lorino
Sebastian Gimelli Morosini, Giulio Petushi, Paola Giorgi
musiche originali composte da Andrea Nicolini
eseguite dal vivo da Andrea Nicolini e Davide Lorini
scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Mattia De Pace
assistente regista Carlo Bellamio
produzione Tieffe Teatro Milano, Fondazione Teatro di Roma
Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Stabile di Palermo
 
 
Dopo il recente successo de Il compleanno di Harold Pinter e di Crisi di nervi tratto dagli Atti Unici di Anton Čechov, si rinnova la collaborazione tra il Teatro Menotti e Peter Stein con Platonov, un’altra grande sfida artistica.
Peter Stein, maestro indiscusso della regia del secondo Novecento e fondatore della leggendaria Schaubühne di Berlino, è protagonista di un teatro filologico, rigoroso, profondamente umano. Tedesco, classe 1937, Stein ha segnato l’immaginario scenico con la sua capacità di rileggere i classici in chiave contemporanea, mantenendone intatta la complessità.Con Platonov, Stein affronta un’opera giovanile di Anton Čechov, scritta intorno al 1880, un testo visionario, difficile, mai pienamente compiuto, ma proprio per questo carico di potenziale.
 
PETER STEIN RACCONTA PLATONOV
 
«È la storia di un uomo dotato di talento e fascino, ma incapace di trovare un posto nel mondo. È amato da quattro donne, ma non riesce a scegliere. Si perde nei suoi stessi pensieri, oscilla tra desideri e paure, fino a detestarsi. Pensa al suicidio, e proprio quando trova il coraggio di vivere, una delle donne che lo ama lo uccide».
E ancora:«Platonov è il primo esempio di quegli uomini “superflui” che Čechov avrebbe poi disseminato nei suoi racconti e drammi. È anche un testo pieno di altri personaggi bellissimi, ognuno in lotta con le proprie contraddizioni, con problemi economici, emotivi, affettivi. È il ritratto di un mondo che sta crollando ma che non rinuncia alla bellezza».
Quanto all’allestimento, Stein chiarisce:«Per raccontare questa storia ci vogliono quindici attori e una scenografia che riesca a restituire la complessità e la ricchezza di questo universo. Ho immaginato cinque spazi diversi, che si trasformano e si rincorrono come gli stati d’animo dei personaggi: una grande veranda dove si svolgono le prime scene di incontro; un parco notturno, che si illumina di fuochi d’artificio come un’illusione di felicità; un tratto di ferrovia con pali telegrafici, simbolo di un progresso che non salva; l’interno di una piccola scuola di campagna, luogo di idealismo e frustrazione; e infine una stanza sontuosa con armi alle pareti, dove si consuma la tragedia.
Mettere in scena Platonov è un’impresa piena di timori e speranze. Ma ne vale la pena. Pochi testi teatrali offrono una tale ricchezza umana, poetica, drammatica. Čechov, anche da giovane, aveva già capito tutto».
FUORI ABBONAMENTO
2 APRILE
 
METADIETRO
 
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Daniele Cavaioli
habitat Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
light designer Alice Mollica
voci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci
montaggio traccia sonora Barbara Faonio
mix traccia sonora Stefano G. Falcone
produzione La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello,Rezza Mastrella
 
nell’ambito di TeatrOltre 2027
 
 
Ironici, caustici, irriverenti: Flavia Mastrella e Antonio Rezza – Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2018 – tornano ad Ascoli Piceno con una nuova, irresistibile creazione. In scena, un ammiraglio vestito di blu è alle prese con il salvataggio della sua nave, ma deve fare i conti con l’equipaggio che lo accompagna, accecato da logiche di mercato e interessi individuali.
 
L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio bluelettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lostordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fugaper chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un grandivario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, chenon è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propriavolontà. E vissero tutti relitti e portenti.
Antonio Rezza
 
Tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuovapreistoria; la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spaziovirtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibilifiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e,nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombina sempre i programmiprestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltàtecnologica permea l’essere vivente. È la scomparsa dell’eroe.
Flavia Mastrella

 
29 E 30
APRILE
 
SMANIE PER
LA VILLEGGIATURA
 
di Carlo Goldoni
conStefano Artissunch, Stefano De Bernardin, Laura Graziosi
Stefano Tosoni, Lorenzo Artissunch
regia Stefano Artissunch
produzione Synergie Arte Teatro
 
 
Cinque attori per 11 personaggi. È la commedia più dinamica della trilogia goldoniana,che qui vienerappresentata in una messa in scena fantasiosa in cui tra travestimenti ecommedia dell'arte si sviluppa il tema dell'apparire e della competizione tra classi sociali.
 
La commedia narra i preparativi per la partenza in campagna di due famiglie: quella diLeonardo, con la sorella Vittoria e quella di Filippo con la figlia Giacinta. Leonardo amaGiacinta, ma al momento della partenza, Filippo, distrattamente, invita nella carrozza dellafiglia un altro giovane, anch'egli innamorato di Giacinta.
Leonardo, in preda a crisi di gelosia, più volte decide di rimandare la partenza cercandopersino di annullarla tra i pianti e le lacrime della sorella che da una settimana è impegnatain preparativi e progetti. Con l'intervento di un intermediario, tutto si risolverà per il meglioe ciascuno partirà felice per la tanto ambita villeggiatura
 
Le smanieè un meccanismo drammaturgico praticamente perfetto! Pensando alla messain scena, dopo la felice esperienza degli Innamorati e di Lisistrata torno all'artigianalitàpura del teatro che mette al centro della rappresentazione l'attore e la sua fisicità con cambidi scena e cambi di costume a vista, giocando, attraverso la tecnica della commedia dell'arte,con la contemporaneità di un classico senza tempo.
Al centro della commedia il tema dell'apparire e la nevrosi consumistica-affannosa dellaborghesia che si cimenta in sciali superiori alle sue possibilità. Si ride tanto non solo perl'attualità dei temi trattati ma anche per i personaggi ben delineati e per l'abilitàdrammaturgica con cui Goldoni costruisce situazioni esilaranti e ad incastro.
Un testo intelligente che vuole essere una riflessione ed una critica alla società borghese deltempo, ma che, fluttuando le parole dell'autore ai giorni nostri, mostra la sua modernitàaffrontando temi senza tempo e rivelandol'ipocrisia ed il senso di vuoto di una società cheperde la propria identità ed i propri valori dietro al nulla!
Stefano Artissunch

 
RAGAZZI
5 DICEMBRE
 
PINOCCHIO
UN BAMBINO COME TUTTI GLI ALTRI
 
in occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi
e della giornata internazionale delle persone con disabilità
 
uno spettacolo di Tonio De Nitto
con Antonio Guadalupi, Luca Pastore, Benedetta Pati, Fabrizio Tana
drammaturgia Tonio De Nitto e Fabrizio Tana
musiche Paolo Coletta
scene Iole Cilento
costumi Lapi Lou
luci Davide Arsenio
suono Graziano Giannuzzi
regia Tonio De Nitto
produzione Factory Compagnia Transadriatica, Fondazione TRG di Torino
Accademia Perduta / Romagna Teatri
 
consigliato da 5 anni
 
 
Ma cosa significa davvero essere un bambino per bene? E cosa vuol dire essere un bambino come tutti gli altri? Se a porsi queste domande è il Pinocchio portato in scena da un attore con la sindrome di Down, allora la storia che conosciamo potrebbe prendere una piega diversa, più intima, più vera. Pinocchio è energia pura, irrefrenabile, curioso, disobbediente, ma con un grande cuore. Il suo è un viaggio di crescita e consapevolezza, una corsa verso l’autonomia. Sì, forse è proprio questo il desiderio più profondo del nostro Pinocchio/Fabrizio, diventare autonomo, crescere, scegliere da solo chi essere. Ma come resistere alla tentazione del Gran Teatro delle Marionette? Come non lasciarsi affascinare da animali parlanti, da promesse miracolose e da un campo in cui, forse, gli zecchini d’oro possono davvero fiorire? A duecento anni dalla nascita di Collodi, Tonio De Nitto porta in scena il capolavoro Pinocchio, in una riscrittura a quattro mani con Fabrizio Tana, attore e autore con sindrome di Down, per indagare e forse confutare, con dolcezza e profondità, il tema del desiderio di essere come gli altri. "Voglio essere un bambino come tutti gli altri!" diventa allora una domanda aperta, una sfida, un invito a riconsiderare cosa significhi normalità, e cosa significhi davvero crescere. Lo spettacolo prosegue il percorso di ricerca di Factory Compagnia Transadriatica sul rapporto tra teatro e disabilità.
 
 
RAGAZZI
17 GENNAIO
 
THE FINAL MATCH POINT
COMMEDIA CIRCENSE
 
di e con Alessio Pollutri, Andrea Brunetto e Max Pederzoli
regia e drammaturgia Andrea Fidelio
costumi e scenografie Elettra Del Mistro
con il sostegno di Teatro Verdi, Centro di residenza IntercettAzioni/Circuito CLAPS
Comune di San Quirino, Regione Friuli Venezia Giulia
altre residenze artistiche La radice selvatica
 
consigliato da4 anni
 
 
Immaginate una partita di tennis bloccata in una situazione di parità: un’alternanza costante di match point e pareggi, senza mai arrivare a una conclusione. Immaginate che questa situazione si prolunghi per sei anni, e che, giorno dopo giorno, i due avversari si ritrovino in una città diversa per cercare di porre fine allo scontro. Immaginate infine che tutto questo diventi un programma televisivo. Benvenuti in The final match point!
Uno spettacolo di circo contemporaneo ispirato al celebre incontro del 1980 tra Björn Borg e John McEnroe, che spinge all’assurdo la tensione nata dal loro equilibrio sul campo (la partita durò più di quattro ore).
La scrittura drammaturgica richiama le dinamiche narrative e i ritmi del gioco, trasformando la competizione in racconto. Lo spettacolo porta avanti la ricerca comica del trio, facendo del divertimento – del pubblico e degli attori in scena – il motore principale della performance: non un semplice intrattenimento, ma un vero e proprio principio esistenziale, una necessità che accompagna l’essere umano fin dall’infanzia e che riaffiora da adulto nei momenti di gioco e sport.
In questa creazione, il tema centrale è il paradosso dello show-business: una parodia satirica che mette in luce le contraddizioni commerciali e mediatiche dello sport moderno, riscoprendone allo stesso tempo i valori essenziali.
 
 
RAGAZZI
20 FEBBRAIO
 
CUOR DI CONIGLIO
 
creazione Compagnia Dimitri/Canessa
con Federico Dimitri e Francesco Manenti
regia Elisa Canessa
collaborazione artistica Giorgio Rossi
disegno luci Marco Oliani
sound designer Tommaso Marzini Della Ragione
scenografia e costumi Matilde Goriatelier scenografia Zaches
produzione Associazione Sosta Palmizi
Pilar Ternera / Nuovo Teatro delle Commedie e Straligut Teatro
con il sostegno residenziale di Centro di Residenza della Toscana
(Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)
Wintergarten – Atelier di teatro permanente e In Tel Fade
 
consigliato da 5 anni
 
 
Cuor di Coniglio è una poetica fiaba moderna che esplora la fragilità e il coraggio di accettarsi. Vincent è un bambino felice e fantasioso che, ferito dal crudele drago del giudizio degli altri, si chiude nel suo castello interiore, perdendo il cuore e il contatto con se stesso. Con l’aiuto di Rosi, un eccentrico e danzante coniglio, Vincent intraprende un viaggio simbolico e surreale alla ricerca del suo cuore perduto. Lo spettacolo, attraverso il linguaggio del teatro fisico e della clownerie, è un invito a superare la paura del giudizio e a scoprire la bellezza nella fragilità. Cuor di Coniglio è un inno alla libertà di essere se stessi per guardare il mondo da una nuova prospettiva e mostrandosi, semplicemente, per ciò che si è.
 
 
RAGAZZI
20 MARZO
 
BIANCANEVE
 
di Bruno Cappagli e Fabio Galanti
con Andrea Aristidi, Bruno Cappagli e Fabio Galanti
regia Bruno Cappagli
luci Andrea Aristidi
scenografie e costumi Tanja Eick
voce narrante Giovanni Boccomino
produzione La Baracca – Testoni Ragazzi
 
consigliato da 5 anni
 
 
Due tecnici teatrali stanno montando le luci e le scene di Biancaneve quando giunge la notizia che gli attori della compagnia non riusciranno ad arrivare in tempo per l’inizio dello spettacolo a causa del traffico intenso. Il pubblico è già seduto in sala e non può certo essere deluso. Il direttore del teatro dice allora ai tecnici di iniziare loro a raccontare la storia, hanno visto lo spettacolo così tante volte che sapranno tutto a memoria. È così che i due tecnici, abituati a stare dietro le quinte, si ritrovano sul palcoscenico a interpretare la classica fiaba, improvvisandosi attori e scoprendo il piacere di vivere l’immaginario fantastico del racconto. Ha inizio una rappresentazione esilarante della classica fiaba, messa in scena dai due tecnici che interpreteranno tutti i personaggi, dalla matrigna ai sette nani, utilizzando i loro strumenti di lavoro insieme a qualche costume, e che tra gag sorprendenti condurranno il pubblico al lieto fine.
Una metamorfosi, un viaggio verso la crescita, proprio come quella che vive la protagonista della fiaba nel suo viaggio iniziatico.
 
 
RAGAZZI
 
3 APRILE
 
JACK, IL RAGAZZINO
CHE SORVOLÒ L’OCEANO
UNA STORIA TRA CIELO E MARE
 
con Maria Pascale, Michelangelo Campanale
e la partecipazione di Michelangelo Volpe
voce registrata Lorenzo Gubello
testi, regia e scene Michelangelo Campanale
cura del testo Katia Scarimbolo e Paolo Gubello
assistente alla regia Giulia Gaudimundo
luci Michelangelo Volpe
costumi Maria Pascale
produzione La luna nel letto
 
consigliato da 4 anni
 
 
Jack è un ragazzino ingegnoso e infaticabile. Nel suo paese è arrivata la guerra; tutti i suoi amici più cari sono scappati a bordo di una nave diretta in America. Ha desiderio di raggiungerli, di salvarsi, ma i soldati hanno occupato il porto. C’è un oceano che li divide. “Devo trovare la soluzione… devo trovare la soluzione… devo trovare la soluzione… ma certo! Ce l’ho! Li raggiungerò volando!”
La storia, rifacendosi a Charles Lindbergh – il primo pilota ad attraversare l’oceano Atlantico in solitario – prende forma grazie all’unione di nuove tecnologie e artigianalità; l’utilizzo delle prime è utile alla scoperta di un mondo in cui la manualità e il gioco (e soprattutto il gioco manuale) sono ancora al centro.
Come sfogliando un albo illustrato, le immagini prendono vita sulla scena; l’attrice Maria Pascale a ritmo della sua voce dirige una macchina scenica che, manovrata fin nei più piccoli particolari da Michelangelo Campanale e Michelangelo Volpe, consente allo spettatore di entrare in piccoli mondi fantastici per fantastici piccoli eroi.
 
 
STAGIONE 26.27
 
 
ABBONAMENTI [8 spettacoli]
11 - 17 settembre prelazione con conferma turno e posto
18 – 19 settembre prelazione con possibilità di cambio turno e/o posto
dal 22 settembre nuovi abbonamenti
 
- platea e palco centrale di I e II ordine                         205 euro                     
- palco laterale I e II ordine, palco centrale III ordine                  170 euro                     
- palco laterale III ordine, palco IV ordine                                  140 euro                     
- speciale studenti*                                                                  105 euro         
 
BIGLIETTI
dal 1 ottobre vendita biglietti per tutti gli spettacoli
 
- platea e palco centrale I e II ordine                                         28 euro                        ridotto 23 euro
- palco laterale I e II ordine, palco centrale III ordine                  23 euro            ridotto 19 euro
- palco laterale III ordine, palco IV ordine                                  19 euro            ridotto 16 euro
- loggione                                                                                14 euro            ridotto 11 euro
- speciale studenti*                                                                  14 euro                       
 
Cantando sotto la pioggia
- platea e palco centrale I e II ordine                                         35 euro                        ridotto 30 euro
- palco laterale I e II ordine, palco centrale III ordine                  30 euro            ridotto 25 euro
- palco laterale III ordine, palco IV ordine                                  25 euro            ridotto 20 euro
- loggione                                                                                20 euro            ridotto 15 euro
- speciale studenti*                                                                  20 euro
 
Il lago dei cigni (fuori abbonamento)
- platea e palco centrale I e II ordine                                         28 euro                        ridotto 23 euro
- palco laterale I e II ordine, palco centrale III ordine                  23 euro            ridotto 19 euro
- palco laterale III ordine, palco IV ordine                                  19 euro            ridotto 16 euro
- loggione                                                                                14 euro            ridotto 11 euro
- speciale studenti*                                                                  14 euro                       
 
Metadietro (fuori abbonamento)
- posto unico numerato                                                           20 euro                        ridotto 15 euro
 
* riservato agli studenti delle scuole medie superiori e universitari, nei posti di palco laterale III e IV ordine
 
Riduzionevalida fino a 25 anni e oltre 65 anni. Riduzioni previste anche per possessori Marche Cultura Card, Carta Regionale dello Studente. Per Caruso 2.0 e Il lago dei cigni valida anche per iscritti scuole danza
 
 
RAGAZZI
 
NUOVI ABBONAMENTI [5 spettacoli]
dal 22 settembre
posto unico numerato                                                  35 euro                        17 euro ridottofino a 14 anni
 
BIGLIETTI
dal 14 novembre
vendita biglietti per tutti gli spettacoli
posto unico numerato                                                  8 euro              4 euro ridotto fino a 14 anni                                                                                                          0,50 euro da 0 a 3 anni
 
 
BIGLIETTERIA DEL TEATRO
0736 298770 aperta dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30
nei giorni di spettacolo botteghino del teatro aperto un’ora prima dell’inizio della rappresentazione
 
INIZIO SPETTACOLI
STAGIONE
feriali ore 20.30
domenica ore 17.30
RAGAZZI
ore 17.30
 
VENDITA ONLINE
www.vivaticket.com
con aggravio del costo
 
INFORMAZIONI
Biglietteria del Teatro0736 298770
www.comune.ap.it
AMAT071 2072439
www.amatmarche.net

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