MACERATA, GIORGIO PASOTTI DIRETTO DA ALESSANDRO GASSMANN
IN SCENA AL TEATRO LAURO ROSSI IL 2 E 3 DICEMBRE CON RACCONTI DISUMANI
Martedì 2 e mercoledì 3 dicembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata due straordinari artisti come Alessandro Gassmann, in veste di regista, e Giorgio Pasotti come interpretesi misurano con le parole di Franz Kafka in Racconti disumani spettacolo proposto nella stagione realizzata dal Comune di Macerata con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC.
Lo spettacolo attraversa i testi dell’autore boemo Una relazione per un’Accademia e La tana. Questo dittico narrativo che pone al centro vicende animalesche o “disumane”, smaschera la superficialità di stereotipi e banalizzazioni, nei quali troppo spesso si rischia di inciampare. I luoghi comuni che emergono rivelano il nostro istintivo bisogno di un rifugio sicuro, capace di proteggerci dalle complessità della vita. Non solo una narrazione di storie apparentemente lontane dal nostro quotidiano, ma una metafora potente delle nostre paure più profonde. Le parole di Kafka, con la loro enigmatica e ineguagliabile capacità di sondare le inquietudini dell’animo umano, diventano uno strumento per affrontare ciò che ci spaventa.
Una relazione per un’Accademia è stato pubblicato la prima volta nel 1917, protagonista una scimmia che racconta come, in cinque anni, si adegua al sistema umano per uscire dalla gabbia nella quale l’hanno rinchiusa dopo la cattura e guadagnare un fac-simile di libertà. La narrazione in prima persona, divertita e distaccata, ripercorre lo studio delle abitudini degli uomini che con sorprendente facilità possono essere imitate e replicate.
La tana è uno degli ultimi racconti dell’autore boemo, scritto durante la sua permanenza a Berlino nel 1923 e pubblicato postumo e incompiuto per la prima volta nel 1931. Racconta del continuo, disperato sforzo intrapreso dal protagonista, per metà roditore e per metà architetto, di costruirsi un’abitazione perfetta, un elaborato sistema di cunicoli costruiti nel corso di un’intera vita, per potersi proteggere da nemici invisibili. E, nel tentativo di lasciare tutto fuori, costruisce passaggi e corridoi e nuovi tunnel che portano al niente dei vicoli ciechi, una ricerca della sicurezza ossessiva che genera solo ansia e terrore.
Le scene dello spettacolo – prodotto da TSA Teatro Stabile d’Abruzzo, Stefano Francioni Produzioni – sono di Alessandro Gassmann, aiuto regia Gaia Benassi, adattamento Emanuele Maria Basso, videografie Marco Schiavoni, musiche Pivio e Aldo De Scalzi, costumi Mariano Tufano, light designer Marco Palmieri.
Per Gente di Teatro, ciclo di appuntamenti con gli artisti protagonisti degli spettacoli, la compagnia incontra il pubblico il 3 dicembre alle ore 19 nel foyer del teatro (ingresso gratuito).
Per informazioni: AMAT 071 2072439 e biglietterie circuito vivaticket, biglietteria dei Teatri 0733 230735. Inizio spettacoli ore 21.
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Gio Evan è un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada. Durante gli anni che vanno dal 2007 al 2015 intraprende un viaggio con la bicicletta che lo porta in gran parte del mondo: India, Sudamerica, Europa. Comincia a studiare e vivere accanto a maestri e sciamani del posto e in Argentina viene battezzato come “Gio Evan” da un Hopi. Nel 2008 scrive il suo primo libro “Il florilegio passato”, racconto che narra dei suoi viaggi, senza soldi né scarpe.